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BIKE ECONOMY, ITALIA TRA PRIMATI E CARENZE. MA QUALCOSA STA CAMBIANDO…

L’economia della bicicletta chiede spazio al “governo del cambiamento”. In gioco una migliore qualità della vita e delle città, ma anche prospettive economiche rilevanti.

Ne è convinto l’avvocato Gianluca Santilli, presidente ed ideatore dell’Osservatorio Nazionale della Bike Economy, la piattaforma di ricerca creata per analizzare tutti i cluster dell’economia della bicicletta che, nell’Unione Europea, ha un valore stimato di oltre 500 miliardi di euro.

Come sottolinea L’Avvenire, in un articolo dello scorso 5 gennaio a firma di Eugenio Fatigante, l’Italia è già al primo posto in Europa per la produzione di biciclette (siamo a 2,3 milioni di unità) ma – come ricorda Santilli – “a fronte di potenzialità pressoché inestimabili, il Belpaese comincia a capire soltanto adesso che l’investimento sulla bici è uno dei migliori possibili”.

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A fronte di progetti virtuosi – come quello di Cesena (“Al lavoro in bici”), Collegno (“La Bicipolitana”), Casole D’Elsa (“Hub del cicloamatore”) e Bari (“Buoni mobilità”) – permangono, infatti, delle carenze culturali ed infrastrutturali che, in ogni caso, grazie proprio all’attività dell’Osservatorio, si stanno gradualmente sanando. Anche perché, come ripete abitualmente Santilli “la bici è un moltiplicatore non solo dal punto di vista economico, ma anche in una prospettiva di benessere individuale e collettivo”.

 

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