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AIUTO, MI HANNO ACCORCIATO LA GRANFONDO! 

Direttore del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


La stagione cicloamatoriale 2019 su strada si è aperta con una novità molto importante: tutte le gare denominate “granfondo” devono essere organizzate sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana, oppure in co-branding tra FCI e un altro ente di promozione sportiva. 

A spiegare i cambiamenti nel ciclismo amatoriale ci ha pensato il consigliere federale Gianantonio Crisafulli, il quale ha affermato che il tutto nasce dalla volontà di offrire maggiore sicurezza ai partecipanti delle gare amatoriali (link all’articolo qui). 

Questo nuovo regolamento è entrato in vigore da poco più di un mese, ma nonostante questo si stanno continuando ad organizzare manifestazioni definite “granfondo” ancora sotto l’egida del solo ente di promozione sportiva, senza il co-branding con la FCI. 

Tutto questo è possibile da una differenza… di chilometraggio! 

Regolamenti alla mano, infatti, la granfondo viene definita tale in base al numero di chilometri che bisogna affrontare. Guardando attentamente il regolamento della Federazione Ciclistica Italiana, si legge che viene definita granfondo una gara amatoriale che ha un chilometraggio minimo di 120 km, mentre le gare amatoriali che misurano tra gli 81 e i 120 km sono definite mediofondo. 

Secondo gli altri enti di promozione sportiva, invece, la definizione di granfondo non è per tutti la stessa. Se si va a vedere da vicino il regolamento tecnico di alcuni altri enti, si legge che viene definita granfondo una gara amatoriale abbia un chilometraggio minimo di 110 km. 

Sono 10 km di differenza, ma bastano per “aggirare” questo regolamento del co-branding e far sì che le gare vengano organizzate solo sotto l’egida di un altro ente. 

Se un’associazione sportiva decidesse di organizzare una gara di 115 km, non sarebbe tenuta a chiedere il co-branding alla FCI, proprio perché il chilometraggio è inferiore a quello minimo della federazione. 

Molto probabilmente questo è un cavillo che dovrà essere risolto quanto prima, al fine di evitare che gli amatori possano avere un’idea chiara di quanto possa ammontare il chilometraggio minimo di una granfondo, per avere una chiara e netta distinzione tra ciò che è granfondo e ciò che è mediofondo. 

In questa situazione si capisce che la Federazione Ciclistica Italiana deve lavorare ancora molto insieme agli enti di promozione sportiva per cercare di far arrivare tutti a un regolamento unico. Non è la prima volta che la FCI si trova in questa situazione, ed è per questo che auspichiamo che possa esserci sempre più dialogo tra le parti per venire incontro alle tante persone che ogni domenica vogliono prendere parte a una gara amatoriale. 

 

A cura di Carlo Gugliotta – copyright InBici Magazine 

Direttore del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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