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ALAPHILIPPE, -2 AL GRANDE SOGNO: “E SE NON CE LA FACESSI, VORREI LA VITTORIA DI PINOT”

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Julian Alaphilippe conserva la maglia gialla. Il corridore della Deceuninck-Quick Step veste il simbolo del primato per la 14/a volta in questa edizione della corsa francese: l’ha conquistata nella terza tappa, l’ha persa nella sesta – complice la grande prestazione di Giulio Ciccone) e l’ha ottenuta di nuovo nell’ottava tappa.

Domenica scorsa abbiamo visto sui Pirenei un Alaphilippe in crisi nella tappa di Foix, ma oggi il transalpino ha mostrato a tutti le sue doti di discesista, maturate – tra l’altro – anche grazie agli anni trascorsi nel ciclocross.

Alaphilippe ha tenuto botta sull’Izoard, ma sulle ultime rampe del Galibier ha dovuto cedere qualcosa. In discesa, però, è stato formidabile, disegnando le curve al limite, e ha raggiunto tutti i migliori. Risultato? Alaphilippe ha perso solo 5″ rispetto alla diretta concorrenza, che non è più di Geraint Thomas ma di Egan Bernal, secondo in classifica generale.

“La discesa? In cima al Galibier ho mandato giù un gel, mi ha aiutato a recuperare un po’ – spiega Alaphilippe – oggi è stata una giornata difficile per tutti, noi non abbiamo una squadra adatta alle tappe di montagna, nonostante tutto i miei compagni hanno dato anche l’anima, a cominciare da Elia Viviani, che è uno sprinter, fino a tutti gli altri. Mi sono preso dei rischi in discesa, è vero, ma ho voluto difendere la maglia fino alla fine”. 

Julian Alaphilippe è cosciente del fatto che i prossimi due giorni saranno molto duri, anche perché è la seconda volta che in salita paga qualcosa rispetto agli altri: “Ma se non dovessi vincere io il Tour de France, vorrei che lo vincesse Thibaut Pinot. Ho un ottimo rapporto con lui, siamo due dei corridori più forti in Francia, ed essere lì davanti a battagliare insieme è un orgoglio per tutti noi. Portare la maglia gialla è un’emozione incredibile: la pressione è forte, ma eccomi qui, mancano solo due giorni prima di Parigi”.

 

Da Valloire, Carlo Gugliotta per InBici Magazine

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