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Alessandro PetacchiÊ- photo Ilario Biondi/BettiniPhoto©

ALESSANDRO PETACCHI: “GAVIRIA ALLA UAE? IO NON LO AVREI FATTO”


Al termine del Tour Down Under abbiamo contattato Alessandro Petacchi. L’ex corridore, attualmente commentatore Rai, ha fatto con noi una previsione su quelle che possono essere le gerarchie per le volate del 2019, e vede due principali agonisti che si sfideranno lungo tutta la stagione: Elia Viviani e Fernando Gaviria, uno dei quali (l’italiano) ha già esordito con il botto nella corsa australiana, mettendo a segno una bellissima vittoria.

Riportiamo di seguito l’intervista rilasciata ai microfoni della trasmissione radiofonica “Ultimo Chilometro”.

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In Australia abbiamo assistito a una bella vittoria di Elia Viviani. Lei pensa che quest’anno possa migliorare ancora rispetto alla sua stagione spettacolare dello scorso anno?

“Viviani ha fatto un colpo da maestro in Australia, è consapevole della forza che ha, sono gli anni migliori della sua carriera. E’ un atleta serio, si allena in modo corretto, credo proprio che non si fermerà qui. In pochi sanno fare le volate passando a pochi millimetri dalle transenne come ha fatto lui, e in questo il ciclismo su pista lo ha aiutato tanto. Credo che Elia, con quello che ha fatto lo scorso anno, possa essere inserito tra i velocisti di riferimento a livello mondiale, perché ha vinto davvero tanto. Non so se possa ancora migliorare, ma fa delle cose davvero stupende, non solo su strada ma anche in pista”. 

Quest’anno Elia si ritroverà come principale Fernando Gaviria, che fino al 2018 era suo compagno di squadra. Come valuta questo passaggio del colombiano alla UAE Team Emirates? 

“Credo che questo cambio di squadra sia dovuto dal fatto che la Deceuninck Quick Step abbia un buon budget ma ha anche tanti corridori molto forti con degli ottimi contratti, non solo lo stesso Viviani ma anche Gilbert, Alaphilippe e Jungels, e tenere anche Gaviria insieme a questi corridori ha un costo enorme, Patrick Lefevre ha fatto un sacrificio e Gaviria ha accettato questo contratto. Io non so se al posto suo lo avrei fatto. Sono scelte di vita: sai ciò che lasci, ma non sai ciò che trovi. Io credo che alla Deceuninck Quick Step ci siano dei compagni di squadra che sono molto metallizzati sulle corse di un giorno e sull’obiettivo di vincere le tappe, e questo faceva molto al caso di Gaviria. Credo comunque che non ci sia una rivalità tra lui e Kristoff alla UAE, in quanto quest’ultimo è soprattutto un cacciatore di classiche”. 

Sappiamo che lei si sta mettendo di nuovo in gioco con la Mountain Bike in quanto parteciperà alla Cape Epic. Come è nata questa idea? 

E’ un gioco che ho deciso di fare lo scorso anno, ovviamente senza l’assillo della competizione. Partirò per l’Africa insieme a Francesco Chicchi a metà marzo: ci stiamo allenando senza la metodologia e lo stress che avevamo da corridori, ma il nostro obiettivo sarà quello di cercare di finire la gara, anche perché non avendo mai fatto Mountain Bike non abbiamo la tecnica degli altri. Non abbiamo punti di riferimento, però ci divertiamo. Le tappe sono lunghe più di 100 km, quindi c’è bisogno di molto fondo per poter affrontare questa competizione. Inoltre, si corre in coppia, e il proprio compagno non può essere staccato di più di 30 secondi. Alla fine della giornata si dorme in tenda. Insomma, credo che sarà un bel divertimento”.

 

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

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