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CICLOTURISMO – DAL DANUBIO AL PO IN BICICLETTA: IL PERCORSO CHE ATTRAVERSA LE ALPI

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango" e "Due pedali per volare"


Tempo di vacanze in Trentino e in alta montagna: tra sciate in compagnia e passeggiate ai mercatini tipici delle festività natalizie, non possono mancare – per gli amanti della bicicletta in tutte le stagioni – anche i nostri consigli per un’uscita sulla due ruote. Il percorso, che se fatto integralmente presenta una lunghezza di circa 700 chilometri, può essere svolto anche a tratti e si presenta particolarmente adatto – se spezzettato – per le famiglie con bici da trekking. Il percorso integrale, che prevede un tragitto di più giorni, è invece consigliato per le mountain bike, sia tradizionali sia elettriche di ultima generazione.

La ciclovia prende il nome dalla via Claudia Augusta, costruita nel I secolo dopo Cristo, e collega il nord dell’Italia al Danubio. Il tragitto, scelto dai Romani come uno dei più efficienti per passare le Alpi, parte dalla città tedesca di Donauwoerth, sulle sponde del Danubio, e arriva a Ostiglia sul Po. C’è la possibilità anche di fare una variante, che a Trento, invece che proseguire per la Lombardia prosegue verso est e arriva sulla laguna veneta, a Venezia. 

Il percorso nei dettagli: la prima parte in Germania

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Si parte da Donauwörth, storico crocevia dell’impero romano che ne aveva fatto uno dei porti già importanti per il trasporto di merci pesanti sul Danubio. La cittadina tedesca è facilmente raggiungibile con appositi treni per il trasporto di biciclette e anche dotata di comodi parcheggi per chi arriva in auto. Un servizio navetta poi, riporta i ciclisti – al termine della ciclabile Augusta – al parcheggio in Germania. Lo sviluppo della cittadina iniziò con un insediamento di pescatori nell’isole di Ried: qui si trova la partenza della pista ciclabile e l’ufficio turistico che può fornire precise indicazioni per il tragitto. Oltre alla bellezza del Danubio, il territorio è caratterizzato dal cratere di Ries formatosi dalla caduta di un meteorite 14,5 milioni di anni fa; una visita meritano anche il Municipio, risalente al 1236; il Monastero gotico dell’Amata Signora del 1444 e la Rieder Tor, la porta cittadina costruita lungo la vecchia cinta muraria del 1811. 

Da Donauwörth si arriva alla città bavarese di Augusta, attraverso la valle del Lech. Prima di arrivare in città, sulle colline limitrofe si possono ammirare antichi impianti difensivi ed accampamenti di epoca romana. Il nucleo iniziale della città di Augusta, infatti, è di origine romana ed è la seconda città più antica della Germania: all’epoca romana contava tra i 10.000 e i 15.000 abitanti. Notevole importanza, poi, derivò dall’influenza dei Fugger, i ricchi banchieri del tardo Medioevo che dominarono il mondo a livello economico. Entrando in Augusta si può scegliere di seguire il Lech oppure passare il fiume sul Ponte Man e attraversare la città, apprezzando alcuni luoghi simbolo e attraversando l’antica strada romana. Per chi sceglie quest’ipotesi tappe consigliate al Duomo, alla Fontana di Augusto e allo splendido viale Max Straße con le fontane di Mercurio e di Ercole, sulla stessa strada si affacciano anche la basilica di Sant’Ulrico e Santa Afra ed il palazzo di città dei Fugger. Oltrepassato i Giardino Botanico, infine, si esce da augusta e ci si immerge nel bosco Siebentischwald da cui si arriva a Königsbrunn, teatro della battaglia del Lechfel: da qui si prosegue sul tracciato originale romano, perfettamente diritto, in direzione Landsberg am Lech. Si apre, quindi, un’altra possibile scelta per il ciclista che può decidere se continuare sulla strada romana oppure dirigersi verso il centro storico entrando nel tracciato della Strada del Sale, che nel Medioevo aveva preso il posto della strada Augusta. Dopo Landsberg la ciclabile abbandona il tracciato della strada romana per passare tra i pittoreschi villaggi della Fuchstal: Oberdießen e Unterdießen, Asch e Leder nonché Denklingen. Si torna poi alla strada romana, che fino a Kinsau dove passa poi per Hohenfurch e Schwabniederhofen andando verso Altenstadt. Effettuando una deviazione per il centro storico medievale di Schongau si può visitare la cinta muraria dell’anno mille e la Chiesa di Wies, patrimonio dell’Umanità. 

Prima di arrivare in Tirolo il percorso si snoda sulle colline dell’Algovia, dove il verde intenso dei boschi si alterna a quello vivace dei prati, perfettamente immedesimato con laghi e stani. Si arriva a Burggen e poi a Lechbruck am See. Sulla via per Rosshaupten si possono ammirare la cappella di Sameister d il Parco artistico della Via Claudia Augusta, oltre che ilCentro di documentazione bavarese della Via Claudia Augusta a Rosshaupten. Da lì la ciclabile segue la riva del lago artificiale Forggensees da cui si può ammirare il castello di Neuschwanstein. A Füssen occorrerà fare un pezzo con la bicicletta a mano, in quanto la zona del centro è pedonale: ripresa la ciclabile ci si avvia verso il Tirolo pedalando lungo il Lech su una vecchia strada che non disdegna panorami pittoreschi prima di arrivare ai villaggi di Unterpinswang, Oberpinswang ed infine di Reutte. Si raggiunge quindi Ehrenberg, di cui si possono ammirare i bellissimi castelli, prima di arrampicarsi su un sentiero in ciottolato e poi, attraverso prati e boschi, arrivare a  Bichlbach e nella conca tra Lermoos, Ehrwald e Biberwier. 

Oltrepassata un’antica stazione di sosta romana ci si prepara ad affrontare la salite del Fernpass, dove una vecchia frana ha creato un paesaggio unico nel suo genere. Nel punto in cui il sentiero forestale tocca la strada statale, dall’altro lato della strada ci si può avviare verso il Blindsee, uno dei più amati laghi balneabili alpini. Su sentieri ciottolati più stretti, il percorso scende infine al castello di Fernstein, dove varca le porte dell’antica stazione doganale e arriva alla cittadina di Nassereith, dal rinomato passato minerario. Si prosegue per il bosco di Strad e quindi ci si dirige verso Imst e percorre in parallelo la ciclabile dell’Inn. La ciclovia avanza verso il territorio italiano attraversando i territori di Zams, Fließ, Prutz, Tösens, Pfunds e Stuben. 

L’arrivo in Italia dal Passo Resia e il percorso fino a Trento 

Documenti alla mano ci si appresta a passare la dogana a Martina, in Svizzera: da qui si prosegue – affrontando numerosi tornanti – verso il Passo Resia. Impossibile non essere rapiti dai prati montani e dai laghi che caratterizzano questo territorio: sosta obbligatoria al vecchio paese di Curon, di cui si vede solo il campanile sepolto dalle acque del Lago originato dalla diga di Resia. Si procede in direzione Prato allo Stelvio, passando per la piana di Malles con i suoi pittoreschi sentieri d’acqua. Arrivati a Burgusio ci si immette nella pista ciclabile della Val Venosta, circondata dai profumatissimi frutteti: si attraversa Clusio, Laudes e Glorenza per arrivare al Prato allo Stelvio, ai piedi dell’omonimo passo. Attraverso il paesino di Cengles, caratterizzato dal castello medievale, si raggiunge Lasa, la capitale del marmo bianco: ripresa la ciclabile in mezzo a prati e boschi si arriva a Covelano e quindi, attraverso una strada costeggiata da meleti a Morter. Il percorso della via Augusta attraversa poi Laces e Castelbello per poi proseguire lungo l’Adige ed immergersi nel cuore della Regione altoatesina. 

Attraverso meleti e prati ci si dirige verso Stava, Cirlano e Naturno, con diverse possibilità di fare una breve deviazione per recarsi in centro dell’uno o dell’altro paese. Sempre seguendo il corso dell’Adige si prosegue per Plaus e Rablà, dove venne ritrovato uno dei due miliari che tramandano la storia della Via Claudia Augusta. Si prosegue verso Tell, confine geografico della val Venosta, per poi dirigersi verso Merano, in quella che si dimostra essere una delle parti già spettacolari del tragitto. Il Comune-giardino di Lagundo accoglie i ciclisti con una pergola da dove si può godere un ampio panorama. Si scende poi con varie curve a Lagundo – dove si può ammirare il museo “Testa di ponte” –  e a Merano da dove – dopo una breve sosta nel centro storico – si arriva a Marlengo. Prossima tappa sarà quella che conduce a Bolzano: nel tragitto si possono ammirare Castel Firmiano e pedalare lungo la pista ciclabile che costeggia l’Isarco e arriva nel centro della città. In un mix perfetto tra storia italiano e tedesca, a Bolzano si può approfittare per una sosta che permetta di degustare i prodotti locali, sia gastronomici sia enologici. 

La coltivazione dell’uva accompagnerà i ciclisti fino a Trento, percorrere tratti di strada romana che costeggiano i fiumi Agife e Noce. Da Ora si arriva ad Egna e quindi al pittoresco paese di Salorno, capeggiato da un imponente castello che costituisce il confine tra il territorio con maggioranza linguistica tedesca e quello di lingua italiana. Nella pianura dove il Noce sfocia nell’Adige ogni metro viene utilizzato per la coltivazione dell’uva Teroldego. Il percorso porta a Roverè della Luna e a Mezzocorona, sopra cui troneggia castel San Gottardo, costruito nella roccia. Segue Mezzolombardo, San Michele, l’antico porto fluviale di Nave San Rocco, Zambana, e Lavis. Arrivati in Valsugana il percorso ciclabile passa attraverso un forte di sbarramento della Prima guerra mondiale. A Pergine si transita per la rinascimentale via Maier da dove si giunge ai piedi del castello di Pergine e al di sopra del lago di Levico, nell’omonima città di cura fondata dagli Asburgo. 

Trento crocevia: la ciclabile verso il Po 

Il confine tra Lavis e le aree a nord di Trento, capoluogo del Trentino, è segnato dal fiume Avisio, che il percorso ciclabile supera dopo Lavis, al margine della valle. Si prosegue quindi nuovamente lungo la riva dell’Adige dove si arriva quasi nel centro della città, fondata già in epoca romana. Il centro storico di Trento venne rimesso a nuovo per il Concilio nello stile rinascimentale. Al di Sotto della città si possono visitare gli scavi sotterranei della città romana di Tridentum: qui, già in epoca romana la via Claudia Augusta si divideva in direzione di Altinum – l’attuale Venezia – e in direzione di Hostillia, sul Po da dove poi proseguiva per Roma. Il percorso ciclabile prosegue verso sud sempre seguendo il corso dell’Adige attraversando pittoreschi paesini, con un castello dopo l’altro. All’altezza di Mori, in appena dieci chilometri si arriva a Torbole e Riva, celebri località balneari sul lago di Garda. 

Nella parte veronese della Vallagarina il percorso segue la vecchia strada provinciale e  attraversa Belluno Veronese e Rivalta. Come la strada romana, anche il percorso ciclabile si inerpica verso l’altopiano e raggiunge Rivoli Veronese, da dove si ha una vista stupenda sulla valle che ci si è lasciati alle spalle. Un luogo da visitare è la fortezza austroungarica di Wohlgemuth. Dopo Rivoli si prosegue fino a Bussolengo lungo il canale di irrigazione realizzato ai tempi di Mussolini. Quindi il percorso ciclabile si sposta sulla riva sinistra dell’Adige, ai margini della Valpolicella, da cui si entra nei sobborghi della città di Verona.  La seconda città più grande sulla Via Claudia Augusta dopo Augusta, Verona venne fondata dai Reti e dagli Euganei e poi conquistata dalla stirpe gallica dei Cenomani verso il 550 a.C., per poi diventare una colonia romana attorno al 89 a.C. L’Arena, la cui sosta è obbligata, fu eretta poco più tardi e dal 2000 il suo centro storico è patrimonio dell’umanità Unesco.

Passati nelle vicinanze dell’Arena di Verona, si esce dalla città, in direzione ovest dove si trovano due rinomate zone vinicole: Sommacampagna e Custoza. Si prosegue quindi passando per Villafranca con il suo imponente castello verso Castel d’Azzano. Si passa attraverso Vigasio e il cuore della zona di coltivazione del riso più importante d’Europa, attorno a Isola della Scala, in direzione di Ostiglia. Da Ostiglia infine il percorso attraversa la vasta zona umida delle “Paludi di Ostiglia”. In età romana Ostiglia, la nostra destinazione, si chiamava Hostilia ed era un importante porto fluviale sul Po: dal porto le merci pesanti venivano trasportate scendendo il fiume ed anche oltre. Ostiglia è anche oggi un punto nodale, oltre che una rinomata zona di coltivazione del riso.

Caratteristiche tecniche del percorso 

Partenza: Donauworth

Arrivo: Ostiglia

Dislivello: 3000 mt circa 

Distanza: 650 chilometri circa 

Collegamenti: stazioni ferroviarie di Donauwörth, Augusta, Landeck, Bolzano, Trento, Venezia-Mestre, Rovereto, Verona e Ostiglia; quasi ovunque trasporto pubblico parallelo al percorso

Parcheggio gratuito a Donauwörth 

Supporto logistico: shuttle bici per tutti i valichi; shuttle per il trasporto di ritorno dall’Italia alla Germania per 6 giorni alla settimana 

Tracciato: ciclabili quasi completamente asfaltate e tranquille strade secondarie; Segnaletica: percorso in gran parte segnalato; ciò nonostante è consigliabile portare con sé anche una guida oppure un dispositivo GPS

Articolo a cura di Chiara Corradi – copyright InBici Magazine

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