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CICLOTURISMO – LA VIA DEGLI DEI: SULLE TRACCE DEGLI ETRUSCHI IN MTB

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Questo mese il nostro itinerario di cicloturismo attraversa Emilia e Toscana, ripercorrendo antiche vie etrusche, custodi di innumerevoli bellezze culturali e paesaggistiche. L’itinerario della “Via degli Dei”, che collega Bologna a Firenze, si snoda su un’antica strada che congiungeva Fiesole a Felsina, percorrendo il crinale tra Setta e Savena: uno snodo importantissimo per i traffici commerciali e per il dominio del popolo etrusco su tutta la pianura padana. La strada venne poi “ereditata” dai Roma che, cercando un collegamento negli Appennini, costruirono la strada romana Flaminia Militare. La “Via degli Dei”, come la troviamo oggi nasce alla fine degli anni ’80, sulle tracce della storia: non solo quella etrusca e romana, ma anche quella medievale e moderna. Questo tratto di strade appenniniche, infatti, è stato percorso in diversi secoli, con diversi mezzi: oggi è il momento della bicicletta. 

Per percorrere questo tragitto, suddiviso in tre tappe ognuna delle quali caratterizzate da punti paesaggistici di bellezza incontaminata e veri e propri “pezzi” d’arte e cultura di stampo italico, abbiamo pensato di consigliarvi l’uso della mountain bike. I tratti da percorrere fuori dai centri abitati, infatti, sono in sentieri sterrati ed è sconsigliato l’uso della bici da strada. Consigliate anche le nuove biciclette gravel oppure l’utilizzo di una mountain bike elettrica: al termine di ogni tappa, infatti, ci saranno strutture pronte ad accogliere gli amatori e la sosta permetterà a tutti di rifocillare corpo e biciclette. Il nome “Via degli Dei”, infine, non è casuale: il percorso, infatti, attraversa Monte Adone, Monte Giove, Monte Venere, Monte Laurio; una nomenclatura che ben ricorda le divinità romane e che permette di identificare in modo specifico questo itinerario. 

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LA PRIMA TAPPA: BOLOGNA – MADONNA DEI FORNELLI 

Prima di partire, da Piazza Maggiore a Bologna, non si può non visitare la capitale dell’Emilia Romagna: sulla piazza già si possono ammirare edifici che ne raccontano la storia, Palazzo D’Accursio, sede comunale; la Basilica di San Petronio e il volontone del Podestà sono solo alcune delle cose facilmente raggiungibili dal centro cittadino. Un giro veloce, prima di partire alla volta del Santuario di San Luca, lo meritano anche del Due Torri, le due più alte rimaste (Torre Asinelli e Garisenda) delle quasi cento che Bologna contava in epoca medievale. Percorrendo il portico più lungo del mondo si arriva al Santuario della Beata Vergine di San Luca, che l’anno scorso è stato anche sede di cronoscalata al Giro d’Italia: sono tre chilometri e mezzo simbolo di numerosi pellegrinaggi, costeggiati da 666 archi che sono candidati a diventare patrimonio mondiale dell’Unesco. Oltrepassato il Santuario si scende verso il Reno arrivando al Parco Talon di Casalecchio di Reno, un luogo custode di grandi bellezze tra cui la Chiusa di Casalecchio. Si tratta della più antica opera idraulica europea ancora in funzione: costruita nel 1208 ancora oggi è attiva per la gestione delle acque del fiume Reno, con un sistema di paratie e canali.

Seguendo il corso del Fiume si arriva a Sasso Marconi e all’Oasi di San Gherardo: a questo punto è consigliata una piccola deviazione verso un altro dei dieci luoghi simbolo del percorso, il Ponte di Vizzano: grazie ad un piccolo viaggio nel tempo ci possiamo immaginare popolazioni romane che attraversavano questo ponte sospeso in legno nei viaggi da Roma a Bologna. L’attuale Ponte è stato ricostruito nel ’49, in seguito alla distruzione avvenuta nella seconda guerra mondiale: la riproduzione è fedele a quello di epoca romana, nonostante sia stato più volte ricostruito in epoca moderna in seguito ad episodi bellicosi o piene distruttive. Arrivati in via Ganzole il percorso per le mtb si differenzia da quello del trekking e attraversa via delle Orchidee. Raggiunto Monte Adone, la prima vetta dedicata agli Dei che contribuisce a dare il nome al percorso, è possibile fare una piccola sosta alla Riserva del Contrafforte Pliocenico: un parco archeologico con fossili e conchiglie che testimonia come 5 milioni di anni fa, nel bolognese, ci fosse il mare. Dopo la sosta si riprende il percorso in direzione Brento e quindi Monzuno: qui la strada tornerà ad esser asfalta fino all’arrivo del Monte Galletto e quindi nella piazza principale di Madonna dei Fornelli, sede di arrivo della prima tappa. 

LA SECONDA TAPPA: L’ARRIVO A SAN PIERO A SIEVE

Ripartendo da Madonna dei Fornelli si seguono le indicazioni per salire fino al Monte dei Cucchi e da qui scendere al quadrivio di Pian di Balestra, al confine tra Emilia Toscana. Da qui, intervallata da grandi prati, iniziano a vedersi i primi tratti della via Flaminia Militare, la strada romana costruita nel 187 a.C. Ad oggi sono undici i chilometri complessivamente visibili di questa antica via romana, curati e scoperti da alcuni studiosi locali che ne hanno riportato alla luce la storia e i reperti. Costeggiando un lago si arriva alla Piana degli Ossi e quindi al bivio per Brucoli: qui inizia la salita che porterà alle Banditacce, che a quota 1202 metri di altitudine, è il punto più alto della seconda tappa. Si scende poi, sempre sulle tracce della Flaminia Militare, verso il Passo della Futa. Una sosta, a questo punto, è bene farla al cimitero germanico che conserva più di 30.000 salme di soldati tedeschi caduti nella seconda guerra mondiale in territorio italiano. 

Continuando la discesa si arriva all’Osteria Bruciata: la tradizione vuole che qui, un tempo, sorgesse una locanda che cucinava piatti di “carne umana”; le vittime erano gli ospiti della Locanda, che il proprietario aveva prima derubato e poi ucciso. Prima dell’arrivo a San Piero a Sieve, in Toscana, è consigliata anche una sosta a Sant’Agata dove si può ammirare – oltre ai musei della città – anche la rinomata Pieve di origine medievale. 

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LA TERZA TAPPA: DA SAN PIERO A FIRENZE

La terza tappa inizia con una strada sterrata che passa dal Castello di Trebbio, dimora del capitano di ventura Giovanni delle Bande Nere: si tratta di una delle quattordici ville medicee proclamate patrimonio dell’Unesco; la costruzione è stata voluta da Cosimo de Medici e dal suo interno si domina tutto il Mugello. Nel castello vi soggiornò anche Lorenzo de’ Medici, che approfittava del territorio circostante per le sue battute di caccia; e Amerigo Vespucci vi trovò rifugio negli anni in cui la peste devastava Firenze. Il percorso prosegue verso la località di Tagliaferro ed arriva a Bivigliano. Sosta consigliata al Santuario di Montesenario: qui nel 1233 si ritirarono sette nobili fiorentini che costruirono un oratorio dove svolsero la loto vita di contemplazione in seguito alla fondazione dell’ordine dei Servi di Maria. 

La tappa prosegue quindi verso Fiesole, la terrazza verde di Firenze. In questo borgo, gioiello delle colline fiorentine, si conserva ancora oggi un’area archeologica di origine etrusca; oltre che i resti del successivo insediamento romano con il teatro, le terme ed il tempio. A Fiesole si arriva attraversando Borgo San Lorenzo per poi risalire al passo della Catena. L’ultima parte di percorso attraversa i panorami mozzafiato di San Michele a Muscoli per poi giungere alla piazza di Fiesole. L’arrivo a Firenze passa per Monte Ceceri, celebre per il lancio della macchina del volo di Leonardo nel Cinquecento; e per il ponte sul Mensola. L’arrivo in Piazza della Signoria conclude l’itinerario, ma inizia il viaggio turistico nella città fiorentina, patrimonio dell’Unesco dal 1982 e custode di tesori rinascimentali ed umanistici che hanno fatto grande l’arte e la storia europea e mondiale. 

LE INFO UTILI 

Tutto il percorso della “Via degli Dei” è tracciato con la segnaletica del Club Alpino Italiano, caratterizzata da segnavia di colore bianco e rosso: la segnaletica principale è quella verticale, con tabelle all’inizio del sentiero e agli incroci. Sono sempre indicati luoghi di partenza e di destinazione, tempi di percorrenza, numero di sentiero da seguire anche nelle indicazioni di segnaletica orizzontale e norme di comportamento per il rispetto della natura, della flora e della fauna. Le coordinate GPS, con anche i dettagli delle deviazioni per i dieci luoghi simbolo della Via, sono reperibili all’interno del sito www.viadeglidei.it, nella sezione “Numeri Util”, così come i riferimenti per il pernottamento e le varie possibilità di sosta in ristoranti e trattorie. 

IL TRAGITTO IN PILLOLE 

PRIMA TAPPA 

Partenza: Bologna – Piazza Maggiore

Arrivo: Madonna dei Fornelli 

Lunghezza percorso: 56,40 km

Tempo medio di percorrenza: 5 ore 

 

SECONDA TAPPA 

Partenza: Madonna dei Fornelli

Arrivo: San Piero a Sieve 

Lunghezza percorso: 42,50 km

Tempo medio di percorrenza: 4 ore 

 

TERZA TAPPA 

Partenza: San Piero a Sieve 

Arrivo: Firenze – Piazza della Signoria

Lunghezza percorso: 33,90 km

Tempo medio di percorrenza: 3 ore e mezza

Articolo a cura di Chiara Corradi – Copyright InBici Magazine

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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