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COME POSSIAMO AVERE DEI TALENTI SE NON POSSONO ALLENARSI IN BICI?


L’incidente occorso ieri a Domenico Pozzovivo spinge all’ennesima riflessione sulla sicurezza stradale, riguardo la convivenza tra ciclisti e automobilisti, della quale abbiamo già parlato innumerevoli volte sul nostro sito web, da sempre in prima linea su questo fronte.

Il nostro target, rivolto verso il ciclismo amatoriale, ci ha sempre fatto porre la seguente domanda: come è possibile divertirsi in bicicletta, ed utilizzare quest’ultima come mezzo di trasporto, se non esistono abbastanza piste ciclabili, e soprattutto se non c’è il rispetto tra automobilisti e ciclisti?

Un grave incidente, stavolta, ha invece colpito un corridore professionista, un atleta del profondo sud d’Italia, che si stava allenando in Calabria, nei pressi di Cosenza. Domenico Pozzovivo è stato uno dei corridori più importanti per Vincenzo Nibali lo scorso Giro d’Italia: è anche grazie al suo contributo in salita che Vincenzo è riuscito a conquistare questo podio così importante per i colori azzurri.

Pozzovivo è stato operato, ha subìto un delicato intervento durante la notte, durato circa sei ore, presso l’ospedale Annunziata di Cosenza. A breve, verrà trasferito in aereo in Svizzera, al fine di poter svolgere degli esami più approfonditi: nel frattempo, è certa la presenza di fratture multiple sia al braccio che alla gamba, in seguito ai postumi della caduta dovuta all’incidente con un’autovettura.

La riflessione si sposta adesso su un altro punto di vista: Domenico Pozzovivo, in quel momento, era in sella per svolgere il proprio lavoro. E’ un corridore professionista. Lui si deve allenare se vuole ottenere dei risultati di prestigio per sé stesso e per la propria squadra, che gli paga lo stipendio.

Eravamo tutti euforici, domenica sera, quando l’Italia intera stava esultando davanti alla maglia di campione europeo ottenuta da Elia Viviani. L’Italia non ha avuto rivali all’europeo. Adesso, però, i nostri campioni hanno a tutti gli effetti un rivale in più: il pericolo di andare in bici in strada. Perché proprio nel momento in cui stai pedalando per inseguire un sogno, tutto questo può finire per via di un’automobile.

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

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