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COMMENTOUR – LA JUMBO-VISMA PUO’ ARRIVARE MOLTO LONTANO, ECCO PERCHE’

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


La Jumbo-Visma fa sfaceli al Tour de France. Maglia gialla e due vittorie di tappa, una individuale e una nella cronometro a squadre. Un uno-due pazzesco da parte della formazione olandese, che domina nella patria dei “cugini” belgi. Che la squadra fosse molto attrezzata, ce ne siamo accorti già lungo tutta questa stagione, con 37 vittorie conquistate fino ad oggi e il bellissimo podio ottenuto al Giro d’Italia da Primoz Roglic.

La classifica della cronometro a squadre, a prima vista, è davvero impietosa: la Jumbo-Visma ha superato due formazioni specialiste della prova contro il tempo, il Team Ineos e la Deceuninck-Quick Step. Mike Teunissen può continuare a coltivare il sogno della maglia gialla.

La Jumbo-Visma, squadra nata dalle ceneri di quella che molti anni fa era la Rabobank, può essere davvero la squadra rivelazione del Tour de France, per varie ragioni: in primis perché, come abbiamo sottolineato ieri, Teunissen sta attraversando un grande periodo di forma e non sappiamo fino a dove può arrivare questo ragazzo. In secondo luogo, non meno importante, stiamo tutti aspettando l’esplosione di Wout van Aert, l’asso del ciclocross, tre volte campione del mondo, che ha fatto una prima parte di stagione fantastica (culminata con la bellissima Parigi-Roubaix) e che ha riacceso i motori con due vittorie al Giro del Delfinato, oltre al campionato nazionale belga a cronometro.

Non dobbiamo poi dimenticare lo sfortunatissimo Dylan Groenewegen, ma soprattutto un corridore che potrebbe davvero tornare a fare la differenza come in passato, Steven Kruijswijk. Sono passati 3 anni da quando, in maglia rosa, cadde nella neve sulla discesa del Colle dell’Agnello, consegnando la leadership del Giro prima a Chaves e poi a Nibali. Dopo quell’anno, l’olandese non è più riuscito ad esprimersi a questi livelli, ma è anche vero che lo scorso anno ha ottenuto un quinto posto in classifica generale al Tour de France. Perché non puntare anche su di lui? Senza dimenticare Tony Martin, anche se di cronometro ne è ormai rimasta davvero poca.

E’ chiaro, però, che lo staff deve cercare di non incappare in alcuni inconvenienti, come quello accaduto al Giro d’Italia, quando i direttori sportivi si sono fermati a fare un bisogno fisiologico proprio nel momento in cui Roglic è caduto nella tappa di Como. Dopo tante ore in macchina può capitare, ma magari si potrebbe anche utilizzare una bottiglietta vuota.

 

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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