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CORONAVIRUS, IL MINISTERO CAMBIA: “NIENTE BICI PER DILETTO”

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Il sito ufficiale del Ministero della Salute ha corretto e rivisto il testo che vi abbiamo copiato e incollato qui in precedenza. Vi riportiamo quindi il testo aggiornato, molto ben diverso da quello che era uscito in un primo momento. Ad oggi, quindi, salvo indicazioni contrarie, fa fede solo questo, che non prevede l’utilizzo della bicicletta per diletto.

Qui potete trovare il testo aggiornato sul sito del Ministero, che vi riportiamo di seguito.

Il Governo ribadisce che si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autocertificazione. I divieti e le raccomandazioni valgono ovviamente, come ribadito, anche per gli spostamenti all’interno del proprio comune.

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L’utilizzo della bicicletta, nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, è soggetto alle misure restrittive del Decreto del 9 marzo 2020 definito #Iorestoacasa. Tale provvedimento limita gli spostamenti delle persone in entrata e in uscita dai territori nonché all’interno dei medesimi salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. In caso di eventuali controlli dovrà essere fornita autocertificazione.

Non è giustificato l’utilizzo del mezzo per diletto o per allenamento oltre i confini del proprio territorio di domicilio, abitazione o residenza.

In caso di sportivi, professionisti o non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive Federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, sono utilizzabili gli impianti sportivi a porte chiuse  per le sedute di allenamento. È consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico.

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Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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3 Commenti

  1. La confusione regna sovrana!!! E i diritti vengono calpestati!
    Il dpcm dell’ 8 marzo elencava alcuni territori e sanciva :
    a) evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in
    uscita dai territori di cui al presente articolo (non si parla del territorio comunale di residenza o domicilio ma bensì di territori, grave dimenticanza)

    Il dpcm del 9 marzo estende a tutto il territorio nazionale il dpcm dell’8 marzo e nell’art 1 comma 3 sancisce:
    3. La lettera d) dell’art. 1 decreto del Presidente del Consiglio
    dei ministri 8 marzo 2020 e’ sostituita dalla seguente:
    «d) sono sospesi gli eventi… ; lo sport e le attivita’ motorie svolti all’aperto sono
    ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il
    rispetto della distanza interpersonale di un metro;» (qua nemmeno si parla di territorio comunale di residenza o domicilio)

    Fatto salva l’opportunità di rischiare la propria salute per un’uscita in bici, credo che vadano tutelati comunque i diritti del cittadino.
    A tale scopo, personalmente, avevo scritto al Presidente Di Rocco, il quale (almeno si è degnato di rispondere) mi faceva la morale, non capendo che si richiedeva il suo intervento per fare chiarezza e per far rispettare la legge vigente, viste le vessazioni subite da noi ciclisti, il “sequestro probatorio” della bicicletta o estemporanee ordinanze regionali.
    Se non ci difende nemmeno chi ci dovrebbe rappresentare stracciamo le tessere, siamo noi che facciamo vivere questo sport con i nostri sogni e le nostre passioni.
    Ribadisco di valutare l’opportunità di uscire in bici.

  2. Ancora una volta un errore di interpretazione molto grave, “Non è giustificato l’utilizzo del mezzo per diletto o per allenamento OLTRE i confini del proprio territorio di domicilio, abitazione o residenza.” La preposizione OLTRE stabilisce che non si possono superare i confini del territorio comunale,all’interno è possibile svolgere attività motoria,sebbene sia da evitare.Evitate di fare confusione perfavore,se anche i professionisti vengono insultati per strada è per lo sciatto lavoro della disinformazione che ultimamente vedo in giro.

  3. Ok sono d’accordo a non andare in bici ma per quello che riguarda i finti podisti che tutto di un colpo vanno a correre a quando un provvedimento ?????

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