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DAL MONDIALE AL CICLOTURISMO, IMOLA AL CENTRO DEL MONDO DELLE DUE RUOTE


L’autodoromo Enzo e Dino Ferrari di Imola al centro di una serie di percorsi cicloturistici che attraversano la Via Emilia e salgono sulle vette appenniniche, seguendo le orme dei grandi campioni del ciclismo. 

Cosa accomuna Vittorio Adorni e Julian Alaphilippe? Una città, l’emiliana Imola; e una maglia, quella iridata. Sono, infatti, i due vincitori dei Campionati Mondiali di Ciclismo su Strada che si sono disputati ad Imola rispettivamente nel 1968 e nel 2020. Quella di Vittorio Adorni, parmigiano, fu una vittoria in solitaria, un’impresa epica di cui ancora si ha memoria nel mondo del ciclismo; quella di Alaphilippe, invece, sarà probabilmente ricordata per il contesto storico in cui è avvenuta: una delle prime gara ciclistiche in epoca Covid, tra restrizioni e controlli. 

Road World Championships Imola 2020 – Men Elite Road Race – Imola – Imola 258,2 km – 27/09/2020 – Julian Alaphilippe (FRA – Deceuninck – Quick Step) – photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©2020

Ed è proprio dal’Autodromo Enzo e Dino Ferrari che si snodano anche diversi percorsi cicloturistici, di differenti difficoltà, che si adattano sia ad allenamenti individuali sia a passeggiate domenicali in famiglia e che possono essere percorsi sia con biciclette da trekking, sia con gravel e bici da strada. Il primo è un percorso che si snoda per circa 18 chilometri e che parte proprio dal’Autodromo: tra strappi decisi – tra cui il Circuito dei Tre Monti – e lunghi rettilinei si conclude sempre all’Autodromo. Un tragitto che affonda le radici nella storia del ciclismo, ripercorrendo proprio i tratti di salita e i pendii collinari che caratterizzarono la solitaria fuga di Vittorio Adorni nel 1968. Usciti dal’Autodromo, il percorso attraversa il Parco delle Acqua Minerali di Imola, scoperto nel 1830 e depositario di sorgenti curative ed acque sulfuree. Da qui si sale al Santuario del Ghiandolino, un luogo di pellegrinaggio dove è custodito l’immagine della Madonna del Ghiandolino, ritrovato nel 1868. Tornati all’Autodromo di Imola è, infine, possibile visitare il Museo Checco Costa, dedicato ai motori. 

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INFO PERCORSO

Chilometri totali: 18,4 

Dislivello totale 318 metri 

Traccia GPS: https://www.imolafaenza.it/wp-content/road-bike/legend1_tremonti.gpx  

Per gli amanti della Gravel il percorso ideale è quello denominato “Legend 2”: un vero e proprio tuffo nel passato e nel ciclismo eroico, dove i veri protagonisti sono ghiaia e sterrato. Attraversando le strade bianche della campagna bolognese ed imolese si arriva ai primi rilievi collinari, in un percorso di circa 75 chilometri. La partenza è fissata nel Comune di Mordano, proprio all’ingresso della cittadina dove due “torri gemelle” accolgono i turisti dell’antico nucleo fortificato. Seconda tappa è il torrione sforzesco di Bubano, un tempo Comune indipendente, ora accorpato allo stesso Mordano. Da qui si procede verso Castel San Pietro Terme, dove il percorso inizia a salire e si avvicina – non dopo essere sostato al Cassero, una costruzione del 1199 oggi sede del Teatro Comunale – alla zona collinare, caratterizzata da valli, aree boschive e calanchi. Proseguendo verso Dozza ed iniziando la graduale discesa, si arriva al Santuario francescano di Piratello, uno dei più antichi della zona di Imola. Il circuito si conclude con il ritorno a Mordano. 

INFO PERCORSO 

Chilometri totali: 75,7 

Dislivello totale: 561 metri 

Traccia GPS: https://www.imolafaenza.it/wp-content/road-bike/legend2_stradebianche.gpx

Da Castel San Pietro Terme parte anche un percorso di 60 chilometri incentrato sul benessere personale e sulla natura incontaminata della Valle del Sillaro. Per godersi appieno le caratteristiche del territorio, il consiglio è quello di sostare almeno un weekend, in modo da unire alla fatica della bicicletta anche il relax termale. Il percorso è adatto per le bici da strada e, con un dislivello che supera gli 800 metri, è consigliato per chi ha un buon allenamento sulle gambe. Dalla Fonte Fegatella di Castel San Pietro si sale verso Sassoleone, una frazione di Casalfiumarese caratterizzata dalla presenza di sorgenti salsoiodiche: appartenuto a Matilde di Canossa è stato nel 1127 alla Chiesa Imolese e divenne poi dominio diretto dalla Santa Sede. Giunti nel punto di dislivello più alto, inizia la discesa verso Dozza, un antico borgo caratterizzato dalle pitture murarie e da un castello fortificato. Passando per la frazione di Toscanella, in un ultimo tratto pianeggiante si fa ritorno a Castel San Pietro Terme. 

INFO PERCORSO 

Chilometri totali: 57,2 

Dislivello totale: 847 metri 

Traccia GPS: https://www.imolafaenza.it/wp-content/road-bike/spa1_castelsp.gpx  

Per gli amanti della natura e della mountain bike il percorso perfetto è quello denominato “Nature 2”. La partenza è sempre l’Autodromo di imola. Un tragitto pianeggiante, che si snoda tra la campagna di Imola, Castel San Pietro e che attraversa l’Oasi Naturale del Quadrone. L’Oasi, a cui si arriva dopo aver attraversato Castel San Pietro e Medicina, è una zona umida di pianura: nella valle circostante trovano rifugio numerose specie di animali e di vegetali; mentre nella zona lagunare vivono specie protette. Terminata la parte di percorso che attraversa l’Oasi del Quadrone si arriva a Castel Guelfo, un borgo medievale costruito come baluardo di difesa della città di Medicina per poi tornare all’autodromo di Imola. 

INFO PERCORSO 

Chilometri totali: 67,5 

Dislivello totale: 250 metri 

Traccia GPS: https://www.imolafaenza.it/wp-content/road-bike/nature2_quadrone.gpx

Il percorso “Taste 2” è l’ideale per coloro che vogliono coniugare lo sport alla scoperta dei prodotti tipici enogastronomici del territorio. Un tracciato di oltre 100 chilometri che, partendo da Dozza, riscopre i vini locali e le due eccellenze IGP imolesi, il marrone di Castel Rio e lo scalogna di Romagna tipico di Riolo Terme. Da Dozza si sale verso Sassoleone, per poi riaccendere a Castel del Rio dove, a Palazzo Alidosi, si trova il Museo del Castagno perno dell’economia locale. Una lunga salita, con un dislivello importante, porta i cicloturisti a “La Faggiola” e a Casola Valsenio dove si trova il Parco dei frutti dimenticati, con i prodotti del passato. Casola Valsenio è anche sede della Casa Natale di Alfredo Oriani, uno dei padri fondatori del turismo in bicicletta: una vista alla sua Casa Museo permetterà di ammirare anche la bicicletta con cui nel 1897 compì un viaggio solitario tra Romagna e Toscana. Il percorso riaccende verso Riolo Terme e Castelbolognese, dove si può ammirare il Mulino Scodellino, ultimo esempio esistente della serie di mulin  i del 1400 sorti sulla’omonimo canale: Una leggera salita riporta ad Imola e quindi a Dozza: qui il percorso si conclude con una vista all’Enoteca Regionale, custodita nella Rocca Sforzesca. 

INFO PERCORSO 

Chilometri totali: 67,5 

Dislivello totale: 250 metri 

Traccia GPS: https://www.imolafaenza.it/wp-content/road-bike/food2_dozza.gpx  

Ultimo percorso, con partenza dall’autodromo, lo dedichiamo all’arte. Una pedalata di una trentina di chilometri – che ben si adatta anche alle gite domenicali – si passa a fianco di antichi palazzi, rocche e musei che raccontano il passato e il presente del territorio imolese. A Imola due le soste che si possono fare: la prima è la Rocca Sforzesca, una fortezza del 1300 delimitata da quattro grandi torrioni; la seconda è il Museo di San Domenico che ospita le collezioni d’arte della città. Attarversata Imola si affronta un percorso a saliscendi che porta a Dozza, un museo a cielo aperto e poi al Santuario del Piratello. Ultimi chilometri di discesa, prima di riapprodare all’autodromo di Imola. 

INFO PERCORSO 

Chilometri totali: 31,4 

Dislivello totale: 463 metri 

Traccia GPS: https://www.imolafaenza.it/wp-content/road-bike/art2_imola.gpx

Articolo a cura di Chiara Corradi – Copyright InBici Magazine

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