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DI ROCCO SPIEGA LA SUA CANDIDATURA: “TUTTO LO SPORT ITALIANO HA BISOGNO DI UN CAMBIO DI PASSO”


E’ il presidente di federazione che, nell’anno difficile della pandemia, è riuscito a far “correre” il proprio sport.

Il ciclismo ha svolto regolare (più o meno) attività, dalle categorie giovanili ai professionisti, attivando dei protocolli che nessun altro sport é riuscito a mettere in campo. E anzi, per la gran parte, i protocolli sono stati recepiti dall’Uci.

Ha bussato alle porte dei ministeri della Salute, delle Politiche Giovanili e Sport, degli Interni, facendo passare il messaggio che il ciclismo è uno sport di prossimità, che il ciclismo fa bene, che lo sport è salute. E che all’aria aperta e sulle strade muoversi in bicicletta è pure ecologico.

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Lo scorso anno la vendita di biciclette ha superato quella delle auto. Ed è un altro punto a favore delle iniziative e delle idee di Renato Di Rocco, che dopo essere stato per 16 anni presidente della Fci e aver risanato un bilancio federale costantemente in rosso, ha deciso di sfidare Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni.

Il 13 maggio ci saranno le elezioni ma Di Rocco sta già operando per attirare a sé tanti nuovi presidenti federali. E lo ha spiegato chiaramente: “Da tempo meditavo questo passo. Il Coni, per quanto io rispetti l’attuale presidente, ha bisogno di un cambio di passo. Prima di decidere definitivamente ho atteso le elezioni di tutti i nuovi presidenti federali e mi sono confrontato con alcuni di loro che hanno le mie stesse esigenze. E ho percepito del malessere – racconta Di Rocco -. Il Coni deve ascoltare la base, guardare al concreto. Certamente l’immagine serve ma le società, le federazioni, gli atleti tutti, i dirigenti, hanno bisogno di risposte certe, concrete, veloci. E tutti gli sport e tutte le federazioni devono avere pari dignità. Nella mia gestione ho migliorato i rapporti con gli enti mettendoli a trattare sul tavolo della federazione ciclistica. Ma lo stesso non è avvenuto a livello centrale senza risolvere gran parte delle problematiche legate alle Federazioni, agli Enti di promozione sportiva, alle società di base ed alle Discipline associate”.

Sfidare Malagò non è semplice: “Io propongo programmi diversi rispetto a Malagò. Nel ciclismo, ad esempio, nella fase della pandemia, siamo riusciti ad attivare dei protocolli per correre, cosa che altri sport non sono riusciti purtroppo a fare. Sarebbe servito un coordinamento centrale. Si deve tornare quindi ad un lavoro di squadra. Recuperare lo spirito di servizio che contraddistingue il mondo dello sport. Il Coni deve tornare ad occuparsi dei problemi della base”.

Renato Di Rocco – photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©201

E intanto cominciano ad arrivare anche gli endorsement positivi su Renato Di Rocco anche da parte di altri neo presidenti nazionali di altre federazioni importanti. Il primo è Marzio Innocente, ex presidente regionale veneto della Fir, Federazione Italia Rugby, toscano, medico e primario di oculistica al San Bortolo di Vicenza: “Ho avuto modo di conoscere Renato Di Rocco poco tempo fa a Sport e Salute a Roma. Ovviamente dobbiamo attendere il prossimo 13 maggio, quando ci saranno le elezioni ma per quel poco che ho avuto modo di conoscerlo e sapere di lui, mi è stato riferito che nel ciclismo ha sempre svolto molto bene il suo ruolo.

La Federciclismo ha ottenuto in questi anni importanti risultati sportivi. E Di Rocco è una persona che ha svolto bene il suo lavoro, conosce la macchina amministrativa sportiva, mi fa piacere la sua disponibilità come candidato alla presidenza del Coni, si pone come persona piacevole. E’ un dirigente sportivo di lungo corso e molto esperto. Grazie a lui il ciclismo ha svolto regolare attività. Invece nel rugby siamo messi davvero male. Non possiamo fare attività e rischiamo di perdere tanti ragazzini che si stavano avvicinando al rugby. Come federazione rugby aspettiamo con ansia una vaccinazione di massa degli atleti. Siamo anche disponibili a vaccinarli noi, visto che abbiamo i medici di società. Dobbiamo ripartire con il nostro sport. Purtroppo siamo uno sport di assembramento e di contatto e non fortunati come nel ciclismo che andate sulle strade e i contatti sono limitati”.

Giovanni Copioli, avvocato, sammarinese di origine ma da sempre trasferito sulla riviera romagnola, è stato rieletto presidente nazionale della Fmi, Federazione Motociclistica Italiana. Il mondo dei motori non è per fortuna sport di assembramento come il rugby, però anche nei motori ci sono problematiche legate alla pandemia: “Lo sport tutto deve ripartire. Ho letto proprio stamattina dell’ufficialità della candidatura di Renato Di Rocco, un amico, persona corretta e che stimo. Sapevo della sua intenzione di candidarsi alla presidenza nazionale del Coni. Del resto siamo in democrazia ed è bene che ci sia una sana competizione.

La campagna elettorale di sicuro terminerà la mattina del 13 maggio. Io personalmente sono per la continuità, stimo Giovanni Malagò così come Renato Di Rocco. Ma alla fine, chiunque vinca, deve vincere lo sport”. “Attendo il programma di Renato Di Rocco – spiega il neo presidente federale Fci, Cordiano Dagnoni -. Conosco la persona e i suoi valori. Mi confronterò con il consiglio federale. Mi fa piacere che comunque ci siano due candidati alla presidenza del Coni che arrivano dal mondo del ciclismo. Renato e Antonella Belluti”.

a cura di Tina Ruggeri ©Riproduzione Riservata-Copyright© InBici Magazine

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