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UEC Road European Championships 2017 - Herning - Women Elite Road Race - Day 4 - 05/08/2017 - Giorgia Bronzini (Italy) - photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©2017

GIORGIA BRONZINI A ULTIMO CHILOMETRO: “LA LONGO BORGHINI DEVE GESTIRE L’ANSIA, LA DEIGNAN TORNERA’ VINCENTE”

Giorgia Bronzini è pronta a vivere il suo primo anno da direttore sportivo. La due volte campionessa del mondo di ciclismo su strada, nel 2010 e nel 2011, ha tracciato un piano delle prospettive che si pone davanti la Trek-Segafredo femminile in vista della stagione 2019: “Elisa Longo Borghini, secondo me, nonostante abbia dimostrato di essere fortissima deve ancora dare il meglio di sè – spiega la Bronzini in un’intervista rilasciata nel corso del programma radiofonico Ultimo Chilometro – sono convinta che le servivano stimoli nuovi che le facessero scoprire di poter lavorare in un altro modo, più funzionale, quindi sono felice che abbia scelto la Trek-Segafredo. Io le darò ancora una volta tanti consigli, ma dovrà lavorare soprattutto sull’ansia e sulla gestione della pressione. Un’altra pedina fondamentale sarà Letizia Paternoster, un talento che vorremmo preservare e non consumare subito, quindi farà sia pista che strada. E’ una ragazzina tosta, credo che sarà in grado di continuare nel suo grande processo di crescita”. 

Ovviamente, gli occhi sono puntati anche sull’ex campionessa del mondo Lizzie Deignan, che tornerà alle gare dopo la maternità: “La Deignan tornerà vincente, non ho dubbi su questo perché l’ho conosciuta da avversaria e lei non è mai apparsa per caso. Sono al corrente dei suoi allenamenti ma non mi permetterei mai di dirle cosa fare, conoscendo la sua professionalità credo che se ha deciso di tornare a gareggiare lo ha fatto per essere vincente e lo sarà fin da subito. Inoltre, nel 2019 i mondiali si svolgeranno in casa sua, quindi avrà una motivazione enorme per fare bene”. 

Nella sua lunga carriera, la Bronzini ha visto il ciclismo femminile cambiare molto: “Sicuramente negli ultimi anni c’è stato un cambiamento positivo perché c’è più attenzione sulle nostre gare, le classiche c’erano sempre state ma c’era molta meno attenzione, adesso gli organizzatori stanno affiancando eventi di ciclismo femminile ai grandi eventi maschili, e questo ha portato ad avere più visibilità e maggiori sponsor. Io credo anche che si stia creando una discrepanza forte tra gli squadroni più attrezzati e le squadre più piccole: la stiamo vivendo perché si sta cercando di portare le donne a un professionismo vero, quindi chi non ha le capacità di portare le ragazze ai minimi salariali e alle gare internazionali dovrebbe far fare alle ragazze un’attività diversa, magari fermandosi alle categorie giovanili”. 

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