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Giro d'Italia 2019 - 102th Edition - 6th stage Cassino - San Giovanni Rotondo 238 km - 16/05/2019 - Simon Yates (GBR - Mitchelton - Scott) - Primoz Roglic (SLO - Team Jumbo - Visma) - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2019

GIRO DI COMMENTI – A.A.A. TRADUTTORI CERCASI PER IL GIRO D’ITALIA


Il Giro d’Italia diventa sempre più internazionale, ma per i telespettatori è impossibile ascoltare le impressioni dei corridori che non parlano l’italiano e che si esprimono nella lingua che è conosciuta un po’ da tutti nel mondo, l’inglese. Quante volte, fin da quando eravamo piccoli, ci dicevano che le lingue straniere sono importanti? Metti che vai all’estero, che lingua ti metti a parlare? L’inglese, oppure il francese. Qualcuno anche lo spagnolo. Insomma, se ci si riferisce all’estero, non si può saper parlare solo l’italiano.

Questa regola non vale per la Rai. Io mi metto nei panni di quelle persone che si piazzano davanti al televisore, aspettano di sentir parlare Roglic o Yates, e nel momento in cui parlano si abbassa il volume. Si sente la voce di una traduttrice che dovrebbe parlare, ma dice due parole. Poi smette di parlare, ma l’intervistato continua a blaterale. Il volume è basso, perché dovrebbe esserci la traduzione. E invece il corridore parla, parla, parla e parla. Poi, si sente di nuovo la traduttrice: “domani farò del mio meglio”. Fine dell’intervista.

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Insomma, il Giro d’Italia attira sempre di più corridori provenienti dall’estero, ma forse dal prossimo anno i vari Roglic, Yates e Ewan avranno come clausola nel contratto quella di saper parlare l’italiano prima di prendere parte alla corsa rosa. Credo infatti che i telespettatori meritino di sapere cosa dicono i corridori intervistati: dopo la domanda fatta ad Antonio Nibali, al quale gli hanno chiesto se ha mai battuto suo fratello Vincenzo a carte, ci aspettavamo delle dichiarazioni interessanti da parte di Roglic e di Yates, invece parlano ma non si sa cosa hanno detto. Faranno del loro meglio. Va bene. Mi sembra normale. Ma possibile che abbiano fatto uno sproloquio per dire solo questo? Il dono della sintesi è importante, ma forse in questo caso è eccessivo.

 

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

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Un Commento

  1. O forse la RAI può ingaggiare degli interpreti professionisti che permettano al pubblico di fruire di quanto dicono i ciclisti.

    Un’interprete

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