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Chris Froome

GIRO DI COMMENTI – ANCHE FRULLATORE FROOME RIESCE AD EMOZIONARE

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Il Giro d’Italia è riaperto.

E’ vero che il distacco da Simon Yates è sempre superiore ai 3 minuti, ma con la vittoria di oggi Chris Froome ha fatto vedere che ormai i guai sembrano alle spalle. Lo aveva detto anche proprio Dave Brailsford, team principal della Sky: Chris sta meglio, da due giorni non ha più i problemi legati ai postumi della caduta di Gerusalemme. Ora il keniano bianco può pedalare bene, e oggi, sul Monte Zoncolan, si è visto in maniera chiara e nitida. 

Sia chiaro, Froome non si è inventato nulla di nuovo: ha messo Wout Poels in testa a tirare fin dai primi chilometri dello Zoncolan, dimostrando che il team Sky si è fatto trovare pronto, in quanto la Mitchelton Scott era rimasta senza uomini da poter affiancare a Simon Yates. In sostanza, il Team Sky ha corso a modo suo: un uomo in testa a tirare, per tenere alto il ritmo: poi, a 4 km dal traguardo, il keniano bianco ha aperto il gas, ha iniziato a frullare, come ha fatto nei 4 Tour de France vinti, e alla Vuelta dello scorso anno.

Simon Yates sembra potercela fare, potrebbe rientrare su Chris, e invece non ce la fa. Il distacco tra i due, al traguardo, è di 6 secondi, mentre in classifica il ritardo del capitano del Team Sky è di 3’10”. Per la prima volta, in questa edizione della corsa rosa, si è visto uno Yates leggermente in difficoltà, e anche questo è un dato sul quale riflettere, anche perchè dopo la tappaccia di domani con arrivo a Sappada ci sarà un giorno di riposo e poi la cronometro: insomma, tutt’altro che vita facile per la maglia rosa, che non è uno specialista delle lotte contro il tempo.

Chris Froome lega il suo nome a quello del Monte Zoncolan. Comunque vada questo Giro d’Italia, Chris ha vinto la tappa più bella, probabilmente la frazione più dura. Sicuramente, quella con il pubblico più bello, quello che non ha mai fatto mancare affetto a tutti i corridori, arrivati stremati per la salita e per la leggera pioggia. Come vogliamo chiamarla questa, se non emozione?

 

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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