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GRANFONDO, ROBERTO SGALLA: “NON TUTTO SARA’ COME PRIMA”


Riceviamo e pubblichiamo questo documento redatto dal prefetto Roberto Sgalla

Quanto ci manca pedalare all’aria aperta!

La partecipazione alle granfondo, il ritrovarsi tra amici, la “liturgia” del ritiro del pacco gara, la cena della sera precedente (rigorosamente carboidrati) la formazione delle griglie e poi la partenza, il percorso, la soddisfazione dell’arrivo.

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È vero quello che diceva Bettini “il ciclismo è uno sport che fa sentire liberi”.

Torneranno queste emozioni, queste sensazioni, speriamo presto.

Ma non tutto sarà come prima!

Questa frase torna costantemente, la ripetono i giornalisti, i politici, gli “esperti”.

Per noi ciclisti, la recondita speranza è che invece tutto ritorni come prima, anzi che la bici venga valorizzata e implementata anche come mezzo di mobilità sostenibile e dolce, anche per non far esplodere l’uso del mezzo privato.

Che tornino le granfondo con il piacere di ritrovarsi, di recuperare le amicizie, rivedere i panorami mozzafiato, la voglia di tornare a fare sacrifici e di esprimere le nostre passioni.

Sarà possibile? e quando?

Oggi è ancora presto per dirlo; la stragrande maggioranza delle granfondo (per non dire quasi tutte) sono state rinviate al 2021.

Quale sarà la situazione economica e, quindi, quale sarà la capacità e la volontà degli sportivi per l’anno prossimo?

La speranza è che la voglia, il desiderio di essere protagonisti della stagione ciclistica 2021 aiuti tutti a osare, a impegnarsi per non far mancare il sostegno, l’appoggio economico.

Basterà questo spirito imprenditoriale che ha contraddistinto il mondo delle imprese italiane in altri periodi difficili della storia del nostro paese?

La recessione colpirà forte e quindi non sappiamo oggi la situazione economica futura delle aziende.

Questo è primo un aspetto; l’altro sarà il territorio, gli eventi dovranno sempre più essere “vissuti” dal territorio, le associazioni imprenditoriali, in particolare quelle ricettive e turistiche, non solo dovranno essere coinvolte, ma dovranno diventare protagoniste.

Per “territorio” penso anche a fare rete tra le varie granfondo, accorpando quelle che si corrono nello stesso circondario (basta con gli individualismi esasperati), collaborare con quelle che comunque interessano aree contigue.

Facciamo la corsa a strappare iscritti, proviamo invece a sommarli!

Alcune challenge si sono mosse da tempo in questa ottica ma forse serve un ulteriore sforzo, alcune idee innovative.

12.06.2019., Zagreb – Studijsko putovanje biciklisticko otkrivanje Mediteranske rute EUROVELO8, prvi dan voznja Fazana-Pula-Medulin. Cycling discovery of EUROVELO 8 Mediteranean route in Croatia.First day drive from Fazana-Pula-Medulin. Photo: Marko Prpic/PIXSELL

Abbiamo analizzato gli aspetti territoriali, quelli economico finanziari degli sponsor, ma sul piano organizzativo tutto sarà (o non sarà) come prima?

Per molti aspetti tutto sarà come prima.

Non solo è l’auspicio ma la certezza, continueranno a esserci gli aspetti belli delle granfondo, le sue procedure.

Le passioni saranno quelle di prima, anzi esaltate dal lungo periodo di “astinenza”, di isolamento.

Ma per altri aspetti molte cose non saranno più come prima!

Anche qui alcune sono delle certezze, e una di queste è che la sicurezza fisica e sanitaria saranno dei “must” che faranno la differenza nella qualità delle granfondo. Ciò non solo perchè le nuove regole del disciplinare entreranno in vigore il 1° gennaio 2021 ma perchè il valore della persona è stato esaltato dalla drammatica esperienza del COVID-19. 

Nelle città del nord, tra le migliaia di vittime, si contano direttori e organizzatori di corse. È un patrimonio che si è perso e che potrebbe essere un grave vulnus al momento della ripresa.

Probabilmente occorrerà un forte impegno formativo e la ricerca di nuove leve di giovani dirigenti.

Tornando agli aspetti organizzativi è auspicabile, inoltre, che il costo di iscrizione non possa essere rivisto sempre più al ribasso per la concorrenza tra le granfondo!

Occorrerà tener conto che si uscirà da una crisi epocale e che per alcuni aspetti impoverirà tutti, ma ciò non potrà essere un moloch su cui appendere il vessillo della quota.

Lo sport risponde ad aspetti ludici, è un bene importante, ma non essenziale e quindi nel piano dei bisogni rientra tra quelli soddisfabili con una capacità di spesa affrontabile.

Ecco perchè occorrerà sempre più una forte integrazione con il territorio e dall’altra sinergie tra le granfondo!

Economie di scale, aspetti organizzativi comuni, aiuto reciproco nello scambio di iscritti.

Ulteriore considerazione, ma solo in ordine cronologico, è il tema del distanziamento per quelle ancora in programma per l’autunno 2020.

Saranno due i versanti, quello del pubblico e quello degli atleti.

Non è di semplice soluzione; per gli atleti è probabile che gli organizzatori dovranno valutare se e come dovranno acquisire il risultato del test sierologico, e cioè l’esame per verificare se si posseggono gli anticorpi, sicuramente la misurazione della temperatura, anticipandola al ritiro del pacco gara della tappa, nonchè i partecipanti dovranno essere tutti tracciati.

Ciò non potrà comunque essere realizzato per i corridori stranieri.

Partenze scaglionate alla francese, il divieto di soffiarsi il naso alla maniera dei ciclisti (saranno obbligatori i fazzoletti di carta), i ristori non potranno assolutamente essere come li abbiamo finora pensati.

Probabilmente non si potranno organizzare i “pasta party”, ma si adotterà il takeaway distanziato.

Per il pubblico varranno le regole della distanza! Facile da dire, più complicato da realizzare.

Per il 2021 la speranza è che tutto possa tornare come prima, magari con un po’ meno competitività; ecco forse questa sarebbe veramente la declinazione giusta della frase “non sarà tutto come prima”.

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