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Criterium du Dauphine 2020 - 72nd Edition - 2nd stage Vienne - Col de Porte 135 km - 13/08/2020 - Geraint Thomas (GBR - Team Ineos) - photo Vincent Kalut/PN/BettiniPhoto©2020

INEOS, VISTA LA CONDIZIONE DI BERNAL LA SCELTA DI PORTARE THOMAS AL GIRO POTREBBE AVERE MAGGIOR SENSO

Giornalista Sportivo, esperto di ciclismo professionistico e inviato speciale per Inbici Magazine


Un Tour de France 2020 amaro per la Ineos Grenadiers. La formazione britannica per la prima volta dal 2012, se si esclude il 2014 quando vinse Nibali, non salirà sul gradino più alto del podio finale di Parigi. Un risultato che ha ancora più dell’incredibile se si pensa che nelle ultime due edizioni la squadra era riuscita a piazzare ben due corridori sul podio.

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Quest’anno però questa impresa non si potrà ripetere visto che Egan Bernal, che era comunque già uscito di classifica, non ripartirà per la diciassettesima frazione della Grande Boucle. Una scelta legata ai problemi alla schiena che stanno condizionando il corridore colombiano già dal Giro del Delfinato quando si ritirò dopo solo tre tappe. E proprio alla luce di questi problemi e l’epilogo finale di questo Tour per Bernal torna in auge la strana scelta della Ineos di non portare Chris Froome e soprattutto Geraint Thomas ai nastri di partenza di Nizza. Chiaramente ad oggi questa scelta sembra una decisione completamente sbagliata, ma in realtà potrebbe avere un ragionamento più profondo da parte della squadra, non focalizzato unicamente sull’obiettivo maglia gialla al Tour de France. Una decisione che potrebbe avere le sue radici al Tour de l’Ain e il Giro del Delfinato dove Bernal e compagni sono usciti sconfitti contro la forza della Jumbo – Visma che è sembrata nettamente più forte e solida come squadra. Il piano della Ineos fino a quel momento era quella di presentarsi con tre potenziali capitani al Tour con Richard Carapaz invece come uomo di punta per il Giro. Dopo Ain e Delfinato però le scelte sono cambiate con la decisione di escludere Thomas e Froome per inserire Carapaz nella formazione per la Grande Boucle. Una scelta che inizialmente sembrava legata unicamente a motivi tattici con la Ineos che decideva di contrastare la Jumbo – Visma puntando anche lei con un capitano unico ed una squadra completamente al suo servizio. Una scelta che alla luce dei risultati si è dimostrata sbagliata.

Criterium du Dauphine 2020 – 72nd Edition – Clermont-Ferrand – Saint-Christo-en-Jarez 218,5 km – 12/08/2020 – Egan Bernal (COL – Team Ineos) – photo Luis Angel Gomez/BettiniPhoto©2020

E SE IL PIANO FOSSE DIVERSO FIN DALL’INIZIO…
Da ieri però nella mia testa si è fatta spazio un’idea diversa. E se dietro la scelta della Ineos Grenadiers ci fosse un pensiero più profondo e logico? La squadra britannica potrebbe aver capito che nessuno dei suoi tre capitani, salvo miracoli, poteva comunque battere Primoz Roglic per la conquista della maglia gialla. E proprio per questo avrebbe scelto di “rinunciare” al Tour puntando su un corridore non al 100% affiancato da quello che doveva essere il capitano del Giro anche lui non in perfette condizione per alcune noie al ginocchio ad inizio agosto. Mettere in secondo piano il Tour per puntare tutto sul Giro d’Italia e presentarsi con un capitano di grande qualità come Thomas. Un corridore che probabilmente sarà il favorito numero uno ai nastri di partenza e che potrebbe far rivalutare la stagione della Ineos. Chiaramente questa è solo una mia ipotesi che si presta a facili smentite, soprattutto perché il Tour è sempre il Tour soprattutto in un anno così difficile come questo per via del covid-19, ma è l’unica scelta logica che mi viene per poter spiegare questa decisione, che ad oggi risulta completamente sbagliata, di portare solo Bernal al Tour.

Giornalista Sportivo, esperto di ciclismo professionistico e inviato speciale per Inbici Magazine

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