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A sinistra simone Zanatta in centro Stefano a destra Gianfranco

LA DINASTIA DEI ZANATTA, AL GIRO D’ITALIA UNA GENERAZIONE A DUE RUOTE


La famiglia Zanatta è un’istituzione del ciclismo trevigiano. Una tradizione che parte da Remigio Zanatta, ex corridore professionista e poi direttore sportivo prima nelle categorie professionistiche poi in quelle dilettantistiche. E fondatore del Veloce Club Bianchin.

Tanti i nomi di atleti passati al setaccio da Remigio, basti ricordare Giorgio Furlan, vincitore negli anni Novanta di una Milano Sanremo.

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La dinastia dei Zanatta continua poi con Stefano, Cinzia e Gianfranco. Stefano Zanatta, ex professionista anche lui e gregario di lusso di Gianni Bugno, una carriera da direttore sportivo alla Liquigas, scopritore di Ivan Basso e di Vincenzo Nibali, la sorella Cinzia ex ciclista ed ex presidente del V.C. Bianchin e Gianfranco, da sempre meccanico della nazionale di ciclismo ma ex giocatore di basket (come si evince dalla stazza). E infine il figlio di Stefano, Simone – 28 anni – che ha una storia tutta a sè: “E’ la prima volta – racconta Stefano Zanatta, ora al Giro d’Italia e attualmente direttore sportivo della Eolo Kometa – che ci troviamo a lavorare tutti e tre insieme alla corsa rosa e, per altro, nello stesso team. Era accaduto anche nel 2016 in Bardiani ma lì Simone era alle prime armi e faceva esperienza. Adesso siamo un team, quello dei Zanatta di Ponzano. Non è una cosa di tutti i giorni…”.

La soddisfazione di papà Stefano di riavere al proprio fianco il figlio Simone, la si legge negli occhi. Gregory e Simone, i due figli di Stefano e Doriana hanno infatti fatto scelte differenti dal ciclismo: “Nessun corridore in famiglia. Gregory il più grande, classe 1989, ha giocato a buon livello a basket. Poi ha frequentato il liceo classico Antonio Canova a Treviso ed aveva iniziato a frequentare lettere Classiche all’Università di Venezia. Il suo sogno era quello di fare l’archeologo. Poi la scelta di entrare in seminario a Roma e nell’ordine dei Legionari di Cristo.

 Roberto Amadio – Ivan Basso – Stefano Zanatta (Liquigas – Cannondale) 

E le prime missioni in Sud America, e gli studi di Teologia e Filosofia. Il rientro in italia, a Trento, dove ha terminato i percorsi di laurea e la scelta di andare ad insegnare ‘Filosofia e Storia’ alle medie nel capoluogo trentino. Ora sono anche nonno di un bel bambino. Simone, che con me al Giro d’Italia ha il ruolo di massaggiatore, ha frequento pure lui il Liceo Classico Canova a Treviso, poi la scelta di laurearsi in fisioterapia a Conegliano e dedicarsi alla cura e alla riabilitazione dei bambini disabili. Ha sempre lavorato nel servizio civile prima in Ecuador con i bambini disabili e gli ultimi due anni in Marocco, seguendo un progetto di una associazione non governativa. Un impegno importante. Gestiva e seguiva un programma di cura di bambini disabili, residenti nei paesi dove non ci sono strutture per aiutare i bimbi in difficoltà con tecniche riabilitative e la formazione dei volontari. E’ rientrato a fine aprile ed ora è impegnato al Giro d’Italia”.

“Simone si fa le ossa con i corridori. Gianfranco, classe 1971, invece ha giocato a basket. Poi a diciotto anni mio papà Remigio l’ha messo subito in riga – sorride Stefano – e inserito come meccanico nelle squadre che lui seguiva come direttore sportivo. Poi è entrato nel giro della nazionale, in particolare quella della pista e ha seguito anche la Roslotto. Alla fine del Giro d’Italia punterà a lavorare a pieno ritmo in Pinarello perché è andato in pensione il mitico meccanico Piero Durigon. E seguirà ancora la nazionale su pista con le bici Pinarello. Insomma noi Zanatta non rimaniamo mai con le mani in mano. Certo, non ho avuto un figlio corridore, ma il ciclismo lo abbiamo comunque nel cuore. E in camera in questo Giro, dormono insieme Gianfranco e Simone, zio e nipote. I direttori sportivi hanno ancora dei piccoli privilegi, camera singola. E a nanna presto”.

a cura di Tina Ruggeri ©Riproduzione Riservata-Copyright© InBici Magazine

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