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Giro della Toscana 2017 - 2nd Edition - 2nd stage Lajatico - Volterra 164,2 km - 27/09/2017 - Francesco Manuel Bongiorno (ITA - Sangemini MG-K.VIS) - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2017

L’INTERVISTA – BONGIORNO: “RIPARTO CON UNA NUOVA MENTALITA’. VISCONTI E’ STATO UN GRANDE MOTIVATORE”

Francesco Manuel Bongiorno è passato professionista nel 2013 con la Bardiani-CSF: era uno dei talenti più importanti del ciclismo italiano quando era dilettante, e nei suoi primi anni da professionista è riuscito ad ottenere dei risultati molto incoraggianti. Nel 2014, nella tappa del Giro d’Italia con arrivo sul Monte Zoncolan, Bongiorno è in fuga insieme a Michael Rogers, che avrebbe vinto quella frazione, ma uno spettatore lo fa cadere. Dopo quell’episodio, Il corridore non riesce più ad esprimersi su alti livelli, e a fine 2016 rimane senza contratto. 

Nel 2017 torna a correre senza stipendio con la Sangemini-MgKvis nella speranza di potersi rilanciare, ma purtroppo alla fine dell’anno è costretto ad appendere la bici al chiodo. 

Pochi giorni fa, l’annuncio: Manuel Bongiorno torna a correre tra i professionisti con la Neri Sottoli-Selle Italia-KTM, nuova denominazione della formazione di Angelo Citracca. Abbiamo così intervistato Bongiorno per capire con lui quale stagione potrà vivere dopo un anno di inattività. 

Riportiamo di seguito l’intervista rilasciata ai microfoni della nostra trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro”.

Manuel Bongiorno, ricominciamo dalla fine del 2017. Cosa ha fatto dopo aver annunciato il suo addio al ciclismo al termine della stagione con la Sangemini-MgKvis?

“Al termine di quella stagione stavo portando avanti delle trattative con alcune squadre, ma non  sono andate a buon fine, quindi ho deciso di smettere. Ho ricominciato con una nuova vita, ho fatto un corso di specializzazione in una scuola di alta cucina e dopo un paio di mesi ho trovato un posto di lavoro in un ristorante che era aperto solo la sera. Ero soddisfatto del mio lavoro, poi dopo 3-4 mesi di inattività ho ricominciato a pedalare per il semplice gusto di farlo. Mi sono accorto che avevo ancora un buon livello nonostante qualche chilo di troppo, e così, uscita dopo uscita, mi sono reso conto che dovevo rimettermi in gioco. Ho quindi ricominciato ad allenarmi come un professionista. Uscivo in bici dalle 8 alle 14, mi riposavo un’ora e poi andavo a lavorare dalle 16 fino all’una di notte. Mi sono reso conto che volevo tornare a fare la professione che ho amato fin da quando ero bambino, e in questo devo ringraziare la mia ragazza e i miei genitori che mi sono stati vicino”. 

Che anno è stato per lei alla Sangemini?

“E’ stato un anno molto sfortunato. Questo nostro ciclismo è frenetico, bisogna sempre dimostrare, e purtroppo molti risultati non sono arrivati. Però mi ritengo fortunato, perché durante questo anno lontano dalle corse mi sono reso conto di quale sia la vita reale, e di quanto io sia fortunato a fare il lavoro del corridore, quindi sono entusiasta di ricominciare, e soprattutto ho un approccio migliore, una mentalità diversa per non ripetere gli errori del passato. L’anno alla Sangemini è stato abbastanza duro, sono entrato a calendario inoltrato e la squadra non poteva pagarmi uno stipendio, quindi ho deciso di fare un sacrificio. Non è stato facile affrontare la stagione. In una formazione di categoria Continental ci si scontra con realtà nettamente più grandi della nostra, ed era davvero difficile affrontare questa situazione a livello mentale. Vedevo tutto nero, e ho imparato che la negatività porta altra negatività. Ho avuto un approccio sbagliato ed è andata come è andata”.

Quali sono stati i suoi errori?

“Nei miei primi anni, forse sulla scia dell’entusiasmo, andava sempre tutto bene a livello di risultati, poi il mio errore è stato quello di essere troppo ambizioso. Ero troppo duro con me stesso, quindi quando vedevo che le cose non andavano bene mi autopunivo perché credevo di non essere all’altezza. Quando le cose non andavano bene al 100%, invece, vedevo solo il lato negativo e non quello positivo. Poi ci sono state altre cose che hanno influenzato la mia vita e il tutto è sfociato in problemi alimentari. Ero all’ultimo anno con la Bardiani-CSF e il mio fisico ne ha risentito moltissimo, non ci capivo più nulla”. 

Però lei ha parlato molto di motivazioni, e questo lascia ben sperare…

“Lungo il mio percorso di crescita ho trovato un grande amico come Giovanni Visconti. Con lui c’è sempre stata una grande amicizia, fin da quando era alla Movistar. Durante questo anno di inattività ho iniziato ad allenarmi insieme a lui, mi ha aiutato a migliorare e a scoprire dei lati atletici e mentali che non pensavo di avere. Mi ha messo in contatto con Angelo Citracca, che mi ha dato fiducia, e gliene sono debitore, perché non ha solo contribuito a farmi andare avanti nella mia carriera, ma ha anche contribuito a far rinascere una persona. Ora Giovanni è anche il mio capitano, quindi è una situazione perfetta per me”. 

Quando ci sarà il debutto?

“Inizierò a gareggiare alla Vuelta San Juan, in Argentina, e poi affronterò il Trofeo Laigueglia. In seguito, decideremo il calendario in base agli inviti che riceveremo”. 

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

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