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Alessandro PetacchiÊ- photo Ilario Biondi/BettiniPhoto©

L’INTERVISTA. PETACCHI PROGETTA IL SUO FUTURO: “SAREBBE BELLO AVERE UNA SQUADRA TUTTA MIA”


Ale-Jet svela I suoi nuovi progetti. E intanto, da spettatore, segue gli sprinter del terzo millennio: “Viviani è un grande, ma nessuno oggi è veloce come Gaviria”

Alessandro Petacchi, considerato – palmares alla mano – uno tra i 10 sprinter più forti di tutti I tempi, è stato l’ultimo grande rappresentante dell’eccellenza italiana nella velocità. Ha abbandonato i pedali nel 2015, dopo quasi 20 anni da professionista, con una bacheca stracolma di trofei. Per gli amanti della statistica si tratta del quarto italiano con più vittorie in carriera dietro solo a Francesco Moser, Giuseppe Saronni e Mario Cipollini.

“Ale- Jet” che, nel periodo d’oro del Re Leone, si fece strada con le sue grandi qualità tecniche, ridisegnò a suon di volate il panorama della velocità mondiale del terzo millennio.

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Alessandro, quest’anno Giro e Tour hanno sparigliato le carte della velocità, proponendo sul palcoscenico mondiale anche un certo Elia Viviani. Il ciclismo italiano ha finalmente trovato il tuo erede?

Prima di tutto ci tengo a sottolineare che Elia è davvero un bravo ragazzo e mi è anche molto simpatico. Quando era nel team Sky certamente non correva come adesso, ma probabilmente perchè alle spalle non aveva un team nè un ambiente che si addicevano alle sue caratteristiche. La Qickstep, al contrario, mi pare la squadra perfetta per uno come lui. E’ un team che conosco bene e conosco, soprattutto, la loro filosofia. E’ un ambiente dove si tende molto a “fare gruppo”, dove si lavora come in una grande famiglia. Elia poi ha la fortuna di avere al suo fianco un uomo d’esperienza come Fabio Sabatini e questo sicuramente è un altro aspetto che gioca a suo favore. Lo ricordo in Liquigas, erano le sue prime gare su strada: lui, venendo dalla pista, aveva bisogno di lavorare soprattutto sulla resistenza; su assetto e aerodinamicità, invece, era avvantaggiato. Dallo scorsa stagione la sua posizione in sella è molto cambiata, si è schiacciato molto di più in avanti, ha fatto un lavoro notevole e, di conseguenza, i suoi miglioramenti non mi sorprendono.

Rimanendo in tema velocisti, secondo lei quali sono I tre più forti sprinter del momento?

In questo momento non c’è, a mio parere, il fuoriclasse che stravince su tutti. Cavendish e Greipel hanno avuto un calo significativo nelle prestazioni, ma un po’ c’era da aspettarselo, anche per una questione di anagrafe. Kittel è stata un po’ una delusione perchè in Shimano era partito davvero alla grande; anche Kristoff inizia a fare un po’ fatica ad imporsi nelle volate di gruppo, perciò se devo fare un nome dico Gaviria, l’unico che ha dimostrato in questo 2018 di avere una marcia in più.

Giro d’Italia 2018 – 101th Edition – 2nd stage Haifa – Tel Aviv 167 km – 05/05/2018 – Jakub Mareczko (ITA – Wilier Triestina – Selle Italia) – Elia Viviani (ITA – QuickStep – Floors) – photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

 

Parlando del prossimo ricambio generazionale, dei giovani quindi, secondo lei a chi passerà lo scettro di miglior velocista nei prossimi anni?

Per quel che riguarda gli sprinter, il ricambio generazionale in buona parte c’è gia stato; per ora abbiamo Gaviria e tante promesse. Credo che per capire chi sarà in futuro il “Re dei velocisti” dovremo aspettare ancora un paio d’anni.

C’e’ uno sprinter in cui ti riconosci o in cui rivedi alcune delle tue qualità?

Domanda non semplice per un ex; oltretutto io non mi sono mai considerato un velocista puro e i velocisti puri non mi piacciono molto, almeno come spettatore. Mi appassionano corridori un po’ più completi, che riescono ad essere competitivi su terreni diversi. Non voglio essere ripetitivo, ma Gaviria per me ha delle caratteristiche simili a quelle che avevo io, con il vantaggio di avere qualche chilo in meno rispetto a me, che sicuramente lo rende molto più forte in certe situazioni.

Veniamo al te e a cosa vorresti fare da grande: progetti per il futuro?

Il ciclismo è la mia vera passione, l’ambiente a cui ho dedicato I migliori anni della mia vita, almeno fino a questo momento. Certamente il sogno è quello di rimanere nell’ambiente, ma non da direttore sportivo: vorrei provare a metter su una squadra, anche di giovani, da poter seguire e portare avanti. Per questo però ci vuole tempo, son cose che vanno progettate e studiate a tavolino nei minimi dettagli e naturalmente c’è bisogno di uno sponsor forte alle spalle; vedremo, l’intenzione c’è”.

Tour de France 2018 – 105th Edition – 1st stage Noirmoutier en l’Ile – Fontenay le Comte 189 km – 07/07/2018 – Fernando Gaviria (COL – QuickStep – Floors) – photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

 

La carriera da opinionista televisivo, alla Cassani, non le interessa?

Ogni tanto sono ospite a RaiSport, come in occasione del Giro e del Tour e devo dire che ogni volta è un’esperienza molto interessante e divertente”.

E il ruolo da testimonial?

Al momento sono l’uomo-immagine della T-RED: è un azienda giovane la cui filosofia mi piace molto, mi coinvolgono attivamente nella realizzazione dei modelli e questa è per me una cosa estremanente stimolante.

Fortunato chi lo ha visto farsi strada tra I grandi, chi lo ha visto nei momenti bui, quelli che in una grande carriera capitano quasi sempre, e chi lo ha visto rialzarsi, rimettersi in gioco, sempre con la stessa grazia, quella che lo distingueva in sella come nella vita.

Con la nostalgia che trasforma i miti in leggende, aspettiamo di vedere cosa il futuro ha in serbo per il “Jet” spezzino che ha fatto sognare una nazione, facendoli i nostri migliori auguri per il futuro.

Tour de France 2018 – 105th Edition – 21th stage Houilles – Paris Champs-Elysees 115 km – 29/07/2018 – Alexander Kristoff (NOR – UAE Team Emirates) – photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

 

di Eleonora Pomponi Coletti – Copyright © INBICI MAGAZINE

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