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MONDIALI CICLOCROSS: VAN DER POEL VINCE SENZA RIVALI

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango" e "Due pedali per volare"


Tutto come da copione. Mathieu Van der Poel ha vinto il suo terzo titolo iridato nella categoria Elite, il secondo consecutivo dopo quello dello scorso anno, al termine del mondiale di Dubendorf, in Svizzera. L’olandese è stato inavvicinabile, e ha mostrato tutta la sua forza fin dal rettilineo di partenza, quando lo si è visto scattare in maniera impressionante dopo il via.

BELGI ALL’INSEGUIMENTO – Mathieu prova a scappare via subito, alle sue spalle sembra quasi ci sia una pattuglia di poliziotti che prova ad inseguirlo. Si tratta dei corridori belgi, che provano a spingere con tutta la forza che hanno sulle gambe, ma anche se dietro sono in quattro si riesce a fare poco contro un MVDP in questa condizione di forma. I belgi all’inseguimento sono Toon Aerts, Laurens Sweeck, Michael Vanthourenhouth e Wout van Aert. E’ vero, Aerts ha vinto la Coppa del Mondo di ciclocross, ma sulla gara secca l’avversario numero uno di Van der Poel è sempre Van Aert, se non altro perché ha vinto il mondiale per tre anni consecutivi, anni in cui Mathieu era comunque su livelli stratosferici.

Credit image: Sprint Cycling Magazine

PIDCOCK, COME UN FOLLETTO – Mentre i belgi provano a prendere le misure su un Van der Poel che sembra andare a spasso nel fango che circonda l’aeroporto di Dubendorf, dove hanno sede i mondiali di ciclocross, spunta fuori la divisa della nazionale britannica di Tom Pidcock. Questo ragazzo, che ha vinto edizioni dei mondiali sia su strada che nel ciclocross, è uno dei più corteggiati dalle grandi squadre a livello mondiale, e anche se ha solo 20 anni non ha timore di gareggiare con nomi di questo calibro. Tra gli inseguitori, Pidcock manda fuori giri Sweeck e Vanthourenhouth, mentre Van Aert, con la sua solita grande caparbietà, cerca di tenersi in scia, anche perché la sua pedalata risulta essere sempre più fluida con il passare dei giri.

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MATHIEU, TRIONFO SENZA REPLICHE – Davanti, però, Van der Poel ha già rotto gli indugi da un pezzo. Il mondiale è la gara più difficile dell’anno, ma lui la affronta con una facilità estrema. Ed è bellissimo il gesto di cambiare bici al box pochi metri prima di tagliare il traguardo. Ancora più bello è il ringraziamento che il corridore fa il suo mezzo meccanico proprio sulla linea del traguardo. Viviamo un ciclismo dove a volte i corridori lanciano via le biciclette quando saltano i nervi: il gesto di Mathieu conferisce ancora più eleganza alla vittoria. Alle sue spalle chiude proprio Tom Pidcock, che con questa seconda posizione conferma ancora una volta come il futuro del ciclocross non sia solo olandese o belga, ma anche britannico. Giusto anche il terzo posto di Toon Aerts, che chiude in bellezza una grande stagione, mentre c’è un pizzico di delusione per Wout van Aert, quarto al traguardo. Tra gli italiani, 30/o Nicolas Samparisi e 31/o Cristian Cominelli.

GRANDE OLANDA IN SVIZZERA – La nazionale dei Paesi Bassi ha vinto 4 titoli iridati in questo mondiale: Mathieu Van der Poel (uomini Elite), Ceylin Del Carmen Alvarado (donne Elite), Ryan Kamp (uomini Under 23), Shirin Van Anrooij (donne Juniores). In totale, l’Olanda torna a casa con 8 delle 18 medaglie in palio.

FESTA BELGA CON NYS TRA GLI JUNIOR – Uno dei pochi passaggi a vuoto della nazionale Orange avviene tra gli uomini Juniores, dove il podio è monopolizzato dai belgi. La vittoria di Thibau Nys, figlio del grande Sven, è senza dubbio una bellissima suggestione. Tra gli azzurri, Lorenzo Masciarelli è 19/o, Davide De Pretto 21/o, Bryan Olivo 29/o, Filippo Agostinacchio 38/o, Ettore Loconsolo 54/o.

DONNE UNDER, VINCE LA FRANCIA – Trionfo transalpino tra le donne Under 23, con Marion Norbert Riberolle che riesce a vincere un po’ a sorpresa, lei che non aveva centrato alcun podio in Coppa del Mondo. Alle se spalle chiudono l’ungherese Blanca Kata Vas e la britannica Anna Kay. Le azzurre Francesca Baroni e Sara Casasola centrano un’ottima doppia top-10, chiudendo rispettivamente 7/a e 8/a, mentre Gaia Realini è 15/a. La nazionale italiana del ct Fausto Scotti torna a casa con queste top-10 oltre a quella ottenuta ieri da Eva Lechner tra le donne Elite.

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango" e "Due pedali per volare"

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