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Fiorenzo Magni al Museo del Ghisallo

OGGI FIORENZO MAGNI AVREBBE COMPIUTO 100 ANNI: UN OMAGGIO AL LEONE DELLE FIANDRE

Direttore del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Oggi Fiorenzo Magni avrebbe compiuto 100 anni. Il “terzo uomo”, così come è stato ribattezzato dalla maggior parte della stampa italiana in quanto era il rivale più importante nel dualismo tra Fausto Coppi e Gino Bartali, era nato a Vaiano il 7 dicembre del 1920.

Il numero tre rientra spesso nella carriera di Magni: il toscano non era solo il terzo uomo, ma ha anche vinto per tre volte il Giro d’Italia. Ma, soprattutto, Magni è stato l’uomo che tuttora detiene un titolo che nessuno è mai riuscito a battere: vincere tre edizioni consecutive del Giro delle Fiandre.

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Quando ho avuto modo di scrivere il libro Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi, ho svolto un lungo lavoro per ricostruire i tre Fiandre vinti da Fiorenzo Magni. E, guardando bene gli annali, i record che Magni ha stabilito in terra fiamminga non sono pochi. Altri corridori sono riusciti a vincere tre edizioni della Ronde Van Vlaanderen, ma solo Magni è riuscito a vincere la corsa per tre anni consecutivi, dal 1949 al 1951. Dopo il terzo successo decise di non partecipare più, ritirandosi così da imbattuto.

Un altro record riguarda il Muur van Geraardsbergen, detto anche Grammont. Questa ascesa in pavè è stata inserita per la prima volta nel percorso della classica nel 1950, anno della seconda vittoria di Magni. Il toscano transitò in testa da solo al muro che da lì in poi sarebbe diventato una vera leggenda per tutti gli appassionati di ciclismo.

Di seguito un estratto dal libro “Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi – 70 anni di vittorie italiane”.

Domenica 2 aprile 1950 ci sono 220 corridori al via della Ronde van Vlaanderen. Gand è gelida, il freddo pungente si fa sentire. Ma Magni non ha paura di nulla: “Il percorso non mi spaventava. Bisognava stare accorti per i primi 100 chilometri, ma l’importante era non cadere. Le gambe giravano bene e così decisi di attaccare nello stesso punto del 1949, ovvero in un tratto pianeggiante dove c’era del pavè molto sconnesso. I miei avversari pedalavano sulla banchina laterale per paura di cadere, io invece me ne stavo in mezzo alla strada forzando come un dannato sul pavè”. 

Al momento dell’attacco di Magni, lanciato a Ingelmunster, mancano 70 km all’arrivo. Pioggia, vento, grandine e freddo: ci sono davvero tutte le condizioni meteo più avverse quel giorno sul tracciato. Dopo 20 km di fuga solitaria, il campione in carica affronta il Muur van Geraardsbergen, detto anche Grammont, con un’andatura a zig zag per la grande fatica, ma senza alzarsi sui pedali. Gli basta inserire il rapporto più agile che ha a disposizione per arrivare in cima a quella ascesa, là dove sorge quella cappella diventata, con gli anni, un simbolo per tutti coloro che amano il ciclismo. Tutti i corridori che affrontano il Giro delle Fiandre sognano di passare in testa da soli sul Muur: il primo a farlo nella storia è Fiorenzo Magni.

Direttore del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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