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15-09-2018 athletic vs real madrid Fotos: Juan Manuel Serrano Arce

SERGIO RAMOS: CHE DIFFERENZA C’E’ TRA LUI E UN CICLISTA?

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Il mondo dello sport è “sconvolto” da questa notizia riguardo Sergio Ramos: è la prima volta negli ultimi anni che viene pescato un pesce così grande, un giocatore – anzi, un capitano – di una delle squadre più forti del mondo, il Real Madrid. La squadra dei Galacticos, la formazione che fa impazzire miliardi di fan in tutto il mondo.

Sergio Ramos è risultato positivo a un controllo antidoping tenuto subito dopo la finale di Champions League vinta a Cardiff contro la Juventus per 4-1 il 3 giugno del 2017. Dalle analisi sarebbe emersa la presenza di un farmaco proibito nel sangue del giocatore spagnolo, il Celestone Chronodose. Il medico del Real Madrid si è preso la responsabilità dell’errore, in quanto il farmaco assunto da Sergio Ramos sarebbe stato il Desametasone, che è possibile assumere previa comunicazione.

La strategia difensiva del Real Madrid, però, fa acqua da tutte le parti. E non mi riferisco alla sconfitta rimediata oggi contro l’Eibar, ma sto parlando della difesa sul caso di Sergio Ramos. Il Celestone Chronodose è un farmaco a base di betametasone, quindi è un antinfiammatorio steroideo, quindi è una sostanza dopante. Il Desametasone è anch’esso un antinfiammatorio steroideo, quindi è doping. Comunque la si giri, io vedo doping. 

Per un caso del genere, un qualsiasi ciclista o un qualsiasi altro sportivo avrebbe già ricevuto quantomeno una sospensione cautelare. Invece, la presunzione di innocenza si applica solo nel calcio: sembra che solo in questo sport siano tutti innocenti fino a prova contraria, come invece dovrebbe essere la prassi. 

Si parla di controlli in competizione e fuori competizione per i corridori, qui invece si parla senza problemi di un medico che avrebbe fatto un errore in una prescrizione. Un ciclista, in sostanza, non può doparsi prima di un mondiale, come è giusto che sia. Un calciatore, invece, può risultare positivo a un controllo antidoping dopo la finale di Champions League e risultare “non negativo”, ma può comunque continuare a giocare.

Del resto, vi immaginereste cosa potrebbe succedere se un calciatore del suo calibro fosse fermato per doping?

Per tutti gli appassionati di calcio che stanno leggendo, vorrei ricordare che secondo le regole della Wada un errore simile fatto dal medico è paragonabile al doping stesso, in quanto non sono consentiti errori in questo senso. Si fa presto, in fondo, a dire “mi sono sbagliato”. Un medico di una squadra non può commettere un errore simile, e di conseguenza i sospetti aumentano, anzi, stanno diventando delle certezze.

 

 

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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