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TUTTE LE STRADE…PEDALANDO…PORTANO A ROMA

Parco regionale dellAppia Antica. Un patrimonio paesaggistico, una risorsa storico-culturale della Città Eterna. Si parlò, per la prima volta, di riqualificazione e valorizzazione di questa vasta area nel lontanissimo 1931, in occasione della presentazione del piano regolatore dell’epoca. La sua successiva approvazione, fu il momento propizio per cominciare a discutere di questo parco, finito poi per diversi anni nella terribile morsa del dimenticatoio e del degrado. 

Antonio Cederna in primis, i comitati di quartiere e qualche esponente di buon senso delle Istituzioni locali in seguito, dopo anni e anni di ardue lotte, sono riusciti ad andare oltre le chiacchiere, trasformando un progetto in una realtà concreta. Parlare di immenso spazio verde, è sin troppo riduttivo. Un luogo diventato il punto di riferimento per gli abitanti del quartiere Appio-Latino e per i turisti amanti della vita naturale. Si possono vivere momenti di relax, fare sport, ricercando così il benessere psico-fisico, respirare aria pulita, assistere ad eventi e visite culturali, riscoprendo il fascino dell’Antica Roma.  

Non mancano all’appello, le amatissime escursioni in bicicletta. All roads lead to Rome. Un’iniziativa grazie alla quale tutti gli adulatori delle due ruote hanno l’occasione di visitare, scoprire ed ammirare l’intero Parco regionale, comprendente la Valle della Caffarella, a bordo dell’adorata bici. Tour che si possono fare sia da soli e con la propria bicicletta, sempre se si ha già una certa conoscenza e dimestichezza con il posto, o con una visita guidata di gruppo. Chi viene per la prima volta a Roma oppure conosce già la capitale, ma non ha mai avuto finora l’opportunità di entrare in questo più che incantevole posto, se ha la bici nel proprio DNA non deve fare altro che mettersi in sella, munirsi di casco protettivo per la testa e radiolina con cuffia, ascoltando strada facendo quanto l’esperta guida di turno racconta. 

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VALLE DELLA CAFFARELLA, IL TOUR- Simone. Romano, biologo di professione. Per le due ruote, una passione infinita. Da diversi anni, va al lavoro esclusivamente in bicicletta, sfatando quell’antipatico tabù che definisce Roma “città impossibile” per chi ama pedalare. Questo giovane professionista ci ha accompagnato alla scoperta dei punti più nascosti della Valle della Caffarella. Partendo dalla Via Appia Antica, dopo un primo tratto di strada normale, si entra nella suddetta Valle. Durante il percorso, ci imbattiamo sia in tratti di strada pianeggiante, facilmente praticabile e scorrevole, che in tratti dissestati e fangosi. Giungiamo così nella zona bagnata dal fiume Almone. Terzo fiume importante, dopo il Tevere e l’Aniene, ai tempi dei romani considerato sacro con la S maiuscola. Zona molto ricca di fauna animale e vegetazioni, capaci di riprodursi. Tratto di Valle che, millenni di anni fa, produceva forza motrice grazie all’inteso lavoro giornaliero di alcuni mulini antichi, i cui resti archeologici, ancora oggi, sono vivi come non mai.

Il Tempio del Dio Redicolo e il Ninfeo di Egeria, sono altri due posti degni della giusta considerazione. Sentieri in alcuni punti abbastanza stretti, ma piacevoli da attraversare a bordo della nostra bicicletta, prestando però attenzione alle discese, alcune di esse ripide e con qualche buca di troppo. Attenzione e prudenza da parte nostra sono necessarie, quando vi un’alta affluenza di ciclisti ed escursionisti che, a piedi, decidono di godersi queste bellezze storico-naturali. Un particolare? Nel cuore del leggendario Ninfeo, prendendo l’acqua dei laghetti con l’aiuto di un apposito bicchiere o barattolino, possiamo conoscere diverse e particolari tipologie vegetali e animali. Grazie all’aiuto di Simone, abbiamo scoperto una particolare specie, incredibile a dirsi, di micro gamberetti. La Valle della Caffarella e il resto della campagna romana, sono entrambe conosciute anche per la massiccia presenza di volpi e cervoni. Quest’ultimi, una tipologia di serpenti, fortunatamente non velenosi, ma costanti in quantità lungo il Lazio. Per chi ama la biologia e le scienze naturali, è un’occasione per apprendere alcuni, preliminari, concetti di biodiversità.   

BICICLETTA, MODELLO E CARATTERISTICHE TECNICHE– La City bike che abbiamo preso in affitto e ci ha guidato nel corso di questa costruttiva giornata escursionistica, è un modello VERTEK Mbt Trail 2.7. Acquistata dall’Associazione Parco Regionale Appia Antica, un anno e mezzo fa. E’ tutt’ora sul mercato, un po’ meno tecnologica rispetto agli ultimo modelli eco-sostenibili, ma strutturalmente all’avanguardia. Un manubrio con una struttura robusta; sul lato destro un’ampia possibilità di cambio marcia. Marcie di vitale importanza se siamo costretti a fare alcuni tratti in salita. Salite che diventano ancor più faticose e impegnative se, al termine di una piccola sosta, dobbiamo ripartire. Il sistema di frenata è più che efficace; efficacia che si avverte se, in caso di improvviso ostacolo in pianura, siamo costretti a fermarci di colpo scongiurando brutte, antipatiche cadute. Da scongiurare, assolutamente, gli ostacoli nelle discese dissestate e con costante presenza di piccoli, puntigliosi massi. 

In questi casi, mai procedere a velocità forte e frenare di colpo. Il rischio di incidente, è elevato. Le gomme sono anti acqua-planning e tengono, eccellentemente, testa al terreno, sia esso pianeggiante che fangoso o con qualche dosso di troppo. Il sellino è in pelle, comodo e perfettamente regolabile. Il campanellino-clacson è squillante, capace di mettere in allerta i pedoni troppo distratti, disattenti e poco inclini a mettersi di lato per dare la precedenza. Nel complesso, possiamo definirla una “compagna” a due ruote molto buona e adatta per le nostre, più che rilassanti, scampagnate domenicali urbane. 

Tutte le stradepedalandoportano a Roma. Anche sul Parco dell’Appia Antica, la nostra cara amica bici ci cerca, ci segue e non ci abbandona.

 

 

Marco Chinicò

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