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VI RACCONTO LA MIA PEDALATA SUI MURI DELLE FIANDRE

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Come ogni anno, il giorno che precede il Giro delle Fiandre si è svolta la Ronde van Vlaanderen Ciclo, la gara amatoriale del Giro delle Fiandre con oltre 16000 cicloamatori al via. Danilo Cocco, che ha partecipato alla pedalata, ci racconta la sua esperienza sul pavé del Giro delle Fiandre, sul percorso che il giorno seguente ha incoronato i nostri Alberto Bettiol e Marta Bastianelli. Ringraziamo Danilo per questa testimonianza e vi auguriamo buona lettura.

Quando correvo in bici da bambino, uno dei miei sogni era quello di poter, un giorno, partecipare ad un giro d’Italia , un olimpiade o ad una classica monumento…, nel corso degli anni la mia vita e le mie “non doti atletiche” hanno fatto si che lasciassi il mondo agonistico e quelli che allora erano dei sogni si sono trasformati in desideri.

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Giovedì  04.04.19

Ore 4:30 suona la sveglia, inizia cosi la mia avventura alla “ Ronde Van Vlaanderen 2019”

Dopo una giornata dedicata quasi interamente al viaggio in treno, aereo e auto, solo in serata metto piede in Belgio e con più precisione ad Anversa.

Questa mia trasferta sarà condivisa con un gruppo di amici di Forlì già esperti in trasferte nell’inferno del nord, come si suole chiamare in gergo ciclistico le gare qui in Belgio.

Durante il viaggio, quindi, i miei discorsi spesso convergevano su quelli che erano i consigli da seguire su come affrontare i duri muri, il durissimo pavé e soprattutto su come gestire il meteo che da queste parti cambia sempre in modo repentino e condiziona non poco l’esito della gara.

 

Venerdì 05.04.19

Si entra sempre più nell’atmosfera “Fiandre”, il programma della giornata prevede il ritiro del numero e primo vero contatto con la morfologia del territorio ( pavé, muri, ciclabili..) e le condizioni del tempo che qui come dicevo è davvero ballerino, si passa dal sole alla pioggia in un attimo.

Destinazione Oudenaarde, qui più che aria di ciclismo, si respira aria di fritto e profumo di birra che scorre a fiumi, avverto subito il clima di festa un vero e proprio week end dedicato alle due ruote, i camper a dirla tutta sono posizionati nelle zone strategiche già da diversi giorni, il tifo dei belgi è genuino e puro e soprattutto coinvolgente.

Pettorale n° 4821, sarà questo il numero che mi identificherà tra i 18.000 partenti.

Il rientro ad Anversa è fatto in treno ( abbiamo lasciato i nostri mezzi ad Oudenaarde per l’indomani), qui ci mescoliamo nella quotidianità della gente, pendolari principalmente, tra chi è stato a scuola o chi ha finito di lavorare…, naturalmente siamo facilmente identificabili come quelli del “Fiandre”…

 

 

Sabato 06.04.19

Ore 5:30 svegliaaaa , finalmente, è il giorno tanto atteso, il famoso Sogno-Desiderio che diventa realtà, da quando era nato questo progetto, il mio pensiero era focalizzato a questo giorno ed ora finalmente era arrivato.

La notte, nonostante non avessi alcuna velleità di risultato, vuoi per la sveglia troppo presto o per l’adrenalina che avevo in corpo , ho dormito molto poco, anzi a dirla tutta quasi nulla ma non vedevo l’ora di alzarmi, per godermi da subito ogni istante di questa giornata.

Alle 7:00 con un sole ancora “accucciato” viene data la partenza con una coreografia di fuochi degna di una gara di questo spessore, il fiume di ciclisti e l’entusiasmo non mi fa pensare ai km che mi aspettano..

Con i miei compagni di viaggio abbiamo un accordo, cercare rimanere uniti, siamo un gruppo e come tale si parte e si arriva tutti insieme, impresa tutt’altro che semplice considerando i 18.000 partenti.

In corpo ho una carica emotiva pazzesca, un turbinio di emozioni, la curiosità di affrontare i famosi muri, Muur, Koppenberg, Oude Kwaremont, Paterberg…, di assaporare i tratti di pavé, ma anche il timore di non farcela o di avere qualche guasto che non mi permetta di tagliare il traguardo, uno degli obiettivi della mia trasferta.

Durante tutti i km il tifo non è mancato per nessuno, italiano, belga, spagnolo o di altra nazione, per tutti c’è stato un “ale” o un cinque da battere.

Dopo 234 km e circa 8 ore pedalate, con i miei amici, in parata, ho tagliato il traguardo, orgoglioso e felicissimo come un bimbo a cui è stato dato un regalo.

Dopo qualche centinaio di metri nella piazza di Oudenaarde, la musica, la folla immensa e contagiosa ma soprattutto qualche bicchiere di birra fresca mi ha già fatto dimenticare il dolor di gambe e la stanchezza.

Il viaggio di ritorno in hotel mi da modo di ripensare a questa giornata lunghissima e un po  faticosa ma che rimarrà per sempre nella mia mente e sarà motivo di racconto ai miei figli, un’esperienza bellissima e da consigliare per chi come me ama il mondo delle due ruote a 360 gradi.

Ciao Belgio, ciao Fiandre ci siamo conosciuti ed è stato colpo di fulmine, ci rivedremo sicuramente il prossimo…

  

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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