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10 DOMANDE A…



Dieci domande all’ex professionista bolognese, oggi titolare in Romagna di un centro multi service dedicato al ciclismo: “La bike-economy è in ripresa e il 2018 sarà l’anno del disco e delle bici elettriche. Le fiere? L’equivoco è tutto nelle date…”

 

Luca Celli è un ex ciclista italiano. Professionista dal 2004 al 2010, oggi gestisce a San Mauro Pascoli, in Romagna, il “NOB”, un avveniristico centro polifunzionale dedicato al mondo della bicicletta.

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“Not Only Bike”: tre anni dopo si può parlare di format vincente?

Direi proprio di sì, anche se organizzare un centro polifunzionale è molto più complesso che gestire un semplice negozio. Resto convinto che sia questo il format del futuro, anche se devo ammettere che sincronizzare tutti i servizi non è affatto semplice…

 

Palestra, centro fisioterapico, abbigliamento tecnico, biomeccanica e molto altro: nel 2018 il centro si arricchirà di qualche nuovo servizio?

Sicuramente amplierò il negozio, anche per ospitare due nuovi marchi di prestigio come Focus e Cervelo. Poi, a breve, partirà anche un e-commerce e sono in cantiere altri progetti. Insomma, come avrete capito, il NOB è perennemente “working in progress”.

 

Qual è oggi lo stato di salute del mercato della bicicletta?

Io sono nella bike-economy da appena tre anni, quindi non posso fare confronti credibili. Gli imprenditori che sono sul mercato da molto più tempo, quando ho aperto NOB, mi davano del folle perché, a loro dire, anni così neri non si erano mai visti. Secondo me, al di là della crisi congiunturale che ha picchiato duro, il mercato era saturo. Oggi, dopo una selezione naturale, vedo una ripresa. Senza dubbio è restato in piedi chi, in questi anni, ha saputo lavorare con intelligenza, puntando sulla qualità. Per chi opera sul mercato con questa filosofia, io credo che il mondo della bicicletta possa diventare, in un futuro molto prossimo, una grande opportunità.

 

 

 

 

E-bike: ci credi?

Assolutamente sì, anche se permangono, nel nostro paese, delle stupide diffidenze culturali secondo cui la bicicletta elettrica sarebbe solo il mezzo degli “scarsi”. In realtà, io la uso abitualmente e devo dire che il divertimento è garantito. Penso che, anche se col rituale ritardo, in Italia l’e-bike molto presto diventerà un fenomeno consolidato.

 

Qual è il prodotto che, secondo te, esploderà nel 2018?

Il disco ormai è diventato l’approdo naturale per il mondo ciclo-amatoriale che, finalmente, ha smesso di scimmiottare i professionisti, andando verso un prodotto più logico e sicuro. Vi invito, in particolare, a venire a provare la nuova Bmc SLR01, un autentico gioiello della tecnica.

 

Fiere ciclistiche: hanno ancora un senso?

Niente da dire sul format, ma sono le date che le rendono ormai inutili per gli addetti ai lavori. Ad agosto le grandi aziende hanno già presentato da tempo i loro campionari e dunque quello che viene proposto “in anteprima” è quasi sempre roba già vista. Del resto, se un marchio presenta le sue nuove bici a giugno e a me arrivano in negozio dopo un mese, che senso ha – per noi venditori ma anche per gli utenti finali – andare all’Eurobike a ri-vedere quella stessa bicicletta?

 

Il tuo team come si presenterà al via del 2018?

Sento dire da più parti che Luca Celli non farà più la squadra nel 2018. E’ una bugia. Il Team NOB ripartirà con il solito entusiasmo, ma con una filosofia del tutto nuova: al bando le ridicole esasperazioni dell’agonismo e via libera alla bicicletta vissuta con spensieratezza e condivisione. Quest’anno, nel mondo ciclo-amatoriale, ho visto una competitività esagerata. Così, io per primo, ho deciso di fare un passo indietro e di presentare un team con una mentalità quasi ciclo-turistica.

 

 

 

 

Andiamo nel mondo che ti ha visto per anni protagonista, quello dei prof: qual è l’impresa del 2017 che più ti ha colpito?

Quello che ha fatto Gilbert alle Fiandre è stato semplicemente fantastico. Vincere dopo una fuga di 70 chilometri su quei tracciati è da marziano. Certo, anche quello che ha fatto Sagan al Mondiale, praticamente senza squadra, è stato qualcosa di mostruoso, anche se lui ci ha ormai abituati a certe imprese.

 

Il corridore che più ti ha deluso?

Dico Fabio Aru, protagonista di una stagione così così. Al Tour ha fatto benino, ma sinceramente non mi ha mai entusiasmato.

 

Caso Cassani – Moscon ai Mondiali: Ct da assolvere o da condannare?

Mi schiero nel partito di quelli che “non condividono, ma capiscono”. Nel senso che, in quelle situazioni, bisogna trovarcisi prima di giudicare. Certo, il ‘dietro macchina’ dopo una foratura si è sempre fatto, ma le spinte non sono ammesse e dunque la squalifica non si discute. Però, quando sei ad un mondiale ed il tuo atleta che stava andando come un treno all’improvviso fora, beh il black-out mentale ci sta e dunque ci andrei piano a parlare di “antisportività” preferendo relegare il tutto sotto la voce “episodi sfortunati”.

 

a cura della redazione – Copyright © INBICI MAGAZINE

 

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