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Tour of Croatia 2018 - 4th stage Starigrad/NP Paklenica - Cilj/Crikvenica 171 km - 20/04/2018 - Alessandro Tonelli (ITA - Bardiani - CSF) - photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©2018

10 DOMANDE A…ALESSANDRO TONELLI: “SOGNANDO IL LOMBARDIA”

Nel 2018 ha ottenuto la sua prima vittoria da professionista. Oggi, alla sua quinta stagione, il 26enne passista della Bardiani Csf comincia a pensare in grande: “Conosco il mio valore e so che il bello deve ancora venire”

Pronto a iniziare la sua quinta stagione da professionista, il ventiseienne Alessandro Tonelli è ormai da anni uno dei punti fermi della Bardiani Csf, una delle poche squadre italiane che ancora hanno la forza e il coraggio di rimanere nel professionismo.

Il ciclista bresciano, dopo aver ottenuto nel 2018 la prima gioia nella massima categoria, ha acquisito una rinnovata fiducia nelle sue doti e continua a sperare nel salto di qualità definitivo. Nelle sue parole anche la sua consapevolezza che per raggiungere i traguardi più importanti servono molti sacrifici e impegno.

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Come valuti la tua passata stagione?

“Il mio 2018 è stato positivo. Ho avuto la soddisfazione di indossare una maglia da leader al Tour of Britain di fronte a campioni come Chris Froome, Geraint Thomas e Primoz Roglic. Questo traguardo mi ha dato più sicurezza nei miei mezzi e mi ha permesso di avvertire il rispetto del gruppo. A maggio ho partecipato, per la prima volta in carriera, al Giro d’Italia. Purtroppo in quell’occasione sono stato sfortunato e ho dovuto alzare bandiera bianca, per colpa di un virus, poco prima della tappa di casa con arrivo a Iseo. È stata un’esperienza unica e spero di esser al via anche quest’anno. Infine è giunta anche la prima vittoria da professionista…”.

Quali emozioni hai vissuto il giorno del tuo primo successo?

“Era la quarta tappa del Tour of Croatia. L’emozione provata è stata immensa. È andato tutto nel migliore dei modi: sono entrato nella fuga di giornata e poi ho percorso gli ultimi venticinque chilometri tutto da solo. Non stavo più nella pelle e ho tagliato il traguardo a braccia alzate, nonostante una piccola sbandata nel finale, nella curva dove è caduto anche il gruppo. Questo successo è stato una sorta di liberazione perché dopo quattro anni, nei quali sono andato spesso in fuga senza aver fortuna, finalmente i miei sforzi sono stati ripagati”.

La Bardiani è una delle poche squadre italiane rimaste nel ciclismo: come ti trovi nel team e con i compagni?

“Direi benissimo. Io e Paolo Simion siamo qui dal 2015, mentre il veterano è Enrico Barbin che è alla Bardiani da sette anni. Ora io inizio la mia quinta stagione da professionista, c’è sempre da imparare e migliorare, ma spero di poter a mia volta insegnar qualcosa ai compagni più giovani. Oltre agli atleti anche lo staff è tutto italiano e questo è motivo d’orgoglio. La Bardiani Csf è organizzata nel migliore dei modi e bisogna far i complimenti ai Reverberi che, da sempre, mettono passione in tutto quello che fanno”.

C’è una corsa che ti ha stupito per il clima?

“Nella scorsa stagione sono stato colpito dalla passione dei tifosi per questo sport in due circostanze. La prima ero in Colombia alla Oro y Paz, è stata l’unica volta nella mia carriera che ho visto così tante persone, sia alla partenza che lungo tutto il percorso. Ricordo che dopo la tappa anche i pullman non riuscivano a passare perché c’era una calca di gente davanti al podio dove stavano premiando Rigoberto Uran. La seconda invece ero al Giro d’Italia, nella tappa con partenza da Catania. Nei due chilometri di trasferimento non vedevi uno spazio libero, i tifosi erano disposti anche su tre file, persino in gruppo si avvertiva il calore”.

Tra poco inizierai la stagione, cosa ti aspetti da questo nuovo anno?

“Inizio con il Trofeo Laigueglia. La preparazione che ho seguito durante l’inverno è stata incentrata soprattutto per avere il picco di forma in aprile e maggio, sperando di partecipare al Giro d’Italia. Dal 2019 mi aspetto una conferma e un miglioramento delle mie prestazioni. Mi piacerebbe essere protagonista non solo nelle corse a tappe, prendendo parte alle fughe, ma anche nelle gare da un giorno. Il mio obiettivo poi, come penso tutti i ragazzi che militano in una Professional, è quello di andare in una squadra W.T.”.

Abu Dhabi Tour 2018 – 4th Edition – 4th stage Al Maryah Island stage Al Maryah Island – Al Maryah Island 12,6 km – 24/02/2018 – Alessandro Tonelli (ITA – Bardiani – CSF) – photo Roberto Bettini/BettiniPhoto©2018

 

Quando hai iniziato a pedalare?

“Ho cominciato, un po’ per gioco, a sei anni da G1. Mia mamma era convinta che avrei scelto il calcio e invece un amico di mio nonno, che era vicepresidente alla squadra del Bornato, mi ha chiesto se volevo provare con questo sport e ho accettato. Ricordo che la prima gara son caduto ma l’importante è stato rialzarsi e continuare. Da qui è nata la mia passione per il ciclismo che attualmente è diventato anche il mio lavoro”.

Che tipo di corridore sei?

“Sono un passista scalatore che non tiene molto sulle salite troppo lunghe. In pianura me la cavo, ma non ho lo spunto veloce per un eventuale sprint. Posso giocarmi le mie carte soprattutto in un gruppetto o cercando di entrare nelle fughe. Dalle mie prestazioni ho capito di aver tanta resistenza e so che, quando la corsa diventa più dura, allora riesco a tirar fuori le mie doti. Vincere fa gola sempre, ma bisogna anche trovare la propria dimensione. Forse mi risulterebbe più facile capire che tipo di corridore sono, centrando il salto in una squadra World Tour”.

Come ti alleni quando non sei via per le gare?

“Ho sempre un lavoro, pianificato dal preparatore Claudio Cucinotta, da rispettare per gli allenamenti. Quando sono a casa sono molto abitudinario. Vivendo a Bornato, un paesino della Franciacorta, spesso pedalo sulle strade vicine al Lago d’Iseo. Ho tutto quello che posso desiderare: pianura, collina e salita. Difficilmente vado da altre parti, anche perché il problema principale per un ciclista oggi è il traffico. A volte, poiché abitano vicini, condivido gli allenamenti con Andrea Garosio e Nicolas Marini. Entrambi erano miei compagni da dilettanti ai tempi della Zalf assieme a Gianni Moscon”.

Giro d’Italia 2018 – 101th Edition – 13th stage Ferrara – Nervesa della Battaglia 180 km – 18/05/2018 – Alessandro Tonelli (ITA – Bardiani – CSF) – photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

 

Quando non pedali, cosa ti piace fare?

“Quando sono a casa, nel poco tempo libero che mi rimane, do una mano a tagliare la legna e l’erba del prato. Con gli amici alcune volte usciamo con una piccola barca, nominata da Matteo Bono “vasca da bagno”, a far un giro sul lago. Da piccolo andavo, più che altro per far passare il tempo, anche a pescare. Mi piace molto camminare in montagna e ogni anno ho la tradizione con mio papà di salire sul Guglielmo. Infine, mi diverto a girare con la mountain-bike. Questi due hobby mi aiutano molto anche per la preparazione invernale”.

Se ripensi a tutti questi anni, che cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto il ciclismo?

“Il ciclismo mi ha dato tante amicizie. Ho un bel rapporto con un amico che correva con me già da G1 e con Matteo Bono che, purtroppo, ha deciso di appendere la bici al chiodo lo scorso anno. Penso che l’amicizia nata negli ambienti del ciclismo sia molto più solida del solito. Però ho dovuto far molti sacrifici quando ero giovane e rinunciare molte volte alle cose che i miei coetanei normalmente facevano, ma ne è valsa la pena. In quanto alle corse non penso che il ciclismo mi abbia tolto qualcosa, ovviamente ripenso al passato ma non ho rimpianti. Uso gli errori come base per poter migliorare e andare avanti. Mi piacerebbe arrivare a realizzare il mio più grande sogno: vincere il Lombardia”.

A cura di Davide Pegurri Copyright © INBICI MAGAZINE

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