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ANSIA E PAURA DI UN NEGOZIANTE


In tempo di corona virus la piccola impresa soffre nell’incertezza del domani.

Si chiama Davide Morelli, ma tutti a Cesenatico lo conoscono come “Davide di Sport Bike”.

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Santarcangiolese di nascita ma cesenaticense d’adozione, Davide – classe 1969 – entra nel mondo del commercio di Cesenatico nel lontano 1993.

“Quando ho iniziato questa grande avventura, che poi è diventata la mia vita, avevo solo ventitré anni, correvo in mtb e mi allenavo tutti i giorni. Inizialmente mi occupavo di vendita e riparazione sia di moto che di bici, poi la passione per la bicicletta da corsa è cresciuta in maniera vertiginosa, coinvolgendo sia gli uomini che le donne.

Le richieste da soddisfare erano sempre maggiori, così ho deciso di abbandonare le moto portando avanti e specializzandomi solo nel segmento bicicletta. Nel 2015 la Sport Bike si è spostata sulla Statale Adriatica al civico 2197. Ci siamo trasferiti in un negozio più grande permettendoci di ampliare i servizi e di allargare gli spazi espositivi. Nel nuovo negozio abbiamo creato anche un piccolo angolo ricreativo con un tavolo che è sempre colmo di pietanze portate ogni giorno dagli amici che frequentano il negozio, riviste sportive e da un distributore di bevande calde.

Da sx Davide Morelli con Attilio Pierantoni e Filippo Renato Baldassari
 

Perché Sport Bike non è solo un negozio specializzato nella vendita di biciclette e di accessori annessi, ma è diventato negli anni un ritrovo, un centro ricreativo dove tutti passano la sera dopo il lavoro, dove entri a cavallo della sella della tua amata bici per far sentire al meccanico quel cigolio sospetto, dove si chiacchiera, si ride, ci si prende in giro dandosi dei nomignoli affettuosi e goliardici come ‘garnadone’ o ‘fenomeno’. Ci scambiamo opinioni sui nuovi telai, ruote di ultima generazione, sull’integratore con più proteine, sul pantaloncino che ha il miglior fondello, sulla fatica provata su per quella salita così dura”.

“Da ormai tredici anni Attilio Pierantoni e Filippo Renato Baldassari, i miei soci, sono entrati a far parte di questa grande famiglia e, tutti e tre, condividiamo la passione per questo mondo che ci fa lavorare anche 12 ore al giorno pur di soddisfare i nostri clienti, molti dei quali diventati con il tempo cari amici. Alcuni – prosegue Davide – hanno scoperto la loro passione assieme a noi dal lontano 1993, altri sono stati per noi dei ‘nonni’ che ci hanno cresciuto con la loro saggezza e qualcuno ci è stato portato via da un triste destino. Grazie alla Nove Colli ci siamo fatti conoscere anche da ciclo-amatori di tutto il mondo che, ogni anno a maggio, tornano a trovarci e a fare acquisti da noi. Ognuno ci saluta nella propria lingua, con il proprio dialetto e con il sorriso compiaciuto del ritrovarsi”.

Ma quel ritrovo colorato, sempre rumoroso e confusionario, oggi è irriconoscibile: “Dal 12 marzo – spiega Morelli – le nostre serrande sono abbassate. Siamo sempre presenti sui social con Instagram e Facebook, rimaniamo in contatto telefonicamente con tanti, parliamo e ci scambiamo impressioni. Ma è chiaro che l’officina è un’altra cosa. Dalle ultime ordinanze ci è stato concesso di ripartire con le riparazioni, effettuando ritiro e consegna a domicilio della bici. Possiamo spedire gli articoli ordinati e offrire assistenza telefonica. Ci sembra un modo per sopravvivere e per tenere viva quella passione che, da un giorno all’altro, ci hanno negato. Riceviamo ogni giorno attraverso Whatsapp foto dei nostri atleti che si allenano sui rulli nel giardino di casa, sul terrazzo o in camera da letto. Noi ciclisti, si sa, siamo disposti a tutto pur di non perdere l’allenamento e il ‘gambone’, senza trascurare la moglie ovviamente. In questo caso come non mai vale il detto che ‘vincere non è sorpassare gli altri, ma superare se stessi’. Ora, sui rulli, possiamo solo darci questo obiettivo, stabilendo magari il nostro tempo migliore”.

Per Sport Bike, come per tanti negozianti del settore, è un momento di disperazione, di incognite e di paure: “La paura del contagio esiste e quindi abbiamo già studiato un modo per modificare i nostri spazi di lavoro rendendoli sicuri e protetti. E, come altri commercianti di Cesenatico, ci siamo già messi in sicurezza, così non appena ci daranno il via saremo pronti per riaprire. Passano però le settimane e passano i mesi e, ogni giorno di più, cresce il timore di non riuscire a sostenere le numerose spese. Siamo ostaggi della smania di tornare al lavoro, carichi della voglia di compiere quei gesti quotidiani che, ripetuti negli anni, sarebbero per noi fattibili anche ad occhi chiusi. Sento il rumore del compressore che gonfia la camera d’aria, la catena che, consumata, sgrana sui pignoni, il cigolio del manettino del cambio. Mi manca tanto il mio lavoro e, anche se la sera torno a casa sempre sporco di grasso e stremato dalla fatica, spero che questa clausura termini il prima possibile per tornare alla normale quotidianità che mai come in questo periodo mi è sembrata tanto bella e preziosa”.

Non posso fare altro che aspettare – conclude Davide – ma, appena potremo, una sera, attorno al nostro tavolo e magari davanti ad una bottiglia di vino brindando al ritorno alla normalità, ci inventeremo un telaio nuovo che chiameremo ‘Corona’. Temo che, commercialmente parlando sarà un flop, ma sarà un modo divertente per ricordare questi giorni che ci hanno spento il sorriso, ma non la passione per il nostro splendido lavoro”.

a cura di di Melissa Sarpieri

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Un Commento

  1. Riccardo Ruggeri

    Siete grandi ragazzi! Tenete duro ancora un po’! Ci vediamo in negozio col sorriso e la voglia e la forza di ripartire!

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