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CHIARA TEOCCHI

CHIARA TEOCCHI



Una stagione da urlo ed un sogno nel cassetto: “Tramutare la mia passione in lavoro”

 

 

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E’ il volto nuovo del fuoristrada italiano a livello femminile. Giovanissima e brillante, potente e completa, ha inanellato una serie di successi difficilmente eguagliabile, con tre maglie di campionessa italiana nel 2014. E la stagione non è ancora finita.

 

Chiara, partiamo da lontano: da dove è nata la sua passione per la bicicletta?

Tutto è iniziato grazie a mio papà Ubaldo che mi portava tutte le domeniche in giro per i boschi bergamaschi, poi – sempre grazie a lui – mi sono iscritta alla società “Pol. Sorisolese Scuola Mtb Sorisole Petosino” dove ho mosso le mie prime pedalate.

 

Per lei il termine “bicicletta” ha un significato particolare, nel senso che pratica più di una disciplina: preferisce il cross o la mountain bike?

Non c’è una preferenza vera e propria ed io mi impegno in tutte e due le specialità in ugual modo. Di sicuro per me la mountain bike è più spettacolare per i percorsi ma anche il cross negli ultimi anni mi sta piacendo tantissimo.

 

L’ex campionessa del mondo junior di mountain bike (Pauline Ferrand Prévot, n.d.r.) da due anni si diverte su strada, con ottimi risultati, a cominciare dal secondo posto al Giro d’Italia femminile: mai affascinata da questo mondo?

Sì, infatti ho partecipato anche al campionato italiano a Varese di quest’anno entrando nella fuga principale della gara fatta da me e Sofia Bertizzolo. Poi però ci hanno ripreso al penultimo giro, ma comunque ho potuto concludere in nona posizione.

 

 

Chiara Teocchi in azione con la maglia della nazionale azzurra

 

Umanamente come possiamo inquadrare Chiara Teocchi?

Sono una ragazza socievole e aperta, determinata al punto che quando voglio qualcosa la ottengo con sacrificio e devozione e se non riesco ad ottenerla non mi scoraggio. La mia filosofia è: ‘se qualcosa va male il corpo e la mente non devono risentirne!’.

 

Ha un modello, un idolo sportivo?

Ne ho molti, ma dico tre nomi: Paola Pezzo, grande atleta che ha reso famoso il mountain biking italiano nel mondo; Marianne Vos campionissima a 360°, il terzo è Felice Gimondi, ovvero il mio presidente nonché grande corridore del passato.

 

Veniamo a questo splendido 2014: tre maglie tricolori, tre specialità diverse. Partiamo dalla prima, ottenuta nel ciclocross, che ricordo conserva?

E’ stata una rivincita dopo la sfortuna dell’anno precedente e la ciliegina sulla torta a coronamento di una bellissima stagione.

 

La seconda è arrivata nella MTB a Gorizia ai campionati italiani XCO, forse quella più facile, o meglio quella nella quale era assolutamente favorita?

Anche in questo caso è stato il coronamento di una stagione stupenda che mi ha visto quasi sempre protagonista.

 

 

La felicità di Chiara  

 

 

L’ultima è arrivata in una specialità giovane (anche se negli anni 90 esisteva il campionato italiano di velocità, molto simile, n.d.r.), ma è arrivata a livello assoluto, per giunta davanti alla migliore azzurra di specialità Anna Oberparlaiter. Se lo sarebbe mai aspettato un successo del genere?

Sinceramente no, ma devo ammettere che è stato il frutto di una buona programmazione culminata con allenamenti mirati proprio nella settimana precedente.

 

Lei ha chiuso al quinto posto l’Europeo di S. Wendel: a questo punto i riflettori sono puntati su di lei al mondiale di settembre in Norvegia. Cosa si aspetta dalla manifestazione iridata?

Prima del campionato del mondo parteciperò alle Olimpiadi Giovanili che si terranno a Nanchino in Cina, poi tenterò di ottenere anche in Norvegia un buon risultato, per chiudere la stagione col sorriso.

 

 

Lei corre nel team Bianchi, vero e proprio marchio storico del ciclismo e della Mountain Bike, l’organizzazione, la logistica il mezzo tecnico e il preparatore sono tutti di primo livello. Ne parliamo?

Di sicuro la mia squadra è fondamentale per me, è come una seconda famiglia: tutto il team mi tratta in maniera favolosa e quando sto con loro mi sento come a casa! Parlando del mio mezzo, beh c’è poco da dire, definirei la mia bici con un aggettivo “fantastica”: con la mia Bianchi Methanol 27.5 mi trovo a mio agio su qualsiasi terreno e in qualsiasi situazione.

 

Ultima domanda, la più bella: qual è il suo sogno?

Il mio sogno è di trasformare la mia passione in un probabile lavoro.

 

 

Fonte  PAOLO MEI Copyright © INBICI MAGAZINE

 

 

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