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CICLISMO IN LUTTO 6

CICLISMO IN LUTTO



Stefano Pietrobon stroncato da un malore sulla salita di Ranco: inutili i soccorsi dei compagni d’uscita. Aveva dovuto rinunciare all’agonismo per problemi al cuore. Sabato a sciare con i genitori a Champoluc

 

RANCO – Arresto cardiaco mentre si allena in bicicletta: muore diciannovenne di Albizzate. Stefano Pietrobon, si è sentito male poco dopo le 10.15 di ieri mattina, mentre con il gruppo giovani della Velo Club Cassano Magnago, squadra dove era cresciuto sin da bambino nutrendo la sua passione per i pedali, affrontava via Castello. La chiamano la “salita di Ranco”. Lì Stefano, Stefanino per chiunque lo conoscesse, ha avuto il malore fatale. Dall’ammiraglia che chiudeva il gruppo si sono immediatamente resi conto che il ragazzo era in difficoltà, bloccando tutti. Stefano non è caduto sull’asfalto: è stato preso tra le braccia del personale della Velo Club che gli ha prestato i primi soccorsi. Nel frattempo il 118 ha inviato sul posto automedica e ambulanza: medici e personale infermieristico, con il defibrillatore, hanno cercato di rianimare il ragazzo per sessanta minuti.

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Tanto grande quanto fragile

 

Stefano non si è mai ripreso e il suo cuore, tanto grande, questa volta l’ha tradito davvero. Quando è arrivato all’ospedale di Angera il diciannovenne era morto. Un destino che si è incrociato da sempre con quello di Alessandro Giani, il giovane cassanese di 18 anni, morto il giorno di Natale in seguito a una drammatica caduta avvenuta nell’ex carteria Mayer di Cairate. Stefano e Alessandro sono stati amici da sempre. Entrambi avevano iniziato nella Velo Club Cassano Magnago, poi erano passati alla Fagnano Nuova. Stefano però l’avevano fermato dopo due gare: il suo cuore aveva un problema. Un problema che l’aveva costretto a un’operazione e alla rinuncia del ciclismo a livello agonistico. Adesso aveva ottenuto il permesso medico di pedalare, non di gareggiare. Ed era rimontato in bici da “amatore”.

 

Con un gruppo di “piccoli”

 

Non era tesserato del Veloclub e ieri mattina si è unito al gruppo per farsi la gamba. Un gruppo, tra l’altro, con ragazzi più piccoli di lui, con un andatura che Stefano avrebbe potuto reggere senza sforzi e con il consenso dei medici. Pare che ogni volta che pedalasse lo facesse per ricordare l’amico Alessandro. Sabato Stefano era a Champoluc con la famiglia. Sciava sulle piste innevate. Ha voluto tornare a casa prima dei genitori proprio per poter uscire in bicicletta. Su quella salita due destini si sono incrociati ancora una volta in modo del tutto innaturale. I familiari del ragazzo sono stati immediatamente avvisati dell’accaduto dalle autorità. Sono tornati immediatamente da Champoluc per riabbracciare ancora quel figlio dal cuore enorme ma troppo debole. Accanto a loro tantissimi amici, accanto a loro anche i genitori di Alessandro.

 

Ai familiari le condoglianze di tutta la redazione di inbici.net e iNBiCi magazine

 

 

Simona Carnaghi

www.laprovinciadivarese.it

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