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foto R. Kiaulehn

CICLOTURISMO. TRENTINO ALTO ADIGE, LA PRECEDENZA AI CICLISTI

Il Trentino è la capitale del turismo eco-sostenibile. Dalle Dolomiti al Lago di Garda, alla scoperta di quattrocento chilometri di pista ciclabile naturale.

Una cultura bike-friendly, dove il cicloturista si sente sempre “a casa”. Un territorio da sempre accogliente per la cosiddetta “utenza debole” in virtù di una segnaletica sempre ben curata, percorsi adatti anche alle famiglie con bambini e “bicigrill” disseminati lungo la strada dove sorseggiare un caffè, gustarsi uno snack o controllare la pressione delle gomme. E ovviamente dei paesaggi da cartolina dovunque si posi lo sguardo.

Sono questi gli ingredienti della via trentina al turismo eco-sostenibile, un percorso riservato ai turisti su due ruote che si snoda per oltre quattrocento chilometri e che permette di attraversare tutta la regione sui pedali, dalla città di Trento a quella di Rovereto, dalle Dolomiti di Brenta (Patrimonio Unesco) al Lago di Garda.

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Gli itinerari sono studiati per assecondare tutte le esigenze. Dalle mitiche salite percorribili con bici da strada o mountain bike che si inerpicano sulle pendici del Monte Bondone (erta dedicata alla memoria di Charly Gaul) alla pista ciclabile che attraversa la Valle dei Laghi qui trovano il loro “habitat naturale” sia il ciclista esperto che cerca la salita impegnativa sia il neofita che vuole semplicemente godersi una corroborante passeggiata con il vento fra i capelli.

Si pedala fra i campi di mele o fra i vigneti, nei centri urbani o lungo i boschi, in riva ai laghi o costeggiando l’Adige, su percorsi il cui grado di difficoltà è ben segnalato dai cartelli che aiutano il ciclista ad orientarsi e a capire se le difficoltà da affrontare sono eccessive o adeguate. Tanti tracciati, con mille caratteristiche differenti, ma accomunati da un’unica peculiarità: permettono di vivere questa esperienza in totale sicurezza.

E se la stanchezza accumulata dovesse essere eccessiva tornare al punto di partenza non sarà un problema grazie alla fitta rete di trasporti pubblici che consente, ovunque vi troviate, di trasportare le biciclette con facilità.

a cura della redazione iNBiCi magazine

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