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CLAUDIO FANTINI: VENT’ANNI DA RICORDARE


Claudio Fantini, patron di Sportur, racconta genesi e prospettive della manifestazione cervese: “Quest’anno il fiore all’occhiello sarà Alex Zanardi”

 

L’anno della genesi è il 1996, quando Claudio Fantini – uno degli imprenditori turistici più avanguardisti della costa romagnola – dopo aver “importato” anni prima il beach volley sulle spiagge della Riviera (un sacrilegio, a quei tempi, sottrarre la battigia agli ombrelloni!), decise di puntare su un nuovo filone. Spigolando, come sempre, tra sport e turismo, saldando la passione con le ricerche di mercato, Fantini ebbe un’intuizione che – col senno di poi – si rivelò vincente: “Puntiamo sul ciclismo amatoriale”.

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Negli anni in cui – Nove Colli a parte – le Gran Fondo non erano così inflazionate, Fantini costruì – pettorale dopo pettorale – quella che oggi rappresenta, per numeri e qualità, una delle manifestazioni ciclo-amatoriali più importanti d’Italia. E, come nel suo stile, abbinò all’evento sportivo un ricco campionario di servizi ed eventi collaterali, “perché – come ama ripetere – è giusto pensare ai ciclisti, ma è doveroso non dimenticare le loro famiglie”.

 

Fantini, ne é passato di tempo da quel 1996…

“Sì, abbiamo fatto tanta strada e oggi, vent’anni dopo, possiamo dire che i nostri sogni si sono realizzati. Siamo partiti come pionieri di un format che, in quegli anni, aveva pochi riferimenti. Oggi la Gran Fondo Selle Italia – Via del Sale è una delle manifestazioni più apprezzate del calendario granfondistico nazionale. Un risultato affatto scontato, che abbiamo ottenuto, anno dopo anno, con la costanza di un lavoro che, ci tengo a precisare, ci impegna duramente 365 giorni l’anno”.

 

Decisiva, in quegli anni, la collaborazione fra Sportur e la Società Ciclistica Cervese…

“Sì gli Aquilotti ci fornirono tutto il know-how necessario per cominciare quell’avventura. Poi, nel corso degli anni, abbiamo aggiunto nuove idee”.

 

Ad esempio?

“In base alla mia esperienza turistica, sapevo che per fidelizzare il ciclista bisognava offrire dei servizi innovativi e di qualità. E così siamo stati i primi ad introdurre il ‘Pasta party’. Inoltre, in quegli anni, le Gran Fondo si preoccupavano esclusivamente dell’organizzazione della corsa, dimenticandosi che, molto spesso, l’atleta arrivava il giorno prima in compagnia di moglie e figli, che non potevano trascorrere tutto il tempo ad annoiarsi dietro le transenne. Era necessario quindi organizzare alcune attività anche per le famiglie. Oggi la Selle Italia – Via del Sale non è solo una Gran Fondo, ma un evento di tre giorni che propone un calendario eventi calibrato per le esigenze di tutti”.

 

E’ per questo che le iscrizioni sono sempre aumentate?

“Per la verità, anche il mondo delle Gran Fondo ha risentito della crisi economica e dunque, anche noi, abbiamo avuto anni interlocutori. Nelle ultime edizioni, però, il trend è positivo e i partecipanti sono tornati a crescere. Da qui l’idea di introdurre il ‘numero chiuso’, ovvero fermarci a 4500 pettorali per garantire servizi sempre più puntuali e qualificati”.

 

 

 

 

Negli ultimi anni le Gran Fondo sono spuntate come funghi. Come valuta il proliferare di tante manifestazioni?

“Mah, l’unica cosa che posso dire è che, se io dovessi partire oggi, ci penserei molto bene prima di imbarcarmi in questa avventura. Certo, dal punto di vista del ciclista, avere tante alternative in un fine settimana può essere stimolante. Ma organizzare una Gran Fondo è un’impresa molto complessa, che richiede un impegno costante ed un notevole dispendio di energie e di risorse”.

 

Lo scorso anno, anche in omaggio all’Expò, il tema dell’edizione fu il cibo. Quest’anno parlerete di…

“Abbiamo scelto una parola, che è anche un impegno: condivisione. E’ un concetto che ben interpreta i valori della partecipazione e dell’aggregazione che, in fondo, sono sempre stati alla base della nostra rassegna. Vogliamo soffermarci sul piacere di condividere piccole e grandi cose di questa esperienza. Ad esempio, condividere il piacere di una pedalata o di una colazione. A tal riguardo, ricordo che, quest’anno, prima della corsa, su viale dei Mille, offriremo una prelibata colazione a tutti i partecipanti. Sarà un modo semplice, ma mi auguro gradito, per riflettere sull’importanza dello stare insieme”.

La Gran Fondo ha sempre avuto un occhio di riguardo per la beneficenza. Quest’anno dove destinerete i vostri fondi?

“Avremo il piacere di avere come ospite Alex Zanardi, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, la cui esperienza di vita rappresenta, già di per sé, un prezioso messaggio di speranza. Doneremo parte dei nostri introiti alla sua associazione Bambini in gamba”.

 

Quali saranno le grandi novità dell’edizione 2016?

“Ce ne saranno tante e, in parte, le ho già anticipate. Un momento molto significativo sarà la Cena di Galà del venerdì sera che, quest’anno, si svolgerà nella suggestiva cornice dei Magazzini del Sale. Sarà un momento emozionante, nel corso del quale rievocheremo vent’anni di storia, soffermandoci in particolare sulle prime edizioni, compresa quella del 2005 ammantata da un velo di tristezza per la morte il giorno prima di Papa Giovanni Paolo II. Avremo un filmato che ci accompagnerà in questo poetico viaggio a ritroso nella storia della Gran Fondo. Invito tutti a prenotare in anticipo perché, alla presenza di grandi personaggi del ciclismo di oggi e di ieri, sarà una serata indimenticabile”.

 

Confermato anche il campionato riservato alle forze dell’ordine?

“Sì, al quale lo scorso anno abbiamo aggiunto il campionato dedicato ai medici. Quest’anno, invece, avremo anche una classifica speciale riservata ad avvocati, notai e magistrati”.

 

La Gran Fondo sembra sempre più proiettata verso i mercati esteri…

“E’ un’impressione corretta perché, in effetti, tra i nostri obiettivi prioritari c’è proprio l’internazionalizzazione. Ci stiamo aprendo verso nuovi mercati turistici, penso al Canada, agli Stati Uniti e all’Asia, dove il ciclismo amatoriale è in vigorosa espansione”.

 

L’ente pubblico, in queste azioni di marketing turistico, vi sta vicino?

“I Comuni hanno evidenti problemi di risorse e operano in regimi di grandi ristrettezze economiche. Devo dire però che il rapporto con la nuova amministrazione, formata da gente giovane e dinamica, è ad oggi di grande collaborazione. E dunque, almeno sul piano della logistica, l’amministrazione ci sta venendo incontro”.

 

Quest’anno celebrate l’edizione del ventennale. Ma lei, che è abituato a ragionare sempre in prospettiva, come vede la cinquantesima edizione della Gran Fondo Via del Sale?

“Secondo gli studiosi, in futuro la gente lavorerà sempre meno e dunque avrà più tempo a disposizione. Dunque, fra 30 anni, non mi pare da visionari pensare ad un’edizione con 50mila partecipanti. Immagino una kermesse sempre più globale, con cinesi, indiani ed africani. Ma ciò che mi auguro è che rimanga sempre intatta la passione genuina che contraddistingue, da sempre, tutti gli appassionati di ciclismo”.

 

fonte  redazione iNBiCi magazine febbraio 2016

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