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CORONAVIRUS, ALTRI 5 CICLISTI DENUNCIATI

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Nella giornata di ieri, giovedì 12 marzo, 5 ciclisti in Abruzzo sono stati denunciati dalle autorità per aver violato il decreto del Governo #iorestoacasa, il quale, secondo le interpretazioni, impedirebbe ai ciclisti non agonisti di allenarsi in bicicletta e più in generale di prendere la bici per degli spostamenti.

Il decreto del Governo, infatti, non vieta esplicitamente lo sport all’aria aperta, ma è nato per evitare che possano essere creati dei gruppi di persone. Resta comunque un problema di fondo: vale davvero la pena uscire in bicicletta, sottoponendosi al rischio di fare incidenti e di ritrovarsi ad occupare un posto in ospedale che spetterebbe a chi magari è stato infettato dal Coronavirus?

Guarda il video

Secondo quanto riportano fonti locali, cinque ciclisti amatori si stavano allenando nella zona della provincia di Chieti, e sono stati fermati dalle autorità competenti. I ciclisti non hanno fornito una spiegazione utile che abbia giustificato la loro uscita dal comune di appartenenza, come può essere una ragione lavorativa o di salute, quindi la polizia ha provveduto alla denuncia.

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Ricordiamo che, sulla base della normativa, per chi trasgredisce il decreto #iorestoacasa è prevista una reclusione in carcere di almeno 3 mesi. Diversi episodi spiacevoli sono accaduti già due giorni fa, quando un biker è finito a terra nel bosco, richiedendo l’impiego del 118 per fornirgli le cure sanitarie, oltre ad altre denunce per uscite ingiustificate.

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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7 Commenti

  1. Buongiorno a tutti, oggi sono uscito dal lavoro e rientrando verso casa ho preso la strada più lunga di tre km, quella più corta 90% senza pista ciclabile, avdvo con me l autocertificazione, è giusta la contravvenzione?

  2. noooo non ci siamo propio !!!!
    sono un ciclista , da 30 anni ho fatto gare ecc è la mia piu grade passione è il ciclismo
    …..ma non capire che siamo in una situazione pericolosissima persone che in ospedale fanno orari pazzeschi rischiano la propria vita x noiiiiii tutti gli sport a livello mondiali sono fermi voiiiii amatori (io compreso)del cazzo senza nemmeno sapere andare in bici pretendete giudicate…. non capite cosaaaaaaaaa!!!!!!!!
    state a casa se non sapete cosa fare lavate quelle bici di merda e non vi lamentate perche vi state annoiando ci sono persone che stanno male…….e si ammala per aiutarci curarci !!!

  3. La circolare del 12 Marzo del Ministero dell Interno stabilisce chiaramente che l’attività motoria e sportiva all’aria aperta, rispettando la distanza interpersonale di 1 metro, rientra fra le cause di necessità per poter uscire di casa e per passare da un comune a un altro. Di conseguenza, se fermati da tutori della legge, fate presente che esiste questa circolare e che loro non possono ne multarvi ne denunciarvi ne tantomeno intimarvi di rientrare a casa. Questo ovviamente fintanto che mantenete una distanza opportuna di un metro e non costituite assembramento. Ricordatevi anche di portare documento di identità e autodichiarazione, io per andare sul sicuro porto anche una copia della circolare da esibire ai Pubblici Ufficiali più solerti. Purtroppo questa situazione non durerà due settimane, forse neanche due mesi, non poter uscire per una passeggiata o una pedalata è inaccettabile.

  4. Perchè se cadi occupi posto letto all.ospedale. ma non ci arrivi da solo. Sveglia che la mamma ha fatto i gnocchi

  5. Ho letto il dpcm dell’8 marzo e quello del 9 marzo 2020. Da una parte si vietano gli spostamenti, salvo quelli di necessità, ad esempio per la spesa e si impone di andare nello stesso comune. Ma solo per gli spostamenti di necessità. Poi la norma specifica che si può fare attività sportiva all’aperto. Il dpcm 8 marzo dice che non si può uscire dai territori considerati zona rossa. Ora il punto è : il giro in bici come sport non può essere considerato spostamento necessario. Quindi non dovrebbe essere tollerato nemmeno all’interno del proprio comune. Se invece è considerato come sport e non come spostamento, non vige la regola dello spostamento di necessità all’interno dello stesso comune ma quello della regola generale del divieto di uscita dalla zona rossa, che ovviamente ora è tutto il territorio italiano. Essendo parecchio chiara la normativa il dubbio che mi sorge è : non sarà per caso la solita volontà di fare cassa?

  6. È una vita che vado sul lavoro con la bicicletta e continuerò a farlo

  7. Ma perché la passeggiata nel parco si è in bici no?
    Se si resta all’interno del territorio comunale e si mantiene la distanza di sicurezza, qual’è la differenza?

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