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DA ROVERETO A CAPO NORD IN SELLA PER PERCORRERE 4 MILA CHILOMETRI. L’AVVENTURA DI ROBERTO FAVARO


Roberto Favaro, 42 anni di Spresiano, aveva fatto il corridore con il Villorba elle categorie dagli esordienti agli juniores.  Una carriera ciclistica non esaltante, qualche piazzamento, qualche volata ma nulla di che. Poi era arrivato il momento di scendere di sella e dedicarsi al lavoro. 

A Spresiano ha aperto la sua attività artigianale di impianti elettrici e il tempo era volato. Ma si sa, i corridori restano corridori nella testa e ad un certo punto, otto anni fa è ritornato prepotente il desiderio di risalire in sella. Ma non per correre tra i cicloamatori come succede a molti suoi coetanei, bensì per affrontare sfide con se stesso. 

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Mentre esce questo articolo Roberto Favaro sta pedalando per arrivare a Berlino. E’ partito sabato scorso da Rovereto per affrontare, assieme ad altri trecentoventi  coraggiosi arrivati da tutto il mondo in rappresentanza di ben quaranta nazioni la lunga pedalata di 4mila chilometri per arrivare a Capo Nord: “Una follia, un modo per rimanere soli con se stessi – racconta Roberto mentre frena lungo una strada sterrata per rispondere alla nostra chiamata -. E’ un viaggio dentro se stessi, un ritrovarsi, conoscere posti nuovi, affrontare una sfida con se stessi e conoscere altri folli che la pensano come noi. 

La bicicletta è vita, divertimento, passione, mezzo di trasporto”. Fra Monaco di Baviera e Berlino, Roberto Favaro segue una traccia con il gps fornita dall’organizzazione della Cape North 4000, il tutto lungo strade sterrate e ci racconta: “Attraversiamo tutta l’Europa e ben sei nazioni, prenderemo due traghetti per arrivare dalla Svezia alla Finlandia e alla Norvegia. Di italiani non siamo tantissimi forse una cinquantina. 

Come mi è nata questa idea? Mi è venuta per mettermi alla prova. Ho iniziato con percorsi più corti, affrontando due “trail Italy divide” ovvero una corsa senza supporto. Si parte da un punto e si arriva ad un altro. L’organizzazione ti fornisce una traccia e vieni monitorato lungo tutto il percorso grazie a un dispositivo gps e ti seguono lungo la strada. In caso di emergenza c’è un pulsante sos per essere rintracciati. Nel mio caso ho partecipato alle corse che partivano da  Pompei per arrivare a Torbole sul Garda, nel 2019 e 2021.
Ho percorso 1300 km. girovagando su strade sterrate lungo gli Appennini senza classifica, non c’è una premiazione, ognuno percorre il tracciato alla sua maniera: ci si ferma di notte per chi vuole e ci sono quelli che tirano senza fermarsi”. Classe 1980 Roberto Favaro ha corso appunto nel settore giovanile del Villorba. Ricorda vagamente qualche compagno di squadra come Manuel Vacillotto, Breda e De Biasi passato dallo Spercenigo al Villorba. Ma ora il suo obiettivo è arrivare a Capo Nord: Dovrei arrivare entro il 10 agosto. 

Il mio obiettivo è percorrere i 4mila chilometri dai 15 ai 17 giorni calcolando anche gli orari dei traghetti e le eventuali sfortune in bici, come forature o altro. Ad esempio il primo giorno abbiamo dovuto fare i conti con il meteo, sul Resia abbiamo incontrato pioggia temporale e non riuscivamo ad avanzare. Ogni giorno pedalo per circa 250 chilometri, lungo la strada si fa conoscenza di altri atleti, siamo attrezzati con il minimo indispensabile, delle borse con dei cambi, sacco a pelo leggero in caso di fermata sotto le stelle. Io preferisco fermarmi in qualche struttura per una doccia veloce, una cena e qualche ora di riposo in un letto. Poi sveglia alle 3 e mezza e si risale in sella alle 4,30.

Dobbiamo arrivare a Capo Nord entro 22 giorni, o non si fa più parte dell’evento. Al centro visitatori di Casco Nord ci aspettano i responsabili dell’organizzazione per metterci l’ultimo dei cinque timbri di transito da Rovereto, Monaco di Baviera, Berlino, Stoccolma, Rovanievi ovvero il Villaggio di Babbo Natale e infine Capo Nord. 

Pedalando dalle 4,30 del mattino sino alle 8 di sera si pensa un pò a tutto e a niente. Dopo tre giorni stacchi completamente la spina. Un senso di libertà incredibile. Il mio pensiero fisso? Arrivare a capo Nord e farmi la foto sul globo che poi vi manderò” 

a cura di Tina Ruggeri Copyright© InBici Magazine ©Riproduzione Riservata

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