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DANIELA PASSALACQUA

DANIELA PASSALACQUA



Botta e risposta con una delle Granfondiste italiane più forti in circolazione: solida in salita, irresistibile alla distanza. proviene dall’atletica, ma dal 2005 ha ceduto al fascino delle due ruote

 

 

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Daniela, lei fa parte di quella categoria di atleti che hanno incominciato relativamente tardi l’attività ciclistica agonistica…

E’ vero, nel mio caso ho scoperto le due ruote dopo un infortunio causato da una caduta da cavallo. Era questo l’altro sport che ho sempre amato e praticato, ovvero il salto ad ostacoli. Cominciai a pedalare per riabilitazione ed eccomi qui!

 

E’ stato uno svantaggio iniziare relativamente tardi l’attività ciclistica?

No, in quanto mi sono resa conto subito di essere molto portata per il ciclismo. Merito anche del mio compagno, che praticava questo meraviglioso sport.

 

Ricorda la prima gara?

Certamente! Fu la Gran Fondo delle Alpi Apuane, vicino a casa. Chiusi al secondo posto in volata, era il 2007.

 

E la sua prima vittoria?

Arrivò presto, alla seconda Gran Fondo, denominata Colli di Luni, sempre nel 2007. Fu faticosissimo, dovetti recuperare terreno nei confronti delle avversarie più esperte che si erano avvantaggiate nelle porzioni iniziali di gara. Recuperai in salita e vinsi. Fu bellissimo.

 

Da quel giorno le sue esperienze si sono evolute e le sue vittorie si sono moltiplicate. Qual è la vittoria che ricorda con maggior soddisfazione?

Sicuramente il campionato del mondo per amatori del 2012: ancora oggi è la vittoria a cui tengo di più.

 

La più grande delusione dal punto di vista sportivo?

In linea di massima, tutte le volte che non si vince c’è sempre un po’ di rammarico. Alla fine però, tutto fa crescere, si archivia la delusione e si va avanti. Le delusioni nella vita sono ben altre.

 

 

Alla luce dei suoi risultati, ha mai pensato “se avessi iniziato prima un pensierino al professionismo ce l’avrei fatto”?

Sì, l’ho pensato tante volte. A onor del vero, devo dire che mi è stato proposto anche ultimamente, a dispetto dell’età. Ma, come si dice, ogni cosa ha il suo tempo.

 

Si descriva tecnicamente. Che tipo di ciclista è Daniela Passalacqua?

Secondo il mio preparatore, sono abbastanza completa. In linea di massima, in funzione dell’obiettivo, riesco a prepararmi in maniera mirata e quindi a dare il meglio di me stessa su ogni genere di percorso. A livello specifico, mi definirei una buona scalatrice.

 

Ha un punto debole, tecnicamente?

Non sono velocissima, quindi il mio tallone d’Achille è senza dubbio la volata.

 

Quante gare fa in un anno?

Mediamente prendo parte ad una dozzina di Gran Fondo, oltre a parecchie corse in linea e a circuito. Queste mi servono a fare, come si dice in gergo, il “ritmo”. Diciamo che mi servono per preparare le gare più impegnative.

 

Molto importante, per una gran fondista, è la vita regolare, gli allenamenti. Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad un innalzamento generale del tasso tecnico dei protagonisti delle gare amatoriali. Ci parli un po’ di lei, dove abita, quanto si allena, che lavoro fa?

Abito a Sarzana, in provincia di La Spezia. Il clima è perfetto per praticare il ciclismo. Posso uscire anche in inverno. Insieme al mio compagno, abbiamo un’azienda di arredamento. Questa situazione mi permette comunque di trovare il tempo necessario per allenarmi.

 

 

Ha una gara che ama particolarmente?

Senza dubbio la G.F. delle cinque Terre di Deiva Marina. Sia per la bellezza dei luoghi, del percorso, sia perché si parte in salita, cosa che apprezzo molto.

 

E una che proprio non digerisce?

In linea generale quelle con troppi partecipanti e quelle con troppa pianura nella parte iniziale: a mio avviso sono troppo pericolose.

 

La incontriamo alle gare e quasi sempre lei affronta i percorsi lunghi. Come fa a pianificare la sua stagione e i suoi impegni? Segue delle tabelle di allenamento di un preparatore?

Il mio preparatore, il dottor Cipolloni, mi segue dall’inizio della mia carriera sportiva. E’ grazie a lui se riesco a portare a termine, spesso in maniera vincente, gli eventi più importanti.

 

Ci racconti la sua “giornata tipo”.

Durante l’inverno esco alle 6 del mattino per correre a piedi. In alternativa faccio i rulli sino alle 7. In pausa pranzo, meteo permettendo, esco in bici per due ore.

 

Le gran fondiste “moderne” ed evolute hanno un “gregario”. E’cosi anche per lei?

Diciamo che attualmente è indispensabile averlo. Nel mio caso, il mio gregario è il mio compagno di vita. Lo stesso con cui mi alleno quotidianamente e devo dire che per lui è… faticosissima questa “vita da gregario”.

 

Torniamo alle gare: il suo 2013 è stato frenato da un brutto infortunio, vero?

Purtroppo sì, mi sono rotta la clavicola e ho dovuto rimanere ferma per un mese.

 

E siccome, dopo un temporale esce sempre il sole, il sole per lei è ritornato alla prima gara, la Marcialonga. Ne parliamo?

E’ stata una grande soddisfazione vincere una gara così importante. Posso tranquillamente affermare che si è trattato di una vittoria inaspettata, proprio perché arrivata al rientro da un infortunio.

 

Il 2014 è già iniziato, vuole parlarci della sua squadra, del suo mezzo tecnico?

Quest’anno, squadra nuova ma vecchio amore! Sono ritornata alla A.S.D. Serravalle Cicli Santini, con cui correvo già due anni fa. Sono sicura che mi supporterà al meglio per questa stagione. La bicicletta è una fantastica BMC SLR, un vero e proprio gioiello.

 

Quali sono le sue aspettative agonistiche per il 2014?

L’obiettivo principale quest’anno è senza ombra di dubbio la Maratona dles Dolomites, che affronterò per la prima volta. Poi vorrei fare bene al campionato del mondo amatori che si terrà a Lubiana. Nel settore Gran Fondo, quasi certamente affronterò il circuito Granducato di Toscana. Inoltre, con la squadra stiamo pianificando gli altri appuntamenti.

 

Ha qualche hobbyes, al di fuori della bici?

Sì, la corsa a piedi in primis, che praticavo da giovane. Quando ho qualche momento libero, mi piace praticare l’equitazione.

 

C’è qualcuno che desidera ringraziare?

Innanzitutto il centro IMES di La Spezia, precisamente il dottor Costantino Cipolloni e l’ingegner Stefano Biaggini. Ancora, il presidente della squadra Alessandro Ricci, la Cicli Santini di Forte dei Marmi per il mezzo tecnico e l’assistenza meccanica, oltre al negozio Fitness Point.

 

fonte PAOLO MEI 

Copyright © INBICI MAGAZINE

 

 

 

 

Daniela Passalacqua  

 

 

 

 

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