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Intervista a Paolo Coin Amministratore Delegato di Padova Fiere: “Una rassegna che sapeva di bicicletta”

 

Oltre 55.000 presenze paganti alla fiera del ciclo di Padova e quasi 1800 appassionati che hanno scorrazzato al bike test di Galzignano Terme, con un grande protagonista: il gravity. Questi i numeri stratosferici di un appuntamento che in futuro promette scintille

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Che quello della bicicletta fosse ancora un settore trainante per l’industria italianalo si sapeva, ma a Padova è andata in scena una rassegna che, per mille ragioni, dovrebbe essere presa da esempio per l’intero settore.

Se lo scorso anno si parlava di divisioni nel comparto fieristico legato alla bicicletta, quello che si è visto a Padova, in occasione di Expobici, può essere riassunto con un inciso: la “vittoria del buon senso”.

 

Anche la nostra redazione, lo scorso anno, fu assai critica con le scelte fatte dai comparti fieristici delle due fazioni (Padova e Milano – Verona) che generavano un eccessivo frazionamento e quindi portavano ad una proposta ridotta in termini di aziende espositrici, scelta che le stesse redazioni straniere bollavano come inspiegabile.

Oggi, invece, possiamo parlare di un appuntamento unico nel suo genere, della fiera di riferimento in Italia e in Europa, dopo quella tedesca, ma sicuramente diversa da quest’ultima.

 

Anche i giornalisti stranieri sono rimasti allibiti dalla miriade di piccole Aziende, che proponevano prodotti innovativi e di alta qualità e che non si erano mai visti in giro per l’Europa.

La differenza, sta proprio qua: l’Italia pullula di “piccole – grandi aziende”, di realtà con una grandissima capacità progettuale e innovativa: l’Italia sforna idee tutti i giorni, su tutti i settori e lo si è visto anche in fiera a Padova, dove la piccola Azienda ha fatto la differenza.

 

Oltre 500 erano gli espositori ed oltre 55.000 i visitatori paganti, numeri impensabili fino a pochi anni fa ed ora consolidati, anzi in chiara crescita rispetto lo scorso anno.

Chi è venuto ad Expobici, può sicuramente dire che ha respirato aria di bicicletta.

Un grande evento con un afflusso inaspettato anche per Paolo Coin, Amministratore di Padova Fiere e grande appassionato di bicicletta. Sentiamo dalle sue parole, le prime impressioni su questa edizione di Expobici.

 

Buongiorno Paolo, lo scorso anno ci siamo lasciati con una speranza: quella di vedere in Italia un’unica fiera della bicicletta che unisse tutte le aziende del settore per dare un’offerta all’utente finale quanto mai completa. Oggi, in sede di bilancio, si può parlare di “missione compiuta”. La collaborazione con Aicma è stata come il nostro “governo delle larghe intese” o una collaborazione che ha messo d’accordo tutti…

 

Questo risultato dimostra che la mia tesi, a conti fatti, era quella più giusta, e cioè che l’unione, in questa delicata fase congiunturale, avrebbe giovato all’intero settore, ma anche alle due fiere. Sia dal punto di vista gestionale che economico, le due fiere hanno ottenuto un giusto riscontro, pertanto si può parlare di risultato sperato. Con Aicma abbiamo raggiunto degli accordi condivisi, da lì poi siamo partiti in quarta per mettere a punto un grande appuntamento come quello che avete vissuto.

 

Un grande afflusso, sia in fiera che al demo day di Galzignano Terme: un connubio quello tra fiera e territorio che si è dimostrato vincente. Non avete avuto difficoltà a gestire così tanta gente?

Difficoltà no di certo, sicuramente in futuro dovremo adeguare alcuni aspetti logistici, specie sulla ristorazione, creando anche un servizio dedicato all’espositore che non può certo rimanere in fila per un’ora. Piccoli dettagli che il prossimo anno verranno calibrati in modo diverso, per il resto mi pare sia andato tutto bene. A Galzignano si sono pre-iscritte 1800 persone, anche se a pedalare ne sono venute circa 1300, oltre 500 in più rispetto lo scorso anno. Quello del test bike è la risposta più diretta al pubblico delle due ruote pedalate.

 

Un comparto, quello della bici, che sembra non conoscere crisi. Non ti pare che vi sia qualcosa di anomalo in relazione al trend economico industriale generale? Secondo te, qual è la chiave di lettura di questo successo?

 

La prima cosa è che la bicicletta non è ancora tassata come altri comparti. Se pensiamo al settore della nautica, fiore all’occhiello dell’industria e dell’artigianato italiano, capiamo subito il perché: quando uno esce con la sua barca sa già che spende, in generale, quattro volte quello che sta spendendo direttamente in quell’uscita. I soldi non sono spariti, sono fermi. L’italiano è fatto per spendere e tassare certi settori, specie quelli legati al tempo libero, significa soffocare l’economia, poiché è lì che ancor’oggi vengono spesi i soldi. La bicicletta è un mezzo alla portata di tutti, che ha una sua filosofia e non costa nulla oltre il mezzo. Certo ci sono bici che costano parecchie migliaia di euro, ma guarda caso c’è ancora tanta gente che le compra. Ti giro la domanda: come mai questo? Non ti sembra un bel messaggio a qualcuno?

 

Abbiamo visto in fiera importatori esteri e colleghi giornalisti arrivati un po’ da tutta Europa. Un bel segnale questo, no?

 

Certo, questo è il segnale che Padova è ormai diventata un punto di riferimento per il settore, perché la struttura delle Aziende Italiane è diversa da quella straniera. In Germania si trovano solo i grandi marchi, qui, grazie alla politica attuata, anche la piccola realtà può dire la sua e magari competere anche con le grosse realtà, proponendo innovazioni sul mercato.

 

Che cos’ha di speciale questa fiera che altre non hanno?

 

Il fatto che si possano testare i mezzi, mentre con le altre, per ovvi motivi, non si può. E poi i nostri prodotti abbracciano tutte le esigenze della società: dal bambino, all’atleta, alla persona anziana. La bici, come ho già detto, è una filosofia di vita, fa bene al corpo e alla mente, cosa vuoi di più?

 

Queste le parole di Paolo Coin a fine Fiera, ma la cosa più bella è stato l’incontro con lui al bike test di Galzignano Terme che ha messo in evidenza un trend in netta crescita di un settore: il gravity.

Un successo annunciato, vista anche la bellissima giornata incontrata durante il bike test di Expobici di Galzignano Terme.
Possiamo sicuramente parlare di migliaia di persone che sono transitate nel centro euganeo per provare le bike, ma anche per toccare dal vivo le novità 2014 che i più importanti marchi di biciclette hanno voluto mettere a disposizione degli appassionati su un tracciato disegnato per le seguenti tre specialità: corsa, mtb e gravity.
Camminando di prima mattina, lungo il viale principale, abbiamo anche incontrato Paolo Coin, che mostrava tutta la sua soddisfazione per la moltitudine di persone che erano già in fila per accaparrarsi una bike.

Una cosa è certa: il vero protagonista, al test, è stato il gravity. Se nelle altre specialità ci si soffermava per un po’ ad attendere una bici, nel gravity, le file erano vistose e non nascondiamo lo stupore nel vedere che molti bikers cosiddetti ‘tradizionali ‘ erano in fila con ginocchiere e casco integrale. Un segnale importante che deve far riflettere anche i costruttori.

Come detto abbiamo incontrato Paolo Coin, per cui non potevamo esimerci dal chiedere una sua prima impressione sul test e sulla fiera: “Questo test – replica Coin – non è altro che la risposta alle nuove filosofie di vendita delle biciclette. Oggi le bici costano e chi ha messo da parte due soldi per acquistarne una, pretende di sapere cosa compra. Vedere tutta questa gente mi apre il cuore e mi riempie di gioia”.

 

Ancora una volta, dunque, la bicicletta ha saputo fare la differenza: un settore sano, nell’economia, nei principi e nella passione. Un settore che primeggia grazie alla passione di chi lo pratica, ma anche di chi ci lavora. Un giusto mix che sarà alla base di una continua crescita e che in futuro regalerà ancora importanti sorprese.

 

Fonte   Gianluca Barbieri

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