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FRENI A DISCO SI O NO 1 1

FRENI A DISCO SI O NO ?



I FRENI A DISCO ALIMENTANO LA DISCUSSIONE TRA I CORRIDORI L’infortunio di Andrè Cardoso genera nuovi dubbi sull’introduzione dei freni a disco nelle corse professionistiche.

 

Freni a disco si o no? Il mondo del ciclismo, a partire dai corridori, si interroga sulle opportunità e sui rischi che può portare questa novità nelle corse professionistiche. Una discussione che si è fatta particolarmente intensa dopo che il corridore portoghese Andrè Cardoso ha mostrato le ferite riportate al Tour de San Luis per colpa di una corona. L’introduzione dei freni a disco potrebbe moltiplicare i rischi di ferite in caso di cadute collettive, una situazione che preoccupa i corridori.

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Freni a disco, rischi e vantaggi

Il primo ad introdurli sulle bici da corsa è stato Ernesto Colnago, sempre all’avanguardia e alla ricerca di soluzioni innovative. Colnago ha pensato che i freni a disco, offrendo una frenata ottimale anche sul bagnato, avrebbero potuto ridurre il numero di cadute nelle giornate di pioggia. Molti corridori invece si sono mostrati scettici sulla loro utilità e sicurezza, soprattutto per le ferite che potrebbero causare i dischi, essendo sottili e taglienti come lame, in una caduta di massa. Intanto dal finale della scorsa stagione i freni di disco sono in fase di sperimentazione nelle corse professionistiche.

 

Ma dal Tour de San Luis una foto postata dai corridori della Cannondale ha alimentato con ancora più forza il dibattito su rischi e vantaggi. Alex Howes ha pubblicato una foto del suo compagno di squadra Andrè Cardoso, rimasto ferito nella maxicaduta in cui ha avuto la peggio Adriano Malori. Cardoso è caduto e si è visto arrivare addosso altri corridori. Una bicicletta lo ha ferito ad una gamba con la corona anteriore. Il freno a disco quindi non c’entra, ma l’immagine di Cardoso ha scatenato il dibattito su quali potrebbero essere i rischi per i corridori. Una bicicletta con un freno a disco potrebbe moltiplicare le possibilità di ferirsi in modo molto grave. Molto chiaro è stato un tweet di risposta alla foto postato da Nathan Haas, corridore della Dimension Data: “Ecco il motivo per cui non abbiamo bisogno dei freni a disco” ha spiegato il corridore australiano, aggiungendo anche che le cadute saranno a velocità maggiori perché con questi freni si potranno ritardare le staccate.

 

fonte it.blastingnews.com

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