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GAND WEVELGEM 1

GAND-WEVELGEM



Quando si parla dell’inferno del Nord spesso ci si riferisce alla Parigi-Roubaix.

 

Con vento e pioggia, oggi il gruppo ha sperimentato questa fortunata definizione alla Gand-Wevelgem di oggi, resa impegnativa dalle condizioni atmosferiche nonostante un percorso non eccessivamente impegnativo che negli anni l’ha caratterizzata come corsa favorevole ai velocisti. E il successo è andato ad uno straordinario Luca Paolini, arrivato in solitaria sul traguardo dopo una gara che resterà per molto tempo nei ricordi degli amanti di questo sport.

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Sin dalle prime fasi di gara le cadute e i ventagli hanno frazionato il gruppo a più riprese. Tra ritiri (Pozzato e Wiggins per fare due esempi) e ritardi, gli ultimi 100 chilometri di gara sono stati affrontati da un gruppetto di circa 40 unità. Nessuno, nei chilometri successivi, è riuscito a fare la differenza, anche se il vento ha permesso a Marten Tjallinji (Lotto-Jumbo) di prendere vantaggio rispetto al resto del gruppo. Ripreso lui, è partito Jurgen Roelandts (Lotto Soudal) a 78 chilometri dal traguardo: in breve tempo il suo margine di vantaggio è salito a quasi un minuto sugli inseguitori. A 65 chilometri dalla conclusione, in un tratto di forte vento laterale, Stijn Vandenbergh (Etixx-QuickStep) ha prodotto un’ulteriore selezione, promuovendo un attacco con Sep Vanmarcke (Lotto-Jumbo), Geraint Thomas (Team Sky), Jens Debusschere (Lotto-Soudal) e Daniel Oss (BMC). Nei chilometri successivi è riuscito a riportarsi sulle loro ruote anche Luca Paolini (Katusha), che in solitaria è riuscito a riportarsi sui contrattaccanti chiudendo un buco di circa 40” con un’azione di altissimo livello in mezzo al forte vento.

 

Dopo di lui, è riuscito anche Niki Tersptra (Etixx-QuickStep) a riportarsi su questo gruppetto. L’accordo, però, è scemato e Roelandts ha aumentato il proprio vantaggio, che all’imbocco dei muri decisivi è arrivato fino ad oltre 2′ sui più immediati inseguitori. Nonostante abbia superato bene le asperità e il vento, il belga ha iniziato a faticare negli ultimi 35 chilometri. Il suo vantaggio si è dimezzato ed è successivamente crollato dopo il Kemmelberg, muro dove Daniel Oss ha dovuto lasciare le ruote dei compagni d’avventura, vittima probabilmente di una crisi dopo un’ottima gara che conferma lo stato di forma che gli ha consentito di essere protagonista in tutte le ultime uscite.

 

Grazie ad un ottimo lavoro di Vandenbergh, gli inseguitori sono arrivati in vista di Roelandts a 18 chilometri dalla conclusione, ma la fatica del passistone belga sembrava potesse essere vanificata da una foratura occorsa a Niki Tersptra. Grazie ad un rapido cambio di bicicletta l’olandese è tornato sulla testa della corsa, provando un contropiede pochi istanti dopo. Lestissimo, di pensiero e di gambe, Paolini si è fiondato sulla sua ruota e questo tandem di atleti ha ottenuto un centinaio di metri di vantaggio sugli inseguitori, dai quali si è presto staccato Roelandts, eroe di giornata. Il primo a riportarsi sugli attaccanti è stato Thomas, forte di una condizione fisica e atletica formidabile. Poco dopo anche Vandenbergh, in precedenza levato di ruota dall’atleta gallese in un tratto di pianura, Vanmarcke e Debusschere.

 

A 6 dalla conclusione Luca Paolini ha giocato tutto: un unico e deciso attacco, rapporto lungo e testa bassa. Prima 50, poi 100 e poi 200 metri di vantaggio. Sfruttando una fase di studio tra gli avversari, il Gerva ha preso sempre più margine, senza mai voltarsi. Anche in vista dell’ultimo chilometro la sua azione non si è mai spenta, ormai prossimo a riportare l’Italia sul gradino più alto del podio in una Classica del World Tour. Testa e cuore, come fa segno sul traguardo, per vincere una delle gare più belle degli ultimi anni. Alle sue spalle, nell’ordine, Terpstra e Thomas seguiti da Vandenbergh, Debusschere, Vanmarcke, Roelandts e Oss.

 

gianluca.santo@olimpiazzurra.com

fonte www.olimpiazzurra.com

Luca+Paolini
     

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