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Gran Fondo Alassio



Alassio (Sv) La Gran Fondo Alassio porterà le biciclette da corsa nella “Città degli Innamorati”: è questo infatti il soprannome della cittadina savonese che ha dato il nome alla manifestazione ciclistica del prossimo 9 marzo.

 

La leggenda vuole che Adelasia, figlia di Ottone I, innamorata del giovane coppiere di corte Aleramo, fuggì con quest’ultimo alle falde del Monte Tirasso, poiché il matrimonio tra i due non era visto di buon occhio dal padre, per le umili origini del ragazzo.

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La famiglia si ricongiunse quando Ottone I discese dalla Germania all’Italia per contrastare i Saraceni: la valorosa condotta di Aleramo nell’esercito imperiale e l’intervento del Vescovo di Albenga riconciliarono Ottone I con la figlia e il genero, che venne investito con i marchesati di Acqui, del Monferrato e della Savoia.

Nel luogo della dimora di Adelasia e Aleramo sorse una città, che in onore della principessa venne chiamata Alaxia, oggi Alassio.

L’arrivo della Gran Fondo Alassio sarà proprio sul Monte Tirasso, presso il Santuario di Nostra Signora della Guardia.

Nella “Città degli Innamorati” non possono mancare i “baci”: quelli di Alassio sono una specialità gastronomica a base di nocciole e cioccolato. I più golosi non potranno perdere occasioni di gustarli nelle migliori pasticcerie.

A ricordare che quella ligure è la “Città degli Innamorati” ci sono le opere d’arte realizzate presso il “Muretto di Alassio”: da “Les amoureux” di Raymond Peynet alla statua in bronzo degli “Innamorati” di Eros Pellini, per finire con le “Cicogne” di acciaio di Mastroiannie la cassetta della posta del concorso “la più bella lettera d’amore”, che per il 14 febbraio si riempie di lettere e di poesie d’amore provenienti da tutta Europa.

 

Il “Muretto di Alassio” è uno dei luoghi più emblematici della città: negli anni cinquanta davanti al Caffè Roma, fulcro della mondanità della cittadina savonese, all’epoca tra le capitali della “dolce vita”, sorgeva infatti un anonimo muricciolo, secondo Mario Berrino troppo spoglio per la vivacità del luogo. Nel 1953 fu l’incontro tra Berrino ed Ernest Hemingway la scintilla che diede vita al “Muretto” così come è conosciuto oggi: piastrellato con le ceramiche più colorate, autografate dalle celebrità passate nel locale.

 

Sul “Muretto” si possono così trovare le firme di Hemingway e di Salvatore Quasimodo, di Anita Ekberg e di Vittorio De Sica, senza dimenticare Domenico Modugno, Ugo Tognazzi, Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè e tanti altri celebri personaggi che hanno fatto la storia dello spettacolo internazionale. Non mancano certo anche gli sportivi e i protagonisti del mondo del pedale, con il mitico Alfredo Binda e l’indimenticabile voce del ciclismo, Adriano De Zan.

Le iscrizioni alla Gran Fondo Alassio sono possibili alla quota di 30 euro fino al 5 marzo. Nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 marzo ci si potrà iscrivere in loco a 40 euro. Le adesioni possono essere perfezionate tramite il sito www.mysdam.it oppure secondo le istruzioni riportate a questa pagina  www.gsalpi.com

 

Tutte le informazioni sulla gara sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione www.granfondoalassio.com

IMMAGINI:
Il Muretto di Alassio, uno dei simboli della cittadina ligure, con la scultura in bronzo degli “Innamorati” di Eros Pellini

 

fonte Andrea Capelli
Ufficio Stampa

Gran Fondo Alassio

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e. info@playfull.it

Il Muretto di Alassio, uno dei simboli della cittadina ligure, con la scultura in bronzo degli “Innamorati” di Eros Pellini
     

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