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Claudio Fantini

GRAN FONDO VIA DEL SALE. CLAUDIO FANTINI, SEMPRE UNA RUOTA AVANTI

E’ stato l’inventore del pasta-party, del villaggio expò e degli eventi pensati per le famiglie. Ventitre anni dopo, la Via del Sale dice grazie al suo creatore

Sempre una ruota davanti a tutti, Claudio Fantini – se fosse un ciclista – avrebbe già vinto come Sagan.

Quando i suoi colleghi bagnini vendevano solo l’ombra, lui importava dagli States il beach volley; quando i colleghi organizzatori piantavano due bandierine colorate all’arrivo, lui aveva già creato il villaggio expò sul lungomare; quando gli albergatori iniziavano ad ospitare i primi cicloturisti, lui si era già inventato una Gran Fondo tutta sua. Sempre una ruota avanti, appunto.

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Oggi come 23 anni fa, è lui l’anima e il cervello della Gran Fondo “Via del Sale” di Cervia, l’evento attorno al quale la riviera di Cervia ha costruito un vero e proprio filone turistico.

Del resto, Claudio Fantini ha sempre avuto le stigmate del pioniere, quella voglia irrefrenabile di sperimentare cose nuove e di alzare sempre l’asticella nel binomio sport & vacanza. Creatore di un villaggio globale consacrato alla vacanza attiva, Fantini creò dal nulla la Via del Sale nel 1996 e, da quel giorno, costruì – pettorale dopo pettorale – quella che oggi rappresenta, per numeri e qualità, una delle manifestazioni ciclo-amatoriali più importanti d’Italia.

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Fantini, con il senno di poi, lo spostamento della Via del Sale a maggio è stata una scelta vincente…

“A giudicare dai numeri direi di sì. Abbiamo allargato la nostra base d’iscritti aprendoci anche a nuovi mercati. Noi abbiamo sempre avuto il pallino dell’internazionalizzazione e, ad inizio maggio, attrarre turisti è decisamente più semplice”.

Anno dopo anno conquistate credito e partecipanti: qual è il segreto?

“Il lavoro. Non conosco altre strade. Noi lavoriamo dodici mesi all’anno a questo progetto, gestendo i rapporti con gli sponsor, l’incoming, gli atleti, le aziende e con tutti quei soggetti che, a vario titolo, orbitano attorno alla manifestazione. Dal 1996 ad oggi di strada ne abbiamo fatta tanta. Siamo partiti come pionieri di un format che, in quegli anni, aveva pochi riferimenti. Oggi gestiamo una delle manifestazioni più apprezzate del calendario granfondistico nazionale”.

Il segno di riconoscimento della manifestazione cervese è sempre stata l’innovazione…

“E’ vero perché, in base alla mia esperienza turistica, sapevo che per fidelizzare il ciclista bisognava offrire dei servizi innovativi e di qualità. E così siamo stati i primi ad introdurre il ‘Pasta party’, i primi ad organizzare il villaggio-expò, i primi ad organizzare alcune attività anche per le famiglie. Oggi la Via del Sale non è solo una Gran Fondo, ma un evento di tre giorni che propone un calendario eventi calibrato per le esigenze di tutti”.

Per il 2018 avete scelto il tema della libertà…

“Abbiamo scelto una parola che, da sempre, ha un rapporto simbiotico con il ciclismo perché non c’è nulla che possa regalare un’inebriante sensazione di libertà come una passeggiata corroborante in bicicletta. Il ciclismo è salute ed ambiente, ma è anche un meraviglioso pretesto per evadere dallo stress e concedersi qualche ora di autentica libertà”.

La Gran Fondo ha sempre avuto un occhio di riguardo per la beneficenza. Quest’anno dove destinerete i vostri fondi?

“Abbiamo due progetti: il primo dedicato alle donne studiato in collaborazione con Linea Rosa; il secondo con MANIma, la onlus che ha tra i suoi obiettivi primari quello di fornire cure osteopatiche, soprattutto in ambito pediatrico e ai neonati prematuri, contribuendo al loro sviluppo, migliorando il loro benessere e supportando l’intera famiglia”.

Non mancherà il tradizionale omaggio a Marco Pantani…

“E’ un’icona del ciclismo mondiale e, su queste strade, si allenava abitualmente. Ogni anno ci piace ricordare l’aneddoto del 1997 quando, con un manipolo di compagni di squadra, si presentò sulla linea di partenza chiedendo di pedalare un po’ sul tracciato. Ricordarlo è un dovere di tutti”.

E anche quest’anno ospiterete le e-bike…

“E’ un filone in crescita ed anche il modo più efficace per far partecipare davvero tutti anche chi, magari senza allenamento specifico, vuol provare l’ebbrezza di pedalare in mezzo al gruppo”.

a cura della redazione

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