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GRAN FONDO WORLD TOUR


Si parte da Barcellona e, dopo aver attraversato il deserto del Kuwait, le Dolomiti del Trentino, i ghiacciai di Oslo ed i canyon del Colorado, si arriva in Kazakistan. Se viaggiare non vi spaventa, ecco come circumnavigare il pianeta in bicicletta

 

Tre continenti, sei nazioni ospitanti, migliaia di partecipanti. Sono i numeri planetari del Gran Fondo World Tour, il circuito internazionale ideato dal manager catalano Dani Buyo che, nel segno della bicicletta, ha creato il primo ranking mondiale di merito dedicato ai cicloamatori.

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L’impresa è ambiziosa: portare gli appassionati delle due ruote a pedalare in alcuni dei luoghi più belli del mondo: dalle guglie dolomitiche del Trentino alle steppe del Kazakistan, gli atleti si contenderanno il primo titolo del GFWT con la formula Open (chiunque può partecipare indipendentemente dalla categoria di appartenenza). La classifica finale verrà stilata sommando i migliori tre risultati ottenuti durante tutta la kermesse.

Per conquistare il titolo iridato è prevista grande “battaglia”, anche se il circuito non ha solo finalità agonistiche, anzi. Come tutte le manifestazioni ciclo-amatoriali del mondo, infatti, la bicicletta è anche il pretesto per viaggiare e visitare, da una prospettiva inedita, città fantastiche. 

La manifestazione, presentata nello spazio espositivo di InBici durante l’ultimo Cosmo Bike Show di Verona, prenderà il via dalle ramblas di Barcellona (www.granfondobarcelona.com) il prossimo 3 aprile. In Catalogna i partecipanti sono attesi da un circuito estremamente vario, con partenza e arrivo nel centro della città. Il tracciato, che non presenta particolari asperità altimetriche, attraverserà le zone più caratteristiche di Barcellona: dagli impianti olimpici del Montjuic, ai tornanti delle colline che circondano la città, fino alla zona del pantano di Foix. Ma non pensiate che la gara spagnola sia una tranquilla pedalata fra amici. La velocità minima sotto la quale non scendere è stata stabilita dagli organizzatori in 24 km/h. Se doveste finire alle spalle del “carro scopa” la vostra gara finirebbe immediatamente.

 

Oslo palazzo del parlamento

 

Il calendario prosegue il 6 maggio, quando i ciclisti si daranno appuntamento fra le dune del deserto del Kuwait. La passione per il ciclismo in questi ultimi anni è cresciuta in modo esponenziale nei paesi del Golfo Persico come testimonia il successo ottenuto da manifestazioni come il tour di Dubai, del Quatar o dell’Oman. Ora la sfida per far crescere lo sport delle due ruote anche in queste “nuove frontiere” è quella di portare i tifosi a diventare praticanti. E’ con questo spirito che nasce la prima Gran Fondo del Kuwait, 25 chilometri contro il tempo in un percorso pianeggiante in mezzo al deserto. Anche in questo caso, nessuna asperità, ma le condizioni climatiche, del tutto particolari, faranno selezione. 

 

Due le tappe a giugno: si partecon la classicissima Marcialonga Craft, forse la più blasonata delle tappe del circuito, che il 12 giugno vedrà gli atleti sfidarsi su e giù per le montagne del Trentino. E’ sufficiente, infatti, pronunciare il nome di questa gara per evocare i meravigliosi panorami dolomitici che caratterizzano il tracciato della tappa italiana del Gran Fondo World Tour. Nata nel 1971 come “ultramaratona” di sci di fondo, la manifestazione organizzata dalla signora Gloria Trettel ha inaugurato dieci anni fa la sua versione sui pedali che è subito diventata uno dei rendez-vous più attesi dal mondo cicloturistico italiano e non solo. Due i tracciati: il “corto” di 80 chilometri con un dislivello di 1984 metri e l’extended version che, in 135 chilometri, accumula un differenziale di oltre 3200 metri.

A meno di una settimana di distanza la linea di partenza si sposterà poi nell’estremo nord del continente europeo, a Oslo, dove il 18 giugno è in calendario la Styrkeproven, una gara articolata in quattro tappe per una lunghezza totale di 537 chilometri da Trondheim alla capitale della Norvegia. La competizione, che nel 2016 spegnerà cinquanta candeline, presenta le maggiori difficoltà altimetriche nei primi 200 chilometri, quelli che portano al villaggio di Dombas, arrivando ad un’altezza massima di 1000 metri sul livello del mare per poi declinare dolcemente verso la pianura. Da qui in poi saranno i passisti a farla da padroni. La caratteristica principale della Styrkeproven infatti è l’alta velocità che i partecipanti fanno registrare al termine dei quattro giorni di gara: nel 2015 il vincitore concluse i quattro giorni di gara con una media di 37 km/h!

 

Per il 28 agosto è in programma invece il balzo oltreoceano con una puntata nel Far West per i 145 chilometri della Gran Fondo di Golden. La corsa, disegnata nella cittadina mineraria del Colorado, si snoderà lungo le impegnative salite delle Rocky Mountains che nel percorso lungo (145 km) e in quello intermedio (100 km) porteranno gli iscritti fino a 3000 metri di altezza. Da segnalare, dopo 13 chilometri dalla partenza, la strada panoramica che porta alla cima della Lookout Mountain da cui si può apprezzare una splendida vista su Denver, l’unica città metropolitana dello stato del Colorado.

 

 

Marcialonga Cycling Craft – Predazzo Trento

 

La gara di Golden – molto nota oltreoceano in quanto fa parte del circuito del Campionato Usa delle gran fondo e ha un forte richiamo in tutto il paese – farà da preludio al gran finale del 18 settembre di Almaaty in Kazakistan dove verranno incoronati i vincitori del circuito iridato. L’epilogo in questa terra non è affatto casuale. Qual è, infatti, il paese del mondo in cui il ciclismo ha avuto la maggiore crescita negli ultimi dieci anni? Sicuramente il Kazakistan.

Il traino esercitato dalle imprese di Aleksandr Vinokurov ha creato un generale interesse portando al ciclismo un seguito paragonabile soltanto a quello dello sci di fondo (da sempre lo sport nazionale dei kazaki). Non è un caso che proprio qui sia stata creata l’Astana, attualmente una delle squadre più forti del mondo. Con queste premesse era doveroso destinare una tappa del GFWT al paese asiatico e la scelta della sede è caduta su Almaty, il centro più popoloso della repubblica ex-sovietica che fino al 1998 ne è stato anche capitale prima di lasciare l’onore alla modernissima città di Astana. Il percorso, testato dai corridori dell’equipe di Nibali e approvato dalla federciclismo kazaka, si sviluppa in un circuito di 20 chilometri da percorrere per tre volte, lo stesso sul quale qualche mese prima verrà attribuito nella gara riservata ai professionisti il titolo di campione nazionale.

Al via semplici amatori, ma alla consolle organizzativa uno staff altamente professionale, degno delle competizioni Uci. Dunque, caricate la bicicletta, mettete in valigia il costume e i dopo-sci, e preparatevi al giro del mondo sui pedali. 

 

foto testa: Golden la città dello sport in Colorado Usa

 

a cura di Gianluca Comandini iNBiCi magazine  

1) Marcialonga
2 ) OSLO
   

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