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I CACCIATORI DI CLASSICHE 2

I CACCIATORI DI CLASSICHE



Cinque corse monumento e dieci campioni che, su quelle strade, hanno costruito la loro leggenda. Da Merckx a Boonen, ecco i mitici interpreti delle corse del nord

 

Sono atleti forgiati nella fatica e nella sofferenza. Abituati al fango, alla pioggia e agli sterrati più sconnessi, sanno che per conquistare la gloria dovranno superare, prima di tutto, i loro limiti.

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Sono i “grandi cacciatori delle classiche del Nord” e marzo e aprile sono i loro mesi. Passano bruscamente dalle temperature miti della Costa Brava alla nebbia gelida delle salite delle Ardenne. Sanno che si giocano tutto in una giornata. Non ci sono piazzamenti né podi consolatori: o si vince o si perde. 

Dalla Milano Sanremo, la corsa unica e senza logica, al Giro delle Fiandre, la corsa dei muri, passando per il pavé della Parigi Roubaix, proseguendo con la Liegi Bastogne Liegi, la Classica Monumento più antica, fino al Giro di Lombardia con la Madonna del Ghisallo. Cinque appuntamenti che hanno scritto le pagine epiche del ciclismo mondiale, che hanno svelato bluff e consacrato campioni. Cinque appuntamenti che bussano alla porta della stagione ormai incipiente e che disegneranno, anche in questo 2017, le nuove gerarchie del ciclismo moderno. E allora vediamo, in rapida rassegna, chi sono stati i più efficaci interpreti delle classiche Monumento.

Tra i più grandi – o forse “Il più grande” – Eddy Merckx, il corridore che ha conquistato più classiche monumento. Straordinari record come le sette Milano Sanremo e le cinque Liegi, ma anche tre successi alla Roubaix e due alla Liegi e al Giro delle Fiandre. Un palmares da vero Cannibale.

 

 

Francesco Moser 

 

Ma “Monsieur Roubaix” è – e resterà sempre – Roger De Vlaeminck, il genio delle pietre. Oltre alla Roubaix, s’impose anche in tre Sanremo, un Fiandre, una Liegi e due Lombardia. Pazzesco anche il record di sei edizioni della Tirreno Adriatico conquistate consecutivamente dal 1972 al 1977.

In un podio ideale va collocato, ad honorem, anche Rik Van Looy. Il corridore fiammingo fu l’unico, insieme a Merckx e De Vlaeminck, a vincere tutte le classiche monumento. Tre Roubaix, due Fiandre, una Liegi, una Sanremo e un Lombardia, oltre a due titoli mondiali. Numeri da vero e proprio imperatore, come era soprannominato. 

Ma anche l’Italia del ciclismo ha avuto il suo grande “cacciatore di classiche”, come Francesco Moser, vincitore di tre Roubaix, due Lombardia, una Sanremo e un Giro d’Italia, oltre al mondiale 1978 e un record dell’ora imbattuto per vent’anni.

E restando nel made in Italy, quanto ci manca oggi un Paolo Bettini, grande acume tattico e stratega implacabile. Uno dei capolavori rimane la vittoria alla Sanremo nel 2003. Ma pensiamo anche alla splendida doppietta mondiale nel 2006 e 2007, quando, in percorsi semplici, non adatti propriamente alle sue caratteristiche, Bettini riuscì ad animare la corsa rendendola durissima per gli avversari. Due Liegi e due Lombardia completano il palmares del corridore toscano, insieme all’oro olimpico di Atene 2004.

 

Tom Boonen in azione alla Parigi Roubaix

 

Lo chiamano “Spartacus”, ma all’anagrafe lui è Fabian Cancellara, un lottatore irriducibile, uno che non molla mai. Per lui tre Roubaix, tre Fiandre, una Sanremo, una Tirreno Adriatico e quattro titoli mondiali a cronometro. Un palmares leggendario, da vero uomo di ferro.

Anche se la sua biografia sportiva è ancora tutta da scrivere, nell’olimpo degli uomini Monumento, va già inserito di diritto un certo Tom Boonen, il fiammingo con il pavè nel sangue. Ha scritto il suo nome nel leggendario albo d’oro della Regina delle Classiche (la Roubaix) per ben quattro volte, eguagliando lo storico record di De Vlaeminck. Boonen ha vinto anche per ben tre volte il Giro delle Fiandre oltre al Mondiale 2005. 

Tornando all’Italia, nella teca dei ricordi c’è posto anche per Moreno Argentin, Mister Liegi. Un rapporto speciale, quello tra Argentin e la “Decana”, che nacque nel 1985, quando Moreno trionfò sulle cotes belga. Nei successivi due anni Argentin si ripetè per ottenere, successivamente, il suo quarto e ultimo alloro alla Liegi nel 1991. Nell’albo d’oro è secondo solo ad un certo Merckx, che vanta ben cinque successi nella classica monumento più antica. 

Nella nostra top ten anche Johan Museeuw, il Leone delle Fiandre, che si impose in tre Parigi Roubaix e in altrettanti Giri delle Fiandre. Pedalata fluida e potente, ormai Museeuw conosceva le pietre del Fiandre e della Roubaix come se fossero le pietre del suo giardino di casa, lì dove è entrato nella storia.  

Chiudiamo con Sean Kelly, ricordato ancora oggi come uno dei più grandi cacciatori di classiche. Negli anni ’80, infatti, il forte corridore irlandese collezionò grandissimi trionfi nelle corse di un giorno. Ad esclusione del Fiandre, ha vinto tutte le altre classiche monumento. In particolare, si ricorda il feeling dell’irlandese con il Giro di Lombardia, vinto in ben tre edizioni. Sanremo, Roubaix e Liegi furono conquistate due volte.

 

nella foto di testa, Eddy Merckx vince la Milano Sanremo

 

fonte redazione iNBiCi Copyright © INBICI MAGAZINE

 

 

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