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Il Foglio firma del GIRO D’ITALIA


È UNO DEI MOMENTI PIÙ APPREZZATI DAGLI AMANTI DEL CICLISMOIL MOMENTO IN CUI I CAMPIONI APPONGONO  IL LORO SIGILLO – INTESO COME AUTOGRAFO – SULL’AVVIO DI UNA NUOVA TAPPA.

 

Ogni corsa di ciclismo incomincia molto prima del momento dello start, lo sappiamo tutti. Nelle corse minori, siano esse su strada o fuoristrada, si inizia a respirare la parola magica “ciclismo”, sin dal momento del ritrovo.  Tutti gli appassionati sanno bene che da quel momento ci si incontra, si parla del più e del meno, inizia il sogno, qualcuno è già in tensione, altri sono già sudati, taluni sono emozionati, qualcun altro, i più fortunati (o forse no), non sentono la corsa.

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Il fatto è che più si sale di livello e più sono importanti i momenti che caratterizzano il ritrovo. Ma il ritrovo cui mi riferisco in particolare, è quello della corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo: il Giro d’Italia.

A livello organizzativo nei comunicati che ogni sera vengono consegnati negli alberghi dove alloggiano gli addetti ai lavori, il luogo del ritrovo è segnato su un foglio giallo e comprende chiaramente anche l’orario di apertura e chiusura del foglio firma. Anzi, per essere più precisi, l’orario di ritrovo coincide con l’apertura del foglio firma.

 

Ma di che cosa si tratta esattamente? L’avvio è dato dall’arrivo sul palco del giudice di partenza (e di arrivo) della corsa. Si tratta del momento nel quale ogni corridore di ciascuna squadra sale sul palco – il cosiddetto podio firma – e va ad apporre la propria firma di presenza su un foglio rettangolare che elenca, attraverso delle celle, i nomi delle squadre presenti alla corsa. Queste, sono elencate nella prima colonna a sinistra e, nel caso del Giro, le formazioni sono ben 23.

 

Alla destra del nome di ciascun team, troviamo i numeri dei dorsali in maniera progressiva con lo spazio libero per la firma dei corridori corrispondenti. Presentarsi al foglio firma è obbligatorio. Qualche anno fa, se il corridore non si fosse presentato a firmare, avrebbe pagato un’ammenda. Oggi invece, chi non firma, non parte. Oltre al classico foglio cartaceo, gli organizzatori di RCS hanno previsto da qualche anno anche un pannello gigante in plexiglass trasparente, che rappresenta in maniera praticamente identica il canonico foglio di carta. Questo pannello viene utilizzato generalmente per occasioni speciali, ad esempio ogni volta che l’organizzazione decide di presentare in maniera completa sul palco uno o più team presenti al Giro. In questo caso gli atleti vengono presentati come “stars” e procedono alla firma anche sul pannello gigante. È dunque chiaro che ogni corridore (ad eccezione dei corridori del team prescelto per la presentazione dell’intera squadra del giorno) ha facoltà di scegliere l’orario e il momento per salire sul podio firma. Ovvio che se la tappa è molto impegnativa e il clima piuttosto inclemente (pioggia, neve) i corridori tendono a firmare all’ultimo, facendo sì che si formi una vera e propria processione verso il foglio firma.

 

Quando invece la giornata è bella e la tappa non troppo insidiosa, il momento della firma diventa qualcosa di incredibilmente bello e speciale. In questo caso i corridori salgono a firmare in anticipo e meno “incolonnati”, si sottopongono alle domande dello speaker, scambiano battute e si concedono al pubblico per le fotografie e per gli autografi.

 

È dunque un momento del tutto particolare, poiché in questa occasione è possibile conoscere da vicinissimo i campioni, i gregari, si possono respirare le loro tensioni, le loro gioie, i loro obiettivi, le loro paure. Ma come sono allora questi corridori quando vengono a firmare? Semplicemente speciali, oserei dire, fatti tutti a modo loro e con i loro piccoli rituali.

 

 

Mark Cavendish è indubbiamente uno dei più gentili, sempre sorridente e pronto a stringere la mano agli addetti ai lavori e agli appassionati. Ivan Basso è sempre tra i più amati dal pubblico, appena viene annunciato, il tifo esplode.

 

Michele Scarponi è il più istrionico, uno di quelli che prende il microfono e si improvvisa presentatore. Pippo Pozzato è il più amato dalle donne e non si sottrae ai siparietti che vengono creati sul palco. Cadel Evans è solitamente molto serio e molto concentrato. Alan Marangoni, uno dei giovani più umili, sempre pronto alla battuta. E poi ci sono le star, come Philippe Gilbert, sempre teso, ma disponibile al dialogo e alle battute.

 

Bradley Wiggins è certamente diverso da tutti quelli elencatimolto isolato dal mondo esterno, concentrato e introverso al momento della sua presentazione al foglio firma.

 

Al momento della chiusura del foglio firma, il giudice prende possesso del foglio firmato, si avvicina alla linea di partenza (intesa come partenza della tappa, anche se il km zero solitamente è posizionato più avanti) dietro alla quale, nel frattempo, i corridori si sono posizionati. A questo punto tutto è pronto per la partenza. Un’altra giornata nella quale, dopo aver timbrato il loro cartellino, gli operai del pedale si mettono al lavoro.

 

 

(Foto) Taylor Phinney in maglia rosa alla firma di partenza (Foto Pisoni)

 

 

 

Fonte  Paolo Mei  iNBiCi magazine  

05 12-Taylor Phinney in maglia rosa alla firma di partenza (Foto Pisoni)
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