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Piazza del Duomo Trento

INBICI TOP CHALLENGE – LE CITTÀ DEL CIRCUITO 2019: TESORI IN ALTA QUOTA CON LA LEGGENDARIA CHARLY GAUL

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A luglio, a Trento, si disputa una nuova edizione de “La Leggendaria Charly Gaul”, una gara ciclistica incastonata nell’affresco delle Alpi tra paesaggi mozzafiato e tesori artistici d’inestimabile fascino

L’edizione 2019 dell’InBici Top Challenge farà di nuovo tappa a Trento. In occasione de “La Leggendaria Charly Gaul”, gara sotto l’egida dell’Uci Granfondo World Series, tutti gli appassionati di ciclismo – dal 12 al 14 luglio – potranno vivere tre giorni di festa. Un evento che nasce e vive per promuovere il territorio di Trento e di tutta la zona del Monte Bondone e della Valle dei Laghi, grazie al grande lavoro della direttrice Elda Verones che, come ogni anno, offre a tutti la possibilità di conoscere da vicino i luoghi più affascinanti per spettacolari escursioni in bicicletta.

Come al solito, La Leggendaria Charly Gaul vuole ricordare la famosa tappa del Giro d’Italia vinta dal ciclista lussemburghese l’8 giugno del 1956, quando, in una giornata da tregenda, caratterizzata da neve, vento e gelo, Gaul tagliò per primo il traguardo in cima al Monte Bondone. Versava però in uno stato di semi-congelamento, tanto che, dopo essere stato tirato giù di peso dalla bicicletta, riuscì a proferir parola solo dopo essere stato immerso in una vasca d’acqua calda. Ben 44 degli 87 ciclisti partiti al mattino abbandonarono la corsa.

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La Leggendaria Charly Gaul che, come tradizione impone, partirà da Piazza Duomo a Trento, sarà anche un meraviglioso pretesto per scoprire i tesori artistici e naturalistici di un territorio impareggiabile.

Si parte con la suggestiva Valle dei Laghi, una decina di incantevoli laghetti, vigneti che regalano aromi e sapori unici, stupendi borghi e castelli medievali.

Se si parla, invece, si bellezze architettoniche, impossibile rinunciare ad una visita al Castello del Buon Consiglio, una favolosa residenza dell’aristocrazia ecclesiastica che governò il Trentino per quasi ottocento anni, fino alle campagne di Napoleone.

Il piccolo poggio roccioso, originariamente denominato Malconsey, venne individuato dal podestà di Trento nel 1238 come sito per la costruzione di una fortificazione difensiva, ma perse quasi subito le sue prerogative militari per diventare residenza vescovile.

All’interno della cinta muraria è riconoscibile il nucleo originario costituito dal duecentesco Castelvecchio e dalla grande torre circolare a cui, a cavallo del ‘400, i principi vescovi fecero collegare la Torre Aquila.

Oggi il maniero espone collezioni che spaziano dall’archeologia all’arte contemporanea e fa parte – con il Castello di Stenico, Castel Beseno, Castel Thun e Castel Caldes – della rete museale della provincia di Trento.

Obbligatoria, infine, anche una visita al Muse, l’innovativo museo delle scienze di Trento progettato da Renzo Piano che, dopo pochi anni di vita, è già diventato uno dei siti culturali più visitati d’Italia.

Qui la protagonista assoluta è la luce che pervade tutti gli ambienti, dalla terrazza affacciata sulla valle dell’Adige al seminterrato dove sono ospitate la sezione dedicata alla preistoria e la serra tropicale. “The big void” (il grande vuoto) che collega tutti i livelli è “occupato” da riproduzioni di dinosauri e animali imbalsamati sospesi con sottilissimi fili d’acciaio che creano al visitatore l’illusione di fluttuare nello spazio mentre interagisce con i monitor o osserva gli oggetti esposti sui grandi tavoli di legno chiaro.

Ogni aspetto del Muse è mirato a coinvolgere attivamente il visitatore: al quarto piano, dedicato alle “Alte Vette”, si trovano il tunnel multimediale in cui si può vivere l’esperienza multisensoriale di volare sopra i ghiacciai alpini, sciare a tutta velocità lungo una parete ripidissima o essere travolti da una valanga.

Scendendo di un livello si viene catapultati in un sentiero di montagna in cui provare l’emozione di un incontro con un animale selvatico, mentre al “+2” una serie di suggestive installazioni mostra le mutazioni epocali del nostro pianeta durante le ere geologiche e, in particolare, il processo di formazione delle Alpi.

Il primo piano, infine, affianca la preistoria della “time machine”, una grotta multimediale dove vivere l’esperienza di un antichissimo rito sciamanico, all’imminente futuro del FabLab dove sperimentare stampanti digitali e altre attrezzature all’avanguardia.

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