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LA GESTIONE FISICA DELL’ATLETA. LAVORO MANUALE E STRUMENTI AGGIUNTIVI, COME L’ATLETA PUÒ BENEFICIARE DEL GIUSTO MIX


Oltre al lavoro puramente manuale, l’operatore può avere a disposizione strumenti e strategie aggiuntive che offrono la possibilità di rifinire e/o perfezionare il risultato di un trattamento e, di conseguenza, arrivare più facilmente all’obiettivo ricercato.

  • Classica, molto efficace e di facile utilizzo la CRIOTERAPIA, o terapia del freddo che dir si voglia. Si può sfruttare utilizzando vari sistemi, che danno la possibilità di gestire diverse problematiche.

Riassumo in un primo gruppo tutto ciò che permette di gestire esclusivamente un problema di origine traumatica o infiammatoria in tempi più ristretti possibile al fine di limitare il processo d’innesco patologico. Si va dalla classica borsa del ghiaccio, che richiede però la necessità di avere a disposizione il ghiaccio in cubetti; la placca in gel, che va comunque conservata in congelatore; le buste di ghiaccio sintetico, comode e sempre al seguito, che si attivano tramite la rottura di una fiala contenuta all’interno della busta stessa.

In un secondo gruppo, invece, strumenti in grado di gestire, oltre a quello sopra detto, anche situazioni fisiologiche  più complesse che rientrano nella gamma di problematiche da fronteggiare nella nostra gestione dell’atleta. In particolare apparecchiature con circuito termoregolabile come quella rappresentata in foto.

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Attraverso un circuito chiuso molto simile a quello di raffreddamento del motore, il liquido termoregolabile viene convogliato all’interno di queste fasce anatomiche avvolgenti dando un effetto pressorio alternato. In questo modo si può controllare, ad esempio, una situazione flogistica importante conseguente ad un trauma recente o, addirittura, ad un post operatorio, ottenendo un recupero decisamente più rapido. Ma ancora, e questo diventa interessante, limitare il rilascio di tossine da parte di un gruppo muscolare subito dopo un affaticamento da sforzo.

Allo stesso gruppo appartengono anche sistemi di raffreddamento come il crio control, costituito da piscine gonfiabili collegate ad un’unità di controllo della temperatura dell’acqua, all’interno delle quali si immergono gli arti inferiori per una durata di circa 10 minuti e ad una temperatura che oscilla da 8 a 12 gradi.

Per chi non avesse a disposizione tale sistema si può ottenere lo stesso risultato utilizzando una comune vasca da bagno portando l’acqua in temperatura con l’aggiunta di ghiaccio.

  • BENDAGGIO

I sistemi di bendaggio sono molteplici, e di rilevante importanza nella nostra gestione è l’ormai conosciutissimo kinesiotaping. Si pratica utilizzando particolari cerotti adesivi-elastici ritagliabili o addirittura già preformati che vengono applicati sulla pelle soprastante i distretti muscolari da gestire in due sostanziali modalità. Praticamente tali applicazioni trasmettono informazioni sui meccanocettori cutanei che attivano a loro volta risposte muscolari riflesse.

In TENSIONE, quando lavoriamo su un tessuto sano per dare al muscolo una prestazione migliore.

In pratica sfruttando un’elasticità che può arrivare fino al 40% della lunghezza del tape utilizzato, si aiuta uno o più segmenti muscolari a svolgere il proprio lavoro con più efficacia. Questo ci dà la possibilità di aumentare la prestazione muscolare oppure di limitare un disturbo eventuale durante l’azione muscolare stessa.

In SCARICO, invece, si utilizza per gestire una problematica tissutale con l’insorgenza di gonfiore e ristagno liquido a carico di tessuto connettivo e muscolare.

In questo caso si applica a tensione 0 sul distretto interessato in modo da provocare durante il movimento la formazione di avvallamenti ondulatori che facilitano il drenaggio dei liquidi congestionati al di sotto del bendaggio stesso.

Nella foto sottostante si nota chiaramente l’efficacia di un drenante su un importante ematoma provocato da uno strappo muscolare.

A cura di BRUNO FILIPPI Copyright © INBICI MAGAZINE

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