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LA MARCIALONGA CONQUISTA DAL 1971 1

LA MARCIALONGA CONQUISTA DAL 1971



Insieme alla Cycling ed alla Running, forma un trittico per atleti di discipline accumunate dal sacrifico e dalla sfida prima di tutto a sé stessi. Tutto nella imponente natura delle valli di Fiemme e Fassa.

 

 

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Tra le valli di Fiemme e Fassa, ai piedi dei monumentali massicci dolomitici, si narrano leggende di principesse e gnomi, re e regine, abitanti dei boschi e magiche creature che popolano luoghi incantati tra laghi ghiacciati e nevi perenni. E tra le mitiche storie che questo angolo di Trentino può raccontare con orgoglio e piacere c’è anche la Marcialonga, nata quasi come scommessa ma presto divenuta leggenda.

La scintilla si dipanò dall’impresa di Franco Nones alle Olimpiadi di Grenoble di oltre 45 anni fa, quando in quel 7 febbraio 1968 il fiemmese mise in fila nordici, sovietici e germanici nella 30 km in classico. Fu un oro semplicemente fenomenale; l’intero paese, il nostro, si emozionò davanti ad una gara di fondo, come mai successo prima di allora, e in tutta la Val di Fiemme l’entusiasmo crebbe a dismisura.

Nel frattempo, in quel di Mora, in Svezia, la leggendaria Vasaloppet attirava l’attenzione di migliaia e tra questi c’era anche un nutrito gruppo di trentini. Siamo alla fine degli anni Sessanta e proprio al ritorno da una “Vasa” un pensiero prese vita nelle menti di Giulio Giovannini, Roberto Moggio, Mario Cristofolini e Nele Zorzi: “Perché non ricreiamo una Vasaloppet anche da noi?”. Ecco servita l’idea Marcialonga dai suoi padri fondatori e il 7 febbraio 1971 ci fu il primo colpo di cannone per il via della prima granfondo italiana.

L’edizione di debutto, che tra gli altri vedeva allo start, e secondo poi al traguardo, proprio l’olimpionico di casa Nones, portò subito oltre mille partecipanti alla corte della Marcialonga, ed in soli quattro inverni questo numero lievitò a quasi 7.000. I vichinghi, gli inventori del fondo, si appassionarono alla Marcialonga fin dai primi anni, facendosi inoltre precursori di una nuova tecnica ancora sconosciuta ai più, lo “skating”, o tecnica libera. Per i primi inverni, l’evento che univa le valli di Fassa e Fiemme a bordo di sci stretti era riservato esclusivamente agli uomini, ma nel 1978 la ski-marathon trentina aprì le porte alle donne e ancora oggi l’atleta con il maggior numero di ori al collo è Maria Canins Bonaldi, la cui striscia di vittorie consecutive dal 1979 al 1988 non è stata ancora spodestata, nemmeno da un uomo.

 

La partenza della Marcialonga 2014

 

Nel corso dei decenni la Marcialonga ha incoronato big del fondo come Maurilio De Zolt, Giorgio Vanzetta, Michail Botvinov e Guidina Dal Sasso, fino ai più recenti Joergen e Anders Aukland, Hilde Pedersen, Jerry Ahrlin, Cristina Paluselli e Jenny Hansson. L’edizione dello scorso gennaio è stata vinta dal norvegese Simen Oestensen e dalla russa Julia Tikhonova davanti agli altri scandinavi Dahl e Aukland, alla svizzera Boner e alla svedese Lofström. Il primo italiano a tagliare il traguardo di Cavalese è stato il trentino Bruno Debertolis, in undicesima piazza ad un minuto e mezzo dal vincitore.

La Marcialonga non è solo agonismo e numeri (ad oggi, con l’edizione numero 42 il prossimo 25 gennaio, il totale iscritti ha sfondato quota 215.000), ma è un evento che fa promozione allo sci di fondo e al turismo in Trentino, che incoraggia lo sport giovanile, che si basa sul volontariato, che sostiene la solidarietà. Una manifestazione che in Italia e nel mondo, nei circuiti Worldloppet, Ski Classics e FIS Marathon Cup, ha fatto rivivere la passione della tecnica classica (dal 2003 unica ammessa alla Marcialonga). Marcialonga per tutti e per tutto il pianeta insomma, viste anche le presenze da ogni continente.

 

 

Una suggestiva immagine della Marcialonga

 

 

Negli anni il sempre attivo comitato organizzatore, oggi capitanato da Angelo Corradini e Gloria Trettel, ha catturato l’attenzione di migliaia di fondisti che possono essere parte di Marcialonga grazie alla Minimarcialonga, ma anche alla Marcialonga Stars in favore della LILT, alla Marcialonga Young o alla più recente Marcialonga Story, che nella mattinata del sabato riporta in pista lo sci di fondo dei padri, con attrezzature ed abbigliamento vintage che diventano un must e creano l’occasione perfetta per rivivere quei momenti primordiali in cui un’idea di…fondo si trasformava in mito e leggenda di granfondo.

Tra le migliaia di presenti alla Marcialonga invernale, sia nella variante lunga da 70 km, da Moena a Cavalese, sia nella light di 45 km da Moena a Predazzo, ci sono sempre tanti appassionati delle due ruote, sia strette che grasse, e le similitudini tra le due discipline sono presto individuabili. L’impegno, il sacrificio, la sfida contro gli avversari e contro sé stessi nel marciare per decine di chilometri e risalire quella temibile salita di Cascata che chiude la Marcialonga sono esattamente gli stessi dell’attaccare un passo dolomitico e giungere in vetta tornante dopo tornante. A questo proposito, a metà giugno del 2015 – domenica 14 per la precisione – tornerà anche la Marcialonga Cycling Craft, la granfondo su strada che nei suoi due percorsi trasporta i concorrenti sui passi Lavazé, San Pellegrino e Valles.

 

Un’immagine della Marcialonga  Running

 

Divertimento assicurato quindi in casa Marcialonga non solamente d’inverno, ma anche a fine primavera prossima. E per chi avesse la passione della corsa, ecco servita la Marcialonga Running di inizio settembre. Tris di primi che soddisfa ogni palato tra le vallate di Fiemme e Fassa, di bianco o di verde vestite non importa, e che forma la stuzzicante Combinata Punto3 Craft con i tempi delle tre gare a sommarsi in un’unica classifica con premi speciali tutti da scoprire anche su www.marcialonga.it.

 

Nella foto di copertina un Gguppo di atleti alla  Marcialonga Cycling

Credit foto NEWSPOWERR CANON

 

Fonte  NEWSPOWER per INBICI Magazine

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