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L’ESPERIENZA GRAVEL IN UN WEEK END DI OTTOBRE PER CORONARE L’ INTENSA STAGIONE CICLOTURISTICA DEL TERRE DI CASOLE BIKE HUB.

Lo scorso 19 ottobre si è inaugurata la prima edizione di Casole d’Argento, il tour gravel autogestito da Casole d’Elsa all’Argentario, ideato e coordinato da Ingo Olie, guida bike del Terre di Casole Bike Hub.

Il tour prevedeva il supporto organizzativo con tracce gpx e contatti da chiamare in caso d’emergenza, proposte per alloggi e ristori e highlights in cui fermarsi per apprezzare una Toscana meno conosciuta ma altrettanto affascinante. Il tour gravel in autosufficienza ha regalato ai partecipanti il piacere di percorrere luoghi senza alcun traffico, scegliendo se stare in gruppo o in solitaria, circondati dalla bellezza toscana.

La tre giorni di gravel ha dimostrato che partendo dalla Val d’Elsa, passando dalle Crete Senesi, dalla Val d’ Orcia, l’Amiata e Maremma si può arrivare all’Argentario in bicicletta percorrendo luoghi unici per un totale di 350 km con 5.000 metri di dislivello fuori dalle rotte e dalle strade principali. Così come il progetto Terre di Casole Bike Hub ha promosso il cicloturismo per valorizzare e far conoscere tutto il patrimonio del territorio della Val d’Elsa e non solo, coerentemente anche il Tour Casole d’Argento non si limita al solo pedalare. Nel Bike Hub, come nel Tour, storia, enogastronomia, arte e natura vengono valorizzati e apprezzati grazie al ritmo lento della bicicletta o slowtravel. Le giornate autunnali regalano momenti speciali per apprezzare il territorio.

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Un breve diario dell’esperienza: Prima di lasciare la nostra splendida Casole d’Elsa vale la pena affacciarsi ad una delle tante terrazze panoramiche per avere un primo assaggio di ciò che ci aspetta. Una regione unica con infinite sfumature e le nostre bici c’è le faranno apprezzare in pieno. Scendendo dal borgo iniziamo a lasciarci alle spalle la Val d’Elsa per costeggiare il Larderello con i suoi soffioni di aria calda. Terra remota quanto particolare. Lasciamo l’asfalto per scoprire la Selva, riserva biologica gestita dalla forestale. L’incontro con selvaggina non é limitato alle ore dell’alba e tramonto, occhi aperti. Da qui nell’immensa tenuta di Fosini con l’omonimo castello e si continua in Val di Merse terra di infiniti mulini.

Cambiamo pagina una volta che arriviamo alle Ville di Corsano. Le Crete Senesi si aprono a perdita d’occhio con un infinità di grigi, marroni, rossi e verdi. Le colline sono state stese il giorno che Dio si é dedicato alla pittura. Sarà il tracciato dell’Eroica che ci accompagna al borgo di origine etrusca di Murlo. Vi sembrerà strano ma ora siamo in piene colline metallifere. Terra per gente dura, quel che rimane di un vecchio tracciato ferroviario ci guida. È vero, ma il vino, le viti che arrossiscono o sono la cornice che ci accompagna nei dintorni della famosa DOCG di Montalcino e come premio speciale vi apparirà la splendida abbazia di Sant’Antimo. La Val d’Orcia dona i colori più belli al calar del sole, come se ce ne fosse bisogno. Per riprenderci da tanto sali e scendi non c’è cosa migliore che le acque calde di Bagno Vignoni.

Giorno 2

Il risveglio nel borgo con la piazza di acqua regala tanta serenità. Ci lasciamo alle spalle la Val d’Orcia e le prime ore del mattino sono in silenzio assoluto, affrontiamo la salita del Signor Monte Amiata con uno sguardo verso l’imponente fortezza di Radicofani. Abbadia San Salvatore é un paese di ex minatori e non può mancare una splendida chiesa per pregare il ritorno in superficie dei cari. La cripta é unica!

Faggeti e castagneti accompagnano la discesa nella terre degli Etruschi dove le Vie Cave lasciano aperti ancora tanti quesiti sui nostri antenati. Molto particolare Pitigliano prima di arrivare alle vasche termali di Saturnia. Anche solo un breve bagno rimette al mondo. Rimane solo la salita fra i vigneti del Morellino.

Giorno 3

Lasciamo la Via Clodia per navigare fra i vigneti del Morellino in direzione mare. Prima di arrivare all’ombra dell’Argentario i frutteti maremmani ci inebriano di profumi mischiati sempre di più con sale e Iodio. Dopo l’istmo, Porto Azzurro é perfetta per una sosta prima di affrontare il giro in quota intorno alla penisola. Ogni metro di salita verrà ripagato da panorami mozzafiato, il mare in questa stagione é semplicemente unico.

Per un breve momento abbiamo pensato che dopo tutta questa strada ed infiniti scorci , le sorprese fossero finite ma non avevamo considerato il parco naturale della Feniglia, con la spiaggia incantata, il mare cristallino e la grande varietà di uccelli che qui nidificano come i fenicotteri rosa. Grazie ai miei compagni di viaggio ma sopratutto grazie a questa terra baciata da Dio ed ancora un grazie alla mia fidata bici che mi ha permesso di scoprire quanto siamo fortunati. A presto!!!

 

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