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Nino Schurter

MENTE IN SELLA: IL CIRCOLO VIRTUOSO DELL’AUTOSTIMA


Nello sport come nella vita la domanda sorge spontanea: i successi generano fiducia o la fiducia genera successi?

“Non conta solo il fisico nella vita di un atleta, ma la parte psicologica è altrettanto importante e non c’è niente di meglio che vincere per acquistare fiducia”.

(Nino Schurter)

È proprio vero: non c’è niente di meglio di una vittoria per accrescere la fiducia nelle proprie capacità; lo stesso meccanismo mentale però agisce anche all’inverso, ovvero le continue sconfitte ed i mancati obiettivi generano demotivazione, insicurezza e percezione di inefficacia.

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In entrambi i casi ciò che può innescarsi nella mente del ciclista è un vero e proprio circolo vizioso che rischia di generare “profezie che si auto-avverano”: dopo ripetuti fallimenti, infatti, può cambiare l’atteggiamento mentale con cui il ciclista si approccia alla gara successiva; l’insicurezza allora non è più solo nella testa dell’atleta, ma  può tradursi anche in comportamenti concreti quali minor impegno, percezione di maggiore stanchezza fisica, minor tolleranza verso la fatica, tensione eccessiva.

Il corridore che, preso dallo sconforto e dalla delusione per i risultati deludenti, “si lascia un po’ andare” è esattamente con questo spirito che inizierà ad allenarsi ogni giorno, è con questo spirito che affronterà le future competizioni, questa è la convinzione che scorterà l’atleta al momento di coricarsi a letto ostacolando, in diversi casi, anche un completo riposo e recupero.

Christopher Froome (GBR – Team Sky) – photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©2018

Insomma, dirigendo la propria attenzione verso “ciò che non va”, il ciclista si rende artefice delle sue insicurezze, le rende reali, inficiando concretamente la qualità delle sue performance.

Fortunatamente per gli amici ciclisti, il processo appena descritto funziona anche all’inverso, dunque in senso positivo: i successi e gli obiettivi raggiunti fanno sentire il corridore più sicuro e questa percezione porta il ciclista ad impegnarsi sempre più negli allenamenti, a studiare le strategie di gara con più attenzione ed interesse, aumentando anche la tolleranza dell’atleta verso la fatica.

Ricorda che in gara, a parità di preparazione fisica e tecnica, più il ciclista si sentirà sicuro di sé e più a lungo potrà resistere al confronto con la fatica, con le difficoltà, con l’imprevisto, a differenza invece di un corridore che dubita delle sue capacità.

Di fronte ad una caduta in gara, un ciclista con elevata percezione di auto-efficacia si rialza e riparte con la stessa passione e voglia di fare del proprio meglio fino al traguardo: l’auto-efficacia rappresenta una caratteristica vincente nell’atteggiamento mentale degli atleti.

Elia Viviani (ITA – QuickStep – Floors) – foto Roberto Bettini/BettiniPhoto©2018

Attenzione però, non è necessaria una vittoria in classifica per acquisire più sicurezza ed innalzare la propria percezione di auto-efficacia, ciò che più conta è la valutazione personale data dal corridore alla propria prestazione.

Più l’atleta sarà soddisfatto della sua prestazione, maggiore sarà la percezione di auto-efficacia sperimentata, indipendentemente dal risultato ottenuto in classifica.

La posizione conquistata in classifica, infatti, dipende da un’infinità di fattori, anche indipendenti dall’atleta (come lo stato di forma degli avversari, guasti meccanici o imprevisti in gara che rallentano il corridore, ecc.); la qualità della prestazione, invece, dipende esclusivamente dal corridore, dal suo atteggiamento mentale e dalla sua gestione di gara.

Se vuoi integrare alla tua preparazione fisica un percorso di mental training, contattami all’indirizzo mail info@claudiamaffi.it per fissare un incontro di consulenza o, semplicemente, per chiedere ulteriori informazioni.

Sul mio sito www.claudiamaffi.it potrai rileggere alcuni dei miei articoli precedenti e trovare altre informazioni sulla mia attività di psicologa dello sport e mental trainer.

Di Claudia Maffi Dott.ssa Claudia Maffi (psicologa dello sport) Copyright © INBICI MAGAZINE

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