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LIMAR AIR PRO MIPS, IL TEST DEL CASCO DELLA ASTANA


Con il suo perfetto mix tra aerodinamica, leggerezza, ventilazione e soprattutto protezione, l’Air Pro è il casco della Limar più gettonato dai rider della Astana-Premier Tech, loro che dal marchio di Bergamo sono equipaggiati da diverse stagioni, loro che possono scegliere anche modelli differenti della gamma prodotto di questo celebre marchio italiano, anche quelli cosiddetti “aero” come l’Air Speed.

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Eppure l’Air Pro rimane il modello più amato dai corridori, soprattutto quando si va verso la stagione calda, di conseguenza la ventilazione diventa il requisito prioritario su un accessorio importante come è questo.

Solo per citare i più famosi: vediamo molto spesso l’Air Pro sulla testa di Jakob Fugslang, Alexander Vlasov, Davide Martinelli e Gorka Izagirre.

Ed è soprattutto grazie alla disponibilità di Ciclo Promo Components, che di Limar è distributore ufficiale per l’Italia, l’Air Pro abbiamo avuto l’occasione di testarlo.

Design filante e compatto, grande ergonomia, peso contenuto e soprattutto massima protezione: Air Pro è un casco che eredita il meglio del patrimonio di cui è forte Limar, azienda che tra le prime approcciò il segmento dei caschi che possiamo definire “moderni”, ovvero quelli con tecnologia In-Mold, che fece il loro ingresso nelle competizioni di alto livello nei primo Novanta (ve lo ricordate il “mitico” F104 di Gianni Bugno e Paola Pezzo?);

A sinistra, l’Air Pro, a destra, il “mitico” Limar F104 (1993)

Air Pro è quindi il risultato più avanzato di un processo che nel corso degli anni ha portato Limar a fare continui passi avanti sul fronte tecnico e che è approdato ad un prodotto che ibrida abilmente materiali collaudati e materiali nuovi sull’ accessorio che è tra i più importanti dell’equipaggiamento del ciclista.

La prerogativa più esclusiva dell’Air Pro è infatti la tecnologia che il produttore chiama CarbonCoreTech: sta appunto a ricordare che, diversamente da quel che accade sulla maggior parte dei caschi da ciclismo, qui la calotta in materiale espanso (Eps) costruita con tecnologia In-Mold è accoppiata in maniera solidale e indissolubile con due vere e proprie “ali” di carbonio che connettono le costolature longitudinali che disegnano il casco. Queste due ali in fibra rimangono a “vista” nella porzione superiore e sono rivestite da uno strato sottilissimo di Eps nella parte sottostante, destinata a “guardare” il cranio.

Le ali in carbonio servono a contenere il peso? O forse a migliorare l’estetica? Sì, anche: ma quelli citati sono solo i risvolti “accessori” dell’impiego di fibra nera su questo esclusivo casco: la funzione primaria deriva proprio dalle caratteristiche meccaniche del carbonio, materiale che con dimensioni incredibilmente ridotte riesce comunque a garantire proprietà meccaniche e strutturali elevate: l’impiego di queste due “lastre” di materiale nero consente infatti di assottigliare delle porzioni che sui caschi di questo tipo (ovvero i caschi con feritoie, che si distinguono dalla famiglia dei caschi “aero”) sono necessariamente più spessi e ingombranti, appunto perché realizzati con tecnologia In-Mold, che accoppia contestualmente l’Eps al policarbonato; qui no, sull’Air Pro il carbonio e il sottile strato di Eps sottostante permettono di ottenere uno spessore inferiore al centimetro, che di conseguenza aumenta a dismisura lo spazio interstiziale che si ottiene tra la calotta interna del casco e la calotta cranica.

Risultato? Migliora in maniera considerevole la ventilazione e assieme a questa migliora anche l’aerodinamica, visto che i flussi d’aria che penetrano dalle feritoie anteriori sono più liberi di fluire sia verso le feritoie centrali, ma soprattutto verso quelle posteriori, disegnate anche queste attorno a una sezione posteriore compatta, ingegnerizzata anche questa per perseguire la duplice finalità ventilazione/aerodinamica.

Tra l’altro, questo design si riallaccia al family/feeling che ha caratterizzato i caschi ventilati della Limar degli ultimi quindici anni: ci riferiamo prima di tutto al Superlight e al Superlight+ , due “best seller” della Limar, rispetto ai quali questo Air Pro fa un ulteriore basso in avanti soprattutto sul versante della ventilazione e della sicurezza.

Air Pro è disponibile al pubblico in due versioni: quella che abbiamo testato è la variante Mips, ovvero accoppiata con il sistema di dissipazione degli shock fornito dall’omonima azienda statunitense.

Nella fattispecie dell’Air Pro il Mips è impiegato nella più snella, compatta e leggera variante tra quelle disponibili: parliamo della Mips Air, che integra questi veri e propri “cuscinetti” che fanno traslare tangenzialmente il casco in caso di caduta (e di conseguenza riducono la forza di impatto diretta verso il cranio). Il prezzo in questo caso è di 300 euro, i colori disponibili sono lo White che abbiamo testato, il Matt Black e il Red.

Air Pro è inoltre disponibile anche in versione standard, senza Mips: costa 260 euro ed è disponibile in ben undici varianti colore, compresa quella “Astana-Premier Tech” e “Gazprom”, che sono i due team prof che in questo 2021 utilizzano caschi Limar.

Air Pro è disponibile in tre taglie: S, M e L.

Ulteriori informazioni: www.limar.com

a cura di Maurizio Coccia ©Riproduzione Riservata-Copyright© InBici Magazine

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