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Partenza Nove Colli 2019

L’INTERVISTA A ROBERTO SGALLA. FORMULA BICI PREPARA LA RIVOLUZIONE


Dal caso-Lopez al nuovo disciplinare, ecco la sicurezza secondo Roberto Sgalla: “Il nuovo disciplinare darà una svolta epocale al mondo dei ciclo-amatori”

“Quello che è accaduto allo scorso Giro d’Italia a Miguel Angel Lopez, per quanto grave e ingiustificabile, è il classico incidente fortuito che, malgrado tutti i dispositivi di sicurezza preventiva, è quasi impossibile prevedere e dunque evitare”.

Parola di Roberto Sgalla, molto conosciuto nel mondo del ciclismo per il suo ruolo sia come Ex Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato che come Presidente della commissione direttori di corsa sicurezza della FCI. Insomma, uno che di sicurezza se ne intende: “L’interferenza di un tifoso che, colto da un raptus, invade la carreggiata e fa cadere un corridore – spiega Sgalla – è uno di quegli episodi imprevedibili che è molto difficile arginare. Visto che non si può realisticamente pensare di transennare gli ultimi 30 chilometri di tutte le corse, l’unica misura per scoraggiare questi esagitati sono le sanzioni o addirittura il Daspo, come è accaduto alla Sanremo per punire alcuni pseudo-tifosi che si erano presentati sul percorso con dei fumogeni”.

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Ma il vero problema, ripete come un mantra l’ex Prefetto Sgalla, al di là delle campagne sulla sicurezza, è la cultura e il senso civico delle persone: “Il protagonista dell’episodio di Lopez non era italiano, ma forse anche gli stranieri, quando vengono nel nostro Paese, si sentono in diritto di comportarsi come vogliono. E invece, sul versante della sicurezza, non si possono fare sconti. Nel medio-lungo periodo bisogna investire tempo e risorse per migliorare l’educazione sportiva nelle giovani generazioni, ma nel frattempo, in attesa di avere un mondo migliore, l’unico deterrente restano le sanzioni che, nei casi più gravi, secondo me potrebbero anche avere un profilo penale”.

Giro d’Italia 2019 – Miguel Angel Lopez (COL – Astana Pro Team) – photo Roberto Bettini/BettiniPhoto©2019

Una battaglia, quella di Roberto Sgalla, che riguarda anche e soprattutto il mondo amatoriale “che certo non ha le risorse per prendere come modello il Giro d’Italia – spiega l’ex Prefetto – ma che certamente può fare ancora tantissimo sul fronte della sicurezza”.

E l’associazione che può imprimere la svolta epocale in un mondo spesso accartocciato su una pericolosa superficialità è Formula Bici, il consorzio di organizzatori nato per promuovere l’uso responsabile della bicicletta di cui Sgalla è diventato da poco presidente.

Formula Bici, in particolare, lavora in maniera congiunta con le organizzazioni sportive sul territorio, gli organi della Federazioni Ciclistica e di tutti gli altri Enti sportivi e con la società civile con l’obiettivo di migliorare la sicurezza sulle strade per i ciclisti ed incrementare le infrastrutture per le biciclette nelle nostre città in un programma di mobilità integrata: “La bicicletta – ricorda Sgalla – non è solo agonismo ma anche e soprattutto benessere e salute, ed è questo il messaggio cheFormula Bici vuole dare: pedalate per il gusto di farlo, per stare bene e per migliorare l’ambiente”. Nell’ultima edizione della Nove Colli di Cesenatico ha debuttato la prima misura studiata da Formula Bici sul fronte sicurezza: “Si tratta dell’assicurazione di secondo livello – spiega Sgalla – un prodotto altamente profilato sul settore bike che, in caso di incidenti in gara, offre ai ciclo-amatori garanzie molto superiori rispetto alle normali polizze. A Cesenatico, proprio grazie a questa novità, due atleti della Nove Colli hanno usufruito dei benefici di questo nuovo prodotto assicurativo”.

Roberto Sgalla

Ma la grande svolta nel mondo ciclo-amatoriale è attesa a breve, quando verrà approvato il nuovo disciplinare ministeriale per l’utenza debole: “L’iter è ormai concluso – spiega Sgalla – dunque, molto presto avremo un nuovo impianto normativo a cui tutte le GranFondo saranno tenute ad uniformarsi. Inizialmente, lo anticipo, l’adattamento non sarà semplice per tutti, ma questo è l’unico modo per elevare gli standard di sicurezza di tutte le corse amatoriali italiane”.

a cura della redazione  – Copyright © INBICI MAGAZINE

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