SFONDO COSMOBIKESFONDO ASSOS Sfondo Assos
Assos Top
TOP Shimano
Home > Tutti gli Articoli > MENTE IN SELLA
mente-in-sella-1-jpg
MENTE IN SELLA 1

MENTE IN SELLA

Condividi

Sopportare la sofferenza estrema e gestire mentalmente la fatica? Con un po’ di training si può

 

 Conosco bene il tracciato e questi sentieri… con questo chilometraggio e questo dislivello si inizia a fare sul serio, si arriva al punto dove non basterà più avere grandi doti atletiche o conoscere a memoria il tracciato. La prima sfida da vincere sarà quella contro se stessi e le proprie forze”.    

BANNER Dentro Notizie SMP
INBICI TOP CHALLENGE - DENTRO NOTIZIE
SVIZZERA DENTRO NOTIZIA 2
SVIZZERA DENTRO NOTIZIE
Banner dentro Notizia Assos

(Mirko Celestino)

 

Un po’ di tempo fa mi è capitato di leggere queste parole, tratte da un’intervista fatta a Mirko Celestino -capitano della nazionale di Mountainbike e del team Avion Axevo- in riferimento ad uno dei tanti percorsi che i biker professionisti e amatori percorrono ogni domenica.

Questo stralcio d’intervista ha attirato la mia attenzione ed è proprio partendo da queste parole che intendo aprire con voi una riflessione: cosa significa che – al pari di forza fisica, doti atletiche, allenamento, preparazione sportiva e competenza tecnica – la prima sfida da vincere sarà quella contro se stessi e le proprie forze?”.

Un noto ciclista, in una delle sue massime più famose, una volta dichiarò che i veri campioni sono quelli che “sanno soffrire più degli altri!”. Già, ma come si impara a “saper soffrire?”.

Sono domandeche ci portano direttamente nell’alveo della psicologia dello sport: infatti è la potenza della mente che ci permette di fare tutto ciò. Ed è proprio alla capacità di sopportare la sofferenza estrema, alla capacità di continuare a lottare fino alla fine anche quando siamo al limite della sopportazione che intendo dedicare questo articolo.

Ciò che ci tiene in sella e ci permette di continuare a spingere su quei pedali – anche se fa tanto male e se siamo stremati – è la motivazione, la fiducia in noi stessi, il fatto che ci crediamo, che sappiamo di potercela fare, il fatto che siamo lì e ci stiamo riuscendo.

Il cuore ci crede perché la mente ci crede e le gambe e tutto il nostro corpo resistono in funzione di quella passione enorme, e talvolta illogica, che è la mtb. Non è magìa, è psicologia che insegna ad usare la testa per impegnare il nostro corpo verso sforzi umani considerevoli.

Non solo il nostro corpo, anche la testa deve essere allenata alla sofferenza, in caso contrario la mente potrebbe agire da freno inibitore proprio quando la prestazione richiede da noi il massimo sforzo: ricordiamoci che la testa vuole farci fermare per preservare il nostro corpo da sforzi estremi, ma la sua è soltanto una funzione inerziale difensiva. Tuttavia, se ben utilizzata, la mente può divenire una risorsa preziosa per gli atleti nella gestione della sensazione di fatica che accompagna sforzi immani.

Il cervello è infatti in grado di regolare l’intensità delle sensazioni di fatica (aumentandola o riducendola) ed ora vi spiego come riesce a farlo.

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come la sensazione di fatica sia l’esito di “un insieme di componenti”, tra i quali anche i fattori mentali, ad esempio:

– È stato provato che un livello d’ansia elevato può accentuare la sensazione di affaticamento; se il biker entra in ansia non appena avverte la sensazione di fatica, a catena il cervello scatena delle reazioni di vasocostrizione periferica che affaticano ulteriormente le fibre del corpo e, alla luce di questa sensazione, il biker sarà portato a rallentare;

– Una forte motivazione dispone l’atleta ad accettare livelli di fatica per altri impensabili;

L’aspettativa circa la durata dello sforzo: il grado di fatica percepito è minore quando il biker si aspetta di sostenere uno sforzo molto più lungo di quello effettivamente sperimentato;

– Ognuno di noi ha un suo personale rapporto con la fatica: se l’intensità dello sforzo richiesto dalla prestazione supera il livello di fatica che riteniamo accettabile, percepiremo maggior affaticamento e tenderemo a perdere il ritmo.

I veri campioni non sono certo immuni dalle sensazioni di fatica, casomai hanno imparato a gestirla. Come? Ad esempio distogliendo l’attenzione da essa: nel pieno dell’affaticamento, quando la testa ti dice “Devo fermarmi, non ce la faccio più!”, i biker concentrano l’attenzione sul ritmo da tenere o su altri stimoli sempre legati alla prestazione; altri ancora ricorrono ad auto-istruzioni verbali ed è stato provato da numerosi studi che l’utilizzo di queste strategie può davvero inibire la percezione dell’affaticamento. Ovviamente non possiamo aspettarci di annullare la fatica, tuttavia modificando il “focus attentivo” è possibile minimizzarne gli effetti negativi sull’andatura di gara. Ricordate però che non tutti i segnali del corpo vanno ignorati, infatti alcuni di questi ci avvisano del pericolo imminente nel caso di crampi per esempio o in presenza di sintomi da disidratazione e pertanto non vanno ignorati.

Come tutte le strategie anche quella di ri-direzionare l’attenzione richiede un costante allenamento, a maggior ragione dal momento in cui si chiede al biker di modificare il proprio focus attentivo nel pieno dello sforzo estremo, in una situazione in cui l’atto del pensare è tutt’altro che semplice per l’atleta.

Gli atleti interessati ad approfondire questo argomento potranno rivolgersi ad un mental trainer; grazie all’aiuto di questo professionista è anche possibile impostare un programma di allenamento basato sulla gestione mentale della fatica in gara. Infatti, sempre più numerosi sono gli strumenti e le tecniche che la ricerca sta mettendo a disposizione degli psicologi sportivi, così da aiutare gli atleti a focalizzare l’attenzione, concentrarsi meglio sul percorso di gara, auto-motivarsi e contrastare l’ansia che precede la performance.

Nei prossimi articoli vedremo assieme alcune tra le principali e più diffuse tecniche utilizzate dai mental trainer, nel frattempo se aveste domande o curiosità oppure argomenti di psicologia sportiva che vi piacerebbe veder trattati vi invito a scrivermi una mail all’indirizzo indicato sopra.

Alla prossima ragazzi e…  come sempre “mente in sella”!

 

Nella foto: Mirko Celestino(foto Aldo Zanardi)

 

cura di ALDO ZANARDI e CLAUDIA MAFFI   menteinsella@gmail.com

Copyright © INBICI MAGAZINE

Mirko Celestino(foto Aldo Zanardi).JPG
     

Banner dentro Notizia Assos
INBICI TOP CHALLENGE - DENTRO NOTIZIE
SVIZZERA DENTRO NOTIZIA 2
BANNER Dentro Notizie SMP
SVIZZERA DENTRO NOTIZIE

Ti potrebbero Interessare

MASTER CROSS SELLE SMP: AL “TROFEO VAL DI NON “ LE RIVINCITE D’INIZIO STAGIONE

CondividiDomenica 21 Ottobre prima prova del Master Cross Selle SMP in Val di Non, la …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *